Il Rapporto 2026 di ENEA sulle strategie per la riduzione del fabbisogno nazionale di gas metano, basato sull’analisi degli effetti delle attuali politiche di efficienza energetica e sull’ipotesi di reintroduzione delle misure di contenimento dei consumi di gas naturale previste dal Piano nazionale, adottato nel 2022 a seguito della crisi energetica innescata dal conflitto russo-ucraino per tagliare i consumi di gas in vista della stagione invernale, stima una riduzione dei consumi in inverno di una quantità di gas pari a quella necessaria per riscaldare circa un milione di case.
Risparmio di gas per il prossimo inverno nel residenziale e terziario sarebbe pari a circa 1,2 miliardi di Smc (unità di misura ufficiale usata dai fornitori per calcolare il consumo di gas in bolletta, indicando la quantità di gas contenuta in un metro cubo a condizioni stabili di temperatura e pressione), la quantità necessaria a riscaldare circa 1 milione di case, con le misure adottate di efficienza energetica e la reintroduzione delle misure di contenimento dei consumi di gas naturale previste dal Piano nazionale del 2022.
La previsione è contenuta in “Strategie per la riduzione del Fabbisogno Nazionale di Gas Metano”, ilRapporto 2026dell’ENEA(Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile) che analizza gli effetti delle attuali politiche di efficienza energetica, ipotizzando la reintroduzione delle misure di contenimento dei consumi di gas naturale previste dalPiano nazionale, adottato nel 2022 dal Ministero dell’Ambiente e della Transizione energetica (MASE) a seguito della crisi energetica innescata dal conflitto russo-ucraino, e le possibili strategie per ridurre la domanda di gas naturale nel settore civile, che prevedono la massimizzazione della produzione termoelettrica con combustibili diversi dal gas e la messa in atto di azioni comportamentali virtuose da parte della cittadinanza per risparmiare i consumi energetici durante la stagione di riscaldamento, attraverso provvedimenti amministrativi e campagne di sensibilizzazione.
“Le tensioni in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz hanno acceso una nuova emergenza energetica, evidenziando ancora una volta i rischi legati alla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili– spiegaNicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano –In questo contesto è necessario tornare a riflettere su ulteriori strategie di risparmio energetico, a partire da quanto già previsto dal Piano di contenimento del 2022, che nel 2023 ha consentito, nel settore residenziale, una riduzione di circa 7 miliardi di Smc di gas rispetto ai consumi del 2021, grazie anche alle temperature miti e agli interventi di efficientamento energetico. Risparmi che però, tra il 2024 e il 2025, si sono ridotti, plausibilmente perché i benefici derivanti dall’aumento dell’efficienza energetica sono stati compensati dalla revoca di una parte delle misure di contenimento e dalla riduzione dei prezzi del gas”.
Lo Studio analizza gli effetti delle misure introdotte dal 2022 e delle politiche di efficientamento energetico adottate negli ultimi anni, valutando non solo quanto effettivamente è stato risparmiato, ma anche quanto potrebbe essere ancora risparmiato con le politiche vigenti e con l’eventuale reintroduzione delle misure previste dal Piano, valorizzando sia le buone pratiche di consumo che gli investimenti a lungo termine.

Nello specifico, nelsettore residenziale, applicando le misure già individuate nel 2022,sono attesi risparmi per 0,9 miliardi di Smc: 0,8 miliardi dalla reintroduzione delle limitazioni già sperimentate nel 2022 e 0,1 miliardi da interventi di riqualificazione, sostenuti da incentivi come l’Ecobonus e il Bonus Casa.
Nelsettore terziariola riduzione dei consumi è stimata incirca 0,3 miliardi di Smc:0,25 miliardi da misure di contenimento e 0,06 miliardi da misure di efficienza, come ad esempiola sostituzione dei vecchi generatori a gas con moderne pompe di calore.
Un ulteriore incentivo al risparmio energetico potrebbe arrivare dall’ETS2, lo strumento che estende dal 2027 ilsistema di scambio delle emissioni anche agli edifici(residenziali, commerciali e istituzionali). “L’ETS2, comporterà un incremento dei costi per chi continuerà a utilizzare combustibili fossili, fino a 230 euro annui a famiglia– spiegaFrancesca Caffari, ricercatrice del Laboratorio ENEA Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano –Mentre chi trasformerà le proprie abitazioni in edifici a zero emissioni, azzerando l’uso di combustibili fossili, non risentirà dell’impatto economico del nuovo sistema”.
Sebbene le misure di contenimento (come la regolazione della temperatura di riscaldamento degli ambienti) offrano i maggiori volumi di risparmio a breve termine, lo studio evidenzia l’importanza cruciale degli interventi di efficienza più strutturali.
“Sostituire impianti obsoleti e isolare gli edifici garantisce infatti una riduzione stabile, progressiva e indipendente dalle abitudini quotidiane degli utenti– conclude Calabrese –proteggendo il Paese dalle oscillazioni del mercato energetico”.

L’analisi effettuata da ENEA permette di ricondurre ilrisparmio ottenuto tra il 2021 e il 2025 a diversi fattori:interventi di efficientamento energetico;aumento delle temperature;comportamento degli utenti. Per quantificare i risparmi conseguiti attraverso gliinterventi di efficienza energetica, sono stati utilizzati i dati derivanti dalle pratiche istruite da ENEA tra il 2022 ed il 2025 per l’accesso ai bonus fiscali. Nell’arco dei quattro anni esaminati, si stima che gli interventiabbiano portato a un risparmio cumulato complessivo di circa 2,1 miliardi di Smc di gas naturale, di cui 1,2 dovuti al Superbonus, 0,6 all’Ecobonus e 0,3 al Bonus Casa.

Per quanto riguarda ilsettore terziario, non risulta di facile valutazione l’impatto delle misure di contenimento attuate a partire dal 2022, in quanto compensate dalla ripresa delle attività nel settore dopo la crisi pandemica. Si rileva comunque unariduzione strutturale della domanda di gas, seppur contenuta, rispetto agli anni pre-Covid, che può essere attribuita all’efficientamento energetico degli edifici, tra cui soprattutto la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con sistemi a pompa di calore elettrica.
Immagine di copertina: Fonte ENEA
