Le Linee guida di orientamento relativo ad un’attuazione pragmatica e proporzionata della Direttiva Uccelli sul territorio, tutelando al contempo gli uccelli selvatici europei, con focus sull’Art. 9 che consente deroghe all’uccisione deliberata degli uccelli o la distruzione dei loro nidi e delle loro uova, nonché il disturbo significativo degli uccelli. Oca facciabianca e cormorano maggiore le specie le cui popolazioni sono aumentate significativamente negli ultimi anni, causando conflitti con le attività economiche, come l’agricoltura e la pesca.
La Commissione europea con l’adozione il 31 marzo 2026 dellaComunicazioneha approvato leLinee guidadi orientamento relativo per un’attuazione pragmatica e proporzionata della Direttiva Uccelli sul territorio, tutelando al contempo gli uccelli selvatici europei.
Gli uccelli svolgono un ruolo essenziale per la biodiversità europea e contribuiscono alla salute degli ecosistemi. La Direttiva Uccelli, adottata nel 1979, tutela tutte le specie di uccelli selvatici presenti in natura nell’UE e aiuta a rispettare gliimpegni internazionali per la protezione degli uccelli migratori,vietando, tra l’altro,qualsiasi forma di uccisione deliberata in natura. Lostress testin corso sulle Direttive Uccelli e Habitat valuterà l’efficacia complessiva del quadro normativo. Al contempo,queste norme sono bilanciate con le esigenze e le sfide socio-economiche sul territorio, ad esempio quelle di agricoltori, silvicoltori e pescatori.
Le Linee guida fornisconoconsigli praticia supporto degli Stati membri e delle parti interessatenell’attuazione delle norme vigenti e della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE in materia di protezione degli uccelli selvatici, riducendo al contempo gli oneri amministrativi.
Il Documento approvato rappresenta un passo avanti per migliorare l’efficacia pratica delle norme esistenti, contribuendo inoltre ad una più uniforme attuazione della legislazione in merito in tutta l’UE, ad esempio definendomisure chiare e standardizzate per le attività ricorrenti, come la silvicoltura. Ciò include, ad esempio,maggiore chiarezza sull’utilizzo delle deroghe relative alle rotte migratorie, che consentiranno agli Stati membri di coordinare meglio le azioni lungo le rotte migratorie ricorrenti, dato che molte popolazioni di uccelli attraversano i confini, evitandointerpretazioni errate che potrebbero ritardare l’approvazione di importanti progetti infrastrutturali. Ad esempio, la guida illustra come gli Stati membri possono passare a un approccio preventivo che affronti i rischi in modo proattivo e proporzionato, riducendo gli oneri amministrativi.
Le Linee guida riguardano gliarticoli 5 e 9 della Direttiva:
–l’articolo 5 vieta l’uccisione deliberata degli uccelli o la distruzione dei loro nidi e delle loro uova, nonché il disturbo significativo degli uccelli;
–l’articolo 9 consente deroghe a tali norme in casi strettamente controllati, ad esempio per proteggere le colture o la pesca o per motivi di sicurezza pubblica, qualora non esistano alternative.
Ciò significa cheuna deroga non può essere concessa se lo stesso risultato può essere conseguito in modo soddisfacente e diverso che eviti del tutto una violazione dell’articolo 5 o sia meno dannoso alla luce dei divieti e degli obiettivi della direttiva.

“Le linee guida apporteranno una reale semplificazione: meno procedure, regole più chiare e maggiore certezza giuridica– ha affermatoJessika Roswall, Commissaria per l’ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva –Continuiamo a proteggere uccelli e pesci, e al contempo forniamo ad agricoltori, pescatori, silvicoltori e imprese regole pratiche ed equilibrate”.
Le Linee guida includono2 allegatisull’uso delle deroghe riguardanti l’oca facciabianca(Branta leucopsis), eil cormorano maggiore(Phalacrocorax carbo),le cui popolazioni sono aumentate significativamente negli ultimi anni, causando conflitti con le attività economiche, come l’agricoltura e la pesca.
L’oca facciabianca è un uccello acquatico erbivoro di grandi dimensioni e molto diffuso, presente in elevate densità in alcune regioni, cheentra in conflitto con le attività agricole a causa dei danni alle coltivazioni locali e dell’impatto sull’erba, nonché della competizione per le stesse.
Il cormorano maggiore che negli ultimi decenni, a seguito dell’effetto combinato delle misure di protezione della Direttiva Uccelli, dell’espansione dell’acquacoltura e di altri fattori,è aumentato di numero in Europa, causando conflitti sia con la pesca commerciale che con quella ricreativa, nonché con l’acquacoltura, a causa dell’impatto e della competizione per i pesci, influendo negativamente sulle specie ittiche di particolare interesse conservazionistico e su altri usi commerciali o ricreativi dei corpi idrici.
“L’abbattimento indiscriminato dei cormorani non risolverà i conflitti locali né proteggerà gli stock ittici, e creerebbe un pericoloso precedente per la conservazione della fauna selvatica– aveva dichiaratoMarion Besso,responsabile delle politiche di conservazione della natura della LIPU, in occasione dellarichiestaalla Commissione UE avanzata lo scorso settembre da8 Stati membri dell’UE diautorizzare la caccia ai cormorani –Non possiamo considerare la natura come se appartenesse solo agli esseri umani e trattare i predatori autoctoni come un fastidio. Una fauna selvatica abbondante è una parte essenziale di ecosistemi sani e i cormorani hanno tanto diritto di nutrirsi di pesce quanto noi. Le soluzioni concrete dovrebbero concentrarsi sulla coesistenza, sul ripristino degli ecosistemi e sull’affrontare le cause profonde del declino ittico, non sul tentativo incessante di controllare la natura ogni volta che ci sfida”.
Le Linee guida non sostituiscono, integrano o modificano le disposizioni della Direttiva, enon sono giuridicamente vincolanti, e sarannoformalmente adottate quando saranno tradotte in tutte le lingue ufficiali dell’UE.
In copertina: cormorano maggiore (Phalacrocorax carbo), fonte LIPU
