Secondo i dati presentati da Global Canopy, in concomitanza con la COP17, il progressivo deterioramento degli ecosistemi naturali rappresenta una minaccia concreta per l’economia europea, con gravi interruzioni operative in molteplici settori economici, che metterebbero a rischio fino a 140 milioni di posti di lavoro in UE, Gran Bretagna e Svizzera. Per l’Italia sarebbero potenzialmente a rischio 13,5 milioni di posti di lavoro una perdita economica di 1,1 trilioni di euro.
La perdita di biodiversità potrebbe mettere a rischio 140 milioni di posti di lavoro nell’UE, nel Regno Unito e in Svizzera, pari a circa il 60% di tutti gli occupati nella regione.
Secondo nuovi dati, pubblicati nel corso di unaConferenza stampadurante il vertice globale sulla natura COP17 (Yerevan, 19-30 ottobre 2026) daGlobal Canopy, Ong che si propone di contrastare le forze di mercato responsabili della distruzione della natura, promuovendo trasparenza e responsabilità, e ospitati suENCORE Insights, laperdita di elementi naturali può interrompere e compromettere molti processi produttivi e commerciali, costringendo i datori di lavoro ad adottare misure di adattamento che potrebbero avere ripercussioni sui dipendenti. Se i datori di lavoro non riescono ad adattarsi, si rischia la perdita di 140 milioni di posti di lavoro nell’UE, nel Regno Unito e in Svizzera.
Finanziato dal Programma Horizon EuropeCountry Dasboradè uno strumento interattivo e gratuito lanciato a dicembre 2025 da Global Canpy, in collaborazione con partner strategici come UNEP-WCMC, UNEP FI, IIASA e la London School of Economics, con lo scopo principale direndere visibili, misurabili e quantificabili i rischi macroeconomici e le dipendenze delle economie nazionali dai servizi ecosistemici.
“L’Encore Insights Country Dashboard fornisce dati quantitativi che rivelano in che misura le economie dei paesi potrebbero essere colpite dalla perdita e dal degrado della natura, e abbiamo scoperto che ciò può mettere a rischio i posti di lavoro, minacciare le esportazioni e esercitare una forte pressione sul tenore di vita– ha dichiaratoDarren McKenzie, Responsabile della comunicazione di Global Canopy –E questo è molto semplice perché la natura è il fondamento delle nostre economie. I posti di lavoro dipendono dalla natura, i prodotti dipendono dalla natura, le infrastrutture dipendono dalla natura, la tutela dell’ambiente dipende dalla natura. Quest’ultima serie di dati entra nel dettaglio dell’occupazione, delle esportazioni e del tenore di vita e di come questi possano essere influenzati dalla perdita e dal degrado della natura
Secondo l’analisi di Global Canopy,la perdita di biodiversità a livello nazionale e internazionale potrebbe ridurre la disponibilità (e quindi l’accessibilità economica) di beni e servizi per un valore di 8.200 miliardi di euro all’anno, pari alla metà di tutti i consumi dei Paesi.Questo potrebbe innescare scarsità e shock dei prezzi per i consumatori, che a loro volta possono far aumentare l’inflazione, incrementare il costo della vita e mettere sotto pressione il tenore di vita dei paesi.
Le minacce di interruzione operativa e logistica colpirebbero in modo particolare ilcomparto agroalimentare, le esportazioni, l’energia, leattività manifatturiere, l’industria chimica e quella farmaceutica.
Oltre alla perdita diretta di posti di lavoro, potrebbero subire interruzioni ogni anno le esportazioni per 3.500 miliardi di euro dall’UE, Gran Bretagna e Svizzera.
“Tali cifre indicano l’enorme numero di mezzi di sussistenza che potrebbero essere compromessi, data la forte dipendenza delle economie nazionali dalle infrastrutture fornite dalla natura– ha sottolineatoClaudia Gray, Direttrice finanziaria per le iniziative legate alla natura della Ong –Le persone sono preoccupate che l’intelligenza artificiale e i conflitti globali possano avere un impatto sui loro posti di lavoro e sul loro tenore di vita. Ma è importante considerare anche come la perdita di biodiversità minacci l’occupazione, i salari e le catene di approvvigionamento. Di fronte a siccità, incendi e inondazioni da record, dobbiamo riflettere su come la perdita di biodiversità inneschi e aggravi i disastri economici. Sebbene banche centrali, governi e imprese riconoscano l’importanza economica delle infrastrutture costruite dall’uomo, le infrastrutture naturali che sono alla base delle economie nazionali vengono spesso date per scontate. Le politiche delle banche centrali e dei governi devono riflettere il ruolo della protezione e del ripristino della natura, sia a livello nazionale che internazionale, per costruire resilienza economica in tutta Europa”.
Tra i 140 milioni di posti di lavoro che potrebbero essere persi ci sono quelli di:
Germania, con21,7 milioni di posti di lavoro potenzialmente a rischioe unaperdita economica di 2, 1 trilioni di euro.
Regno Unito, con20,6milioni di posti di lavoro potenzialmente a rischio e una perdita economica di1,2 trilioni di euro.
Francia:16,3milioni di posti di lavoro potenzialmente a rischio e una perdita economica di1,3 trilioni di euro.
Italia:13,5milioni di posti di lavoro potenzialmente a rischio e una perdita economica di1,1 trilioni di euro.
Spagna:11,9 5milioni di posti di lavoro potenzialmente a rischio e una perdita economica di800 miliardi di euro.
In copertina: foto di Markus Spiske su Unsplash
