Secondo una nuova ricerca condotta da Transport & Environment I progetti di espansione in corso dei principali aeroporti europei rendono la crescita del settore fondamentalmente incompatibile con gli obiettivi climatici nazionali e i limiti di emissione imposti dal riscaldamento globale.
I piani di ampliamento dei 20 maggiori aeroporti europei sono incompatibili con gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi, superando fino a tre volte il budget di emissioni consentito.
È quanto emerge dalRapporto “Overshoot: How expansion plans break European airports’ carbon limits”, pubblicato il 15 settembre 2026 daTrasport & Envronment(T&E), la principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, che spiega perchégli aeroporti europei non possono espandersi come previsto attualmente se i Paesi vogliono rimanere entro i limiti climatici nazionali.
Lo studio, rifacendosi anche alle analisi condotte in collaborazione con laNew Economics Foundation, think tank indipendente britannico che ha come finalità l’individuazione e la promozione del reale benessere economico, evidenzia comei vantaggi economici sbandierati dall’industria aeronautica non reggano più il confronto con i reali costi ambientali e sociali.
Unaprecedente analisidi T&E, pubblicata lo scorso maggio, aveva rilevato che l’aviazione resta la fonte di emissioni in più rapida crescita nell’UE, aumentate dal 2005 di oltre il 30%. I voli in partenza dall’Europa rappresentano il 23% delle emissioni globali dell’aviazione, collocando l’Europa al 3° posto tra le regioni più inquinanti, dopo l’Asia (31%) e il Nord America (25%). Nonostante una quota inferiore rispetto ai primi due mercati, l’Europa è l’unica regione tra le prime tre ad aver già superato i propri livelli di emissioni pre-pandemia.

Secondo T&E,compagnie aeree e aeroporti assicurano i governi di poter espandere le proprie attività e trasportare più passeggeri, rispettando al contempo gli obiettivi climatici europei. Questa affermazione si basa sudue sviluppi chiave previsti per il settore: l’adozione di carburanti più pulitie l’utilizzo di aeromobili più efficienti. Costruite le piste e i terminal, sostengono, sarà la tecnologia ad occuparsi delle emissioni.
A loro volta i responsabili politici raramente mettono alla prova quella promessa inficiata da un limite invalicabile costituito dal target di emissioni zero entro il 2050 e dai relativi step annuali. Nessuno, sottolinea T&E, si pone la domanda cruciale:quanta anidride carbonica può ancora emettere questo aeroporto entro i limiti dei bilanci di carbonio nazionali rimanenti, e l’espansione è compatibile con tali limiti?
Il report cerca di rispondere a tale domanda, confrontando i principali piani di espansione aeroportuale e le previsioni di traffico in Europa con un budget di emissioni di carbonio prefissato sulla base di 2 ipotesi:
–se la crescita annunciata rientri nel budget;
–se i carburanti più puliti e gli aeromobili più performanti consentano di colmare il divario in termini di tempo.

L’analisi di T&E riporta3 valori per ogni coppia Paese-Aeroporto:
– Ilfattore di superamento indica di quanto l’aeroporto supererà il proprio budget entro il 2050(un valore superiore a uno significa che emette più di quanto consentito dal budget;
– l’anno di esaurimento del budgetè quello in cui le emissioni cumulative superano il budget;
– lariduzione annua richiestaè la riduzione annuale delle emissioni necessaria per mantenere l’aeroporto entro il budget.
Insieme, questi fattori rispondono a3 domande fondamentali:di quanto? entro quando? come allinearsi?
Ne emerge:
–Con l’ampliamento degli scali il budget di carbonio superato da 2 a 3 volte.Secondo lo studio, gli ampliamenti dei 20 aeroporti in 10 Paesi europei (Regno Unito, Irlanda Francia, Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Austria e Svizzera), porteranno ciascuno di questi scali asuperare da due a tre volte il proprio budget di emissioni di carbonio compatibile con l’obiettivo di contenere l’aumento delle temperature medie globali entro 1,7 °C. Infatti, sulla base degli attuali piani di crescita, il settore dell’aviazione civile europeo esaurirà quest’anno l’’obiettivo di 1,7 °C che era previsto al 2033.

– I carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) non bastano per restare nel carbon budget.Nelle grandi città europee, tra cui Londra, Parigi, Madrid, Lisbona, Dublino, Francoforte e Bruxelles, dove sono in corso o sono stati annunciati importanti progetti di ampliamento aeroportuale, le assicura zioni delle Compagnie aeree e degli Aeroporti di poter intensificare i flussi e trasportare un maggior numero di passeggeri, rispettando al contempo gli obiettivi climatici europei, grazie a carburanti più puliti e aeromobili più efficienti, sono prive di fondamento, secondo l’analisi di T&E che dimostra il superamento in ogni aeroporto del propriocarbon budget.
–Fallimento della narrazione economica. Le ricerche di supporto mostrano che il mito secondo cui più voli equivalgano automaticamente a maggiore prosperità non trova riscontro macroeconomico nei paesi dell’Europa occidentale.
–Richieste di stop all’espansione. Sulla base di tale analisi, invita i Governi nazionali arigettare i nuovi progetti infrastrutturali, aimporre tetti di emissione vincolanti per ogni singolo scaloe adeliminare i sussidi e le esenzioni fiscali di cui gode il settore aereo.
“L’aumento del volume di traffico aereo che si avrà costruendo nuove piste e ampliando i terminal annullerà qualsiasi beneficio derivante da carburanti più puliti o motori più efficienti – ha commentatoAndrea Boraschi, Direttore dell’ufficio italiano di T&E –Dopo il caldo torrido, gli incendi e la siccità di quest’estate, i governi si trovano di fronte a una scelta netta: possono aggravare la situazione, approvando espansioni aeroportuali dannose per il clima, oppure agire con decisione e fermarle subito”.
