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Bioeconomia circolare: dal recupero dei rifiuti all’autonomia strategica

Nel corso della prima giornata di Ecomondo (Fiera di Rimini, 3-6 novembre 2026), la Federazione Carta e Grafica ha organizzato l’incontro“La bioeconomia circolare: dal recupero dei rifiuti all’autonomia strategica”, che ha evidenziato come la circolarità sia uno dei punti di forza della filiera della carta, della stampa e della trasformazione, ma anche una leva strategica per la competitività industriale e l’autonomia produttiva europea.

La circolarità è uno dei punti di forza della filiera della carta, della stampa e della trasformazione, ma anche una leva strategica per la competitività industriale e l’autonomia produttiva europea.

È il messaggio di contesto affrontato il 3 novembre 2026 alCircular Lab ArenadelPaper DistrictdiEcomondo 2026, nel corso dell’incontro“La bioeconomia circolare: dal recupero dei rifiuti all’autonomia strategica”, organizzato dallaFederazione Carta e Grafica.

“La filiera della carta, della stampa e della trasformazione è un esempio concreto di bioeconomia circolare: utilizza una materia prima rinnovabile (tasso utilizzo 56%), valorizza la fibra attraverso più cicli di riciclo (tasso di riciclo oltre l’85%) e investe costantemente nell’efficienza dei processi produttivi– ha dichiarato  Massimo Medugno, Direttore Generale della Federazione Carta e Grafica –La carta nasce dalla gestione sostenibile delle risorse forestali e continua a generare valore anche dopo il primo utilizzo, grazie a un sistema industriale che ha fatto della circolarità una caratteristica strutturale”.

Nel primo semestre 2026 labilancia commerciale della filiera Carta e Grafica ha registrato un incremento del 14%, mentreil fatturato ha segnato ancora una flessione dello 0,4%. La ripresa dell’export ha infatti compensato solo in parte ladebolezza del mercato interno, che rappresenta oltre il 60% del giro d’affari del comparto. Anche per la seconda metà dell’anno non si intravedono, al momento, significativi segnali di miglioramento, soprattutto alla luce dellecrescenti preoccupazioni legate all’impatto dei costi energetici.

Un modello che si fonda sulla capacità diintegrare risorse rinnovabili,riciclo delle fibre, recupero degli scarti edefficienza nell’impiego delle risorse naturali, ma che per esprimere appieno il proprio potenziale ha bisogno anche di un quadro normativo favorevole.

Su questo aspetto si è concentrato l’intervento del Presidente diTuttoAmbienteedEkoFuture, che ha introdotto e moderato il confronto: “Per sviluppare concretamente l’economia circolare servono regole efficaci che incentivino la riduzione del consumo di risorse, il riutilizzo dei prodotti e il recupero dei materiali –ha dichiaratoStefano Maglia–Strumenti come la responsabilità estesa del produttore (EPR), l’End of Waste, la preparazione per il riutilizzo e la disciplina dei sottoprodotti sono fondamentali, ma occorre renderli più semplici e accessibili. Sono indispensabili incentivi fiscali e procedurali, meno burocrazia e tempi autorizzativi più rapidi. Serve inoltre un vero mercato unico europeo dei prodotti riciclati. Dobbiamo trasformare la normativa da vincolo amministrativo a leva di innovazione, competitività e autonomia strategica per le nostre imprese”.

Il confronto è quindi entrato nel merito delle esperienze industriali e delle soluzioni tecnologiche già disponibili lungo la filiera.Roberto Di Molfetta, Direttore Generale diComieco, ha illustrato i risultati e i punti di forza del sistema italiano di raccolta e riciclo della carta, un’eccellenza riconosciuta a livello europeo.

Giacomo Berton, R&D Manager dello stabilimentoFavinidi Rossano Veneto, ha approfondito le prospettive di recupero dei residui tessili nella produzione cartaria, mentreTommaso De LucadiLucart S.p.A. ha presentato tecnologie e potenzialità del riciclo degli imballaggi compositi.

Al centro dei lavori anche ilrecupero degli scarti plastici da riciclo, con gli interventi diRaffaele Marinucci, General Manager diSmurfit Westrock, eAdele Celauro, Ambiente, Energia e Territori dellaRegione Piemonte.Valerio Forti, Direttore HSEdi Burgo Group, ha affrontato il tema della riduzione del fabbisogno di carbonato di calcio nei processi produttivi, mentreEnrico Benfante, Operations Manager diReLife Recycling, ha approfondito il ruolo della tracciabilità nell’ambito del riciclo della carta.

Le conclusioni sono state affidate adAlessandro Bratti, componente delCollegio di ARERAche ha sottolineato la necessità per la competitività della filiera di un mercato stabile delle materie di recupero oltre che di un costo dell’energia sostenibile in particolare per il segmento cartario.

“La bioeconomia circolare rappresenta una leva fondamentale non soltanto per ridurre il consumo di risorse e valorizzare i materiali a fine vita, ma anche per rafforzare l’autonomia strategica del sistema produttivo europeo– ha concluso Medugno –Innovazione tecnologica, collaborazione tra filiere, qualità dei processi di recupero e tracciabilità costituiscono elementi centrali per accelerare la transizione verso un’economia più efficiente nell’utilizzo delle risorse”.

 

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