L’ISPRA ha aggiornato, sulla base dei dati EFFIS, le stime sugli incendi boschivi in Italia che delineano un quadro severo con i maggiori scostamenti rispetto alle medie di lungo periodo che si riscontrano in Spagna, Francia, Croazia, Belgio e Italia che ha registrato incendi in tutte le regioni, ma in particolare ad essere stata particolarmente colpita è la Regione Siciliana con il 55% delle aree bruciate su scala nazionale.
Dal 1° gennaio al 15 settembre 2026, sono stati registrati 2076 grandi incendi boschivi, per una superficie totale bruciata pari a più di 1200 km2, poco meno del territorio comunale di Roma Capitale. Il 2026 in Italia si rivela particolarmente critico, con valori di superficie complessiva bruciata tra i più alti degli ultimi anni.
Lo evidenzia l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che ha aggiornatole stime sugli incendi boschivi, sulla base dei dati dell’European Forest Fire Information System (EFFIS) che delineano un quadro severo per gli effetti degli incendi boschivi in Europa, con imaggiori scostamenti rispetto alle medie di lungo periodoche si riscontrano in Spagna, Francia,Italia, Croazia e Belgio.
Le stime evidenziano che le aree boschive percorse da incendiocorrispondono a quasi 200 km2(il16% della superficie totale percorsa da incendi). Sono stati colpiti, in particolare,78 km2di boschi di querce e boschi misti,65 km2di macchia alta,boschi di leccio e sughera,44 km² di foreste di conifere sempreverdi,0.26 km² di laricetie11 km² di superfici arboree non classificate.

Distribuzione delle superfici complessive percorse da incendi per le regioni italiane (in km2) e localizzazione degli incendi. Periodo di riferimento dal 1° gennaio al 15 settembre 2026, fonte dati EFFIS elaborazione ISPRA – Centro Operativo Sorveglianza Ambientale
Al 15 settembre 2026 risultanograndi incendi boschivi in tutte le regioni italiane. LaSiciliaè il contesto geografico più colpito, contribuendo al55% delle aree totali bruciate a scala nazionale. Calabria e Puglia rappresentano entrambe un valore intorno al 10%. Per ilnord Italia la regione più colpita risulta il Piemonte(4%) eper il centro l’Abruzzo(4%).
Anche per il 2026, laprovincia di Agrigento risulta essere quella maggiormente colpita da incendi, con una superficie totale bruciata pari a222 km²e una porzione forestale coinvolta di circa 15 km².
Particolarmente significativo è il dato relativo allearee protette, dove si concentra oltreil 30% della superficie totale bruciata in Italia. All’interno diParchi, Riserve naturali e Siti Natura 2000 ricade inoltre circa il 40% delle superfici forestali percorse dal fuoco a livello nazionale, evidenziando la forte esposizione di ecosistemi di elevato valore naturalistico.
I principali episodi rilevanti
–Nel territorio delleprovince di Agrigento e Palermo, il 20 luglio scorso un vasto incendio ha interessato 63 km², di cui circa 12 km² classificati come aree forestali. Le superfici forestali coinvolte sono costituite prevalentemente da boschi e boscaglie di specie arboree e arbustive sempreverdi e da boschi di conifere (in prevalenza piantagioni). L’area percorsa dal fuoco ricade prevalentemente all’interno di siti ad elevato valore naturalistico.
–Un episodio di particolare gravità, per il coinvolgimento di ecosistemi forestali di elevato pregio naturalistico nelsettore prealpino, si è verificato il 4 agosto in Piemonte, nelle province di Biella e Vercelli. L’evento ha percorso circa 9 km² di superfici forestali, costituite prevalentemente da boschi misti di latifoglie decidue e conifere.
È quanto emerge dal sistema di monitoraggio degli impatti dei grandi incendi boschivi, sviluppato da ISPRA, che fornisce dati aggiornati e scientificamente validi a supporto delle amministrazioni centrali e regionali nella valutazione degli effetti del fenomeno degli incendi boschivi.Le analisi, basate su osservazioni satellitari ad alta risoluzione, garantiscono coerenza metodologica e rappresentatività statistica.

Istogramma delle superfici complessive (in arancione) e forestali (in verde) percorse annualmente da incendi in Italia nel periodo 2018-2026. La linea blu tratteggiata rappresenta il valore medio calcolato nel periodo 2018-2025, in rosso è evidenziato il valore per l’anno 2026 (dato parziale aggiornato al 15 settembre). Fonte dati EFFIS elaborazione ISPRA – Centro Operativo Sorveglianza Ambientale.
“Oggi disponiamo di dati e conoscenze che ci consentono di comprendere meglio la portata degli incendi boschivi, i danni che provocano e gli impatti sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sul territorio– ha dichiaratoMaria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA –Sappiamo con che cosa dobbiamo confrontarci e quali sono le conseguenze del fuoco sul nostro patrimonio naturale. Queste conoscenze devono tradursi in azioni concrete: abbiamo davanti i mesi che ci separano dalla prossima estate per rafforzare la prevenzione, migliorare la capacità di intervento e promuovere una gestione più consapevole del territorio. Le nuove tecnologie possono rappresentare un alleato fondamentale nella prevenzione e nella gestione degli incendi boschivi. L’utilizzo dei droni, insieme ai sistemi di osservazione satellitare e all’analisi dei dati ambientali, consente di migliorare la conoscenza del territorio, individuare tempestivamente le situazioni di criticità e monitorare le aree colpite dal fuoco, anche per valutarne gli impatti e orientare gli interventi successivi. In questo percorso, è essenziale rafforzare la collaborazione tra istituzioni e amministrazioni locali; i sindaci non devono essere lasciati soli di fronte a una sfida così complessa, ma devono poter contare su strumenti conoscitivi, competenze tecnico-scientifiche e un supporto qualificato per assumere decisioni consapevoli. ISPRA può contribuire a questo impegno mettendo a disposizione il patrimonio di dati, le attività di monitoraggio e le competenze maturate nell’osservazione degli ecosistemi. La prevenzione non si improvvisa quando arrivano le fiamme: si costruisce prima, attraverso la conoscenza scientifica, la pianificazione e la collaborazione tra istituzioni, comunità locali e cittadini”.
