3 Ottobre 2022
Biodiversità e conservazione Fauna

Attenti a quei 4: pesci alieni nei nostri mari

L’ISPRA e CNR-Irbim hanno lanciato la Campagna “Attenti a quei 4” per informare i cittadini su specie aliene invasive di origine tropicale, spiegare come riconoscerle e monitorarne la presenza, grazie anche alle segnalazioni di pescatori e subacquei.

Pesce palla maculato, pesce scorpione, pesce coniglio scuro e pesce coniglio striato: sono 4 specie lessepsiane ovvero quelle che si sono introdotte nel mare Mediterraneo attraverso il canale di Suez, costruito dall’ingegnere francese Ferdinand de Lesseps nel 1869 e che è stato recentemente ampliato, permettendo ancora più facilmente l’intrusione di specie aliene tropicali, segnalate nei mari italiani, per la prima volta in Sicilia, a cui prestare attenzione per evitare spiacevoli incidenti.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-Irbim) hanno lanciato la Campagna “Attenti a quei 4” per informare i cittadini, spiegare come riconoscerle e monitorare la loro presenza e distribuzione nelle acque italiane, grazie anche alle segnalazioni di pescatori e subacquei.

La campagna è patrocinata da Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF), Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), Ministero della Salute, Comando Generale delle Capitanerie di porto, ed è svolta con la collaborazione dei geoportali: www.seawatchers.com; www.ormef.eu;  Progetto ORMEF (Occurrence Records of Mediterranean Exotic Fishes database).

Conosciamoli meglio

Il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), segnalato per la prima volta in Italia nel 2013, è caratterizzato dalla presenza di macchie scure sul dorso grigio-argenteo. La specie possiede una potente neurotossina che la rende altamente tossica al consumo, anche dopo la cottura. Inoltre ha una possente dentatura con la quale può infliggere morsi dolorosi.

Il pesce scorpione (Pterois miles) è stato segnalato per la prima volta in Italia nel 2016 ed è una tra le specie più invasive al mondo, conosciuta anche per aver colonizzato gran parte delle coste Atlantiche occidentali con imponenti impatti ecologici.  La specie è commestibile ma bisogna fare attenzione alle spine, queste possono causare punture molto dolorose anche 48 ore dopo la morte dell’animale.

Il pesce coniglio scuro (Siganus luridus) ed il pesce coniglio striato (Siganus rivulatus)sono stati segnalati in Italia per la prima volta rispettivamente nel 2003 e nel 2015. Specie erbivore particolarmente invasive, sono entrambe commestibili, ma bisogna fare attenzione alle spine che possono causare punture dolorose anche dopo la morte dell’animale.

ISPRA ed il CNR-Irbim invitano tutti i pescatori, i subacquei e chiunque abbia osservato o catturato una di queste specie in acque italiane, a documentare con foto/video ed inviare la propria osservazione tramite WhatsApp al numero di telefono + 320 4365210 o postarla sul gruppo Facebook Oddfish, utilizzando l’hashtag: #Attenti4

L’osservazione di queste specie aliene invasive da parte di chi tutti i giorni vive a stretto contatto con l’ambiente marino, oltre a permettere di documentare i cambiamenti nella loro distribuzione e abbondanza, equivale al contempo a testimoniare le trasformazioni epocali dei nostri mari., sotto l’impatto dei cambiamenti climatici. Un sapere che il mondo scientifico indica con il termine Local Ecological Knowledge (Conoscenza Ecologica Locale) o LEK.

Foto di copertina: Pesce leone (Pterois miles) finito nelle reti dei pescatori (Foto: Ernesto Azzurro, CNR-Irbim di Ancona)

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