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Giornata mondiale città: “Rigenerare per alloggi adeguati per tutti”

La Giornata Mondiale delle Città che si celebra 31 ottobre in tutto il mondo e con un evento ufficiale celebrativo che quest’anno si svolge a Fuzhou (Cina), affronta nel 2026 il tema “Rigenerare la città: alloggi adeguati per tutti” per esplorare come sbloccare investimenti trasformativi nella pianificazione urbana e raggiungere un’adeguata decentralizzazione fiscale.

Un quartiere rinnovato può significare case migliori, spazi pubblici riqualificati e servizi più affidabili. Ma se gli affitti aumentano a livelli insostenibili per i residenti, coloro che avrebbero beneficiato di questi miglioramenti potrebbero ritrovarsi costretti ad andarsene.

Questa tensione è al centro laGiornata Mondiale delle Città(World Cities Day), istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) nel 2013, che si celebra ogni anno il31 ottobreper sensibilizzare la comunità internazionale sulruolo dell’urbanizzazione nello sviluppo sostenibile e nell’inclusione sociale.

Il tema della giornata quest’anno è “Rigenerare la città: alloggi adeguati per tutti” (Regenerating the City: Adequate Housing for All). La celebrazione ufficiale della Giornata è organizzata congiuntamente dalMinistero dell’edilizia abitativa e dello sviluppo urbano-rurale della Repubblica Popolare Cinese,dal Governo popolare della provincia del Fujiane dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-Habitat), e sarà ospitata dal Governo popolare municipale diFuzhou.

“Nella Giornata Mondiale delle Città, ci troviamo di fronte a una cruda realtà: oltre 3 miliardi di persone non hanno accesso a un alloggio adeguato, di cui 1,1 miliardi vivono in insediamenti informali– ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite,António Guterresnel suo messaggio per la Giornata –Allo stesso tempo, le città, che ospitano più della metà dell’umanità, si trovano ad affrontare quartieri che invecchiano, costi in aumento e rischi climatici sempre più intensi. La rigenerazione urbana offre una via da seguire. Rivitalizzando le aree urbane esistenti, possiamo creare più alloggi, migliorare le infrastrutture e gli spazi pubblici, rendendo le città più resilienti, inclusive e connesse. Il raggiungimento di questa visione richiede pianificazione e collaborazione. I governi nazionali e locali, le istituzioni finanziarie, il settore privato e le comunità devono lavorare insieme per costruire città che soddisfino le esigenze di tutti i residenti, comprese le donne e i giovani, gli anziani e le persone con disabilità. L’abitazione è molto più di un semplice riparo. È fondamentale per affrontare le disuguaglianze e accelerare lo sviluppo sostenibile. Esorto tutte le città a investire nella rigenerazione urbana e in alloggi adeguati per tutti. Insieme, possiamo creare città più verdi, più sicure e più accessibili, dove ognuno abbia un posto da chiamare casa”.

LaConcept noteper l’evento, sottolinea che nel mondo3,4 miliardi di personenon hanno un alloggio adeguato, ad un titolo di proprietà sicuro, ai servizi di base o a condizioni di vita accessibili.La rigenerazione urbana offre l’opportunità di affrontare queste sfide migliorando le aree urbane esistenti, ampliando al contempo l’accesso a un alloggio adeguato e garantendo che nessuno venga lasciato indietro.

Il tema del 2026 pone l’accento suapprocci integrati che colleghino l’edilizia abitativa a prezzi accessibili con il miglioramento degli spazi pubblici, delle infrastrutture, della connettività e della resilienza climatica. Attribuisce inoltre particolare importanza alla rigenerazione partecipativa e guidata dalla comunità, unitamente a misure di salvaguardia che possano prevenire lo sfratto e garantire che i residenti esistenti traggano beneficio dai miglioramenti apportati alle loro case e ai loro quartieri.

Secondo l’ultimoRapporto“World Urbanization Prospects 2025”, pubblicato dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (UN-DESA),le città ospitano il 45% della popolazione globale di 8,2 miliardi. Il numero di persone che vivono nelle città è più che raddoppiato dal 1950, quando solo il 20% dei 2,5 miliardi di persone del mondo viveva in città. Guardando al 2050, si prevede che due terzi della crescita della popolazione globale si verificherà nelle città.

Si deve ricordare, inoltre, che lecittà consumano il 78% dell’energia primaria mondiale e sono responsabili del 70% delle emissioni globali di CO2, con trasporti, edifici e gestione dei rifiuti che rappresentano la maggior parte delle emissioni urbane.

Di conseguenza, lecittà sono anche la chiave per invertire la traiettoria del carbonio e raggiungere gli obiettivi climatici globali.

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