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Sicurezza online dei minori in UE: adottato il KIDS Act

La Commissione UE ha adottato la proposta di Legge KIDS Act che mira a proteggere i minori dai servizi digitali rischiosi e dai sistemi di intelligenza artificiale, a sostenere il mercato unico digitale e a mantenere un quadro normativo coerente e una struttura di applicazione delle norme per la protezione dei minori online.

Proteggere i minori dai servizi digitali rischiosi e dai sistemi di intelligenza artificiale, sostenere il mercato unico digitale e mantenere un quadro normativo coerente e una struttura di applicazione delle norme per la protezione dei minori online.

La Commissione UE ha adottato il 17 settembre 2026 la proposta di LeggeKIDS Actchevieta l’accesso alle piattaforme di social media ai minori di età inferiore ai 13 anni e fissa un’etàminima a livello dell’UEper consentire ai minori di aprire un proprio account all’età di 15 anni, garantendo in tal modo un approccio graduale. Inoltre, il KIDS Act inverte anche l’onere della prova: i prestatori di servizi dovranno dimostrare che i loro servizisono adeguati all’età e sicuri fin dalla progettazione.

“Oggii nostri figli utilizzano le tecnologie più sofisticate mai create– ha dichiarato la Presidente della CommissioneUrsula von der Leyen–Tecnologia che non è mai stata creata pensando al loro benessere. Il nostro KIDS Act sta invertendo l’onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare che sono sicure fin dalla progettazione. E rimettiamo i genitori al posto di guida, fornendo loro gli strumenti per aiutare i loro figli a navigare in un mondo online più sicuro“.

La proposta di Legge si basa sullarelazionepresentata lo scorso luglio dalGruppo di esperti, composto daoltre 60 persone, tra cui rappresentanti di organizzazioni della società civile, rappresentanti dei giovani, genitori, educatori, psichiatri infantili, specialisti di sanità pubblica, neurologi e esperti di tecnologia, convocato dalla von der Leyen per ottenere un contributo specialistico sul quadro normativo dell’UE in materia di sicurezza dei minori online.

Inoltre, la proposta riflette le crescenti richieste da parte degli europei di una maggiore protezione per i minori online: secondo l’Eurobarometro specialesulDecennio digitale, pubblicato in giugno,il 92% degli europei considera la necessità di rafforzare ulteriormente la protezione dei bambini e dei giovani online una priorità politica assoluta, sia contro il cyberbullismo, sia contro l’esposizione a contenuti dannosi, sia contro la creazione di dipendenza o altri rischi.

La proposta di Legge KIDS Act è strutturata attorno a4 pilastri.

I bambini di età compresa tra i3 e i 13 anni non possono accedere ai social media, mapossono utilizzare servizi di condivisione video appositamente progettati per i bambini tramite account gestiti dai loro tutori. A tal fine, le piattaforme devono offrire ai genitori o ai tutori uno strumento di facile utilizzo per limitare l’uso del dispositivo dell’adulto a tali servizi per bambini, quando questo viene ceduto ai minori, e limitare l’esposizione del bambino a un massimo di un’ora al giorno.

Tra queste misure figurano ildivieto di funzionalità che creano dipendenza e di feed di raccomandazione basati sulla profilazione che trascinano i minori in un vortice di contenuti dannosi. Sono inoltre vietati loscorrimento infinito senza punti di arresto, i trucchi basati sulle ricompense e le notifiche push durante le ore di sonno, nonché i contatti indesiderati da parte di sconosciuti. Infine, gliassistenti virtuali e i chatbot devono essere disattivati​​per impostazione predefinita enon possono simulare relazioni interpersonali in modo da creare dipendenza emotiva.

Iprofili dei minori devono essere privati ​​per impostazione predefinita, con geolocalizzazione, accesso alla fotocamera e al microfono disattivati. I servizi online devono inoltre offrire ai minorimodalità semplici per bloccare e silenziare gli utenti, strumenti efficaci per lagestione del tempoesistemi di raccomandazione sicuri che i minori possano controllare, personalizzare e reimpostare.

3.Verifica dell’età nel rispetto della privacy
Ai sensi del KIDS Act dell’UE,i servizi online e gli app store devono utilizzare strumenti di verifica dell’età. Possono, ad esempio, utilizzare l’app di verifica dell’età dell’UE, che non conserva documenti di identità o dati biometrici, garantendo così i più elevati standard di tutela della privacy. Gli Stati membri saranno strettamente coinvolti nella creazione di questo ecosistema.

Inoltre,i fornitori di servizi di social media e piattaforme di condivisione video saranno tenuti a effettuare la verifica dell’età quando un utente apre un nuovo account.

Per quanto riguarda gliaccount esistenti, ifornitori devono stimare l’età dell’utente sulla base di indicatori plausibili(ad esempio, data di creazione dell’account, dati della carta di credito).

4. Applicazione efficace
La proposta inverte l'”onere della prova”, rendendo ifornitori di piattaforme online di grandi dimensioni responsabili della dimostrazione che i loro servizi siano “sicuri fin dalla progettazione”.

Saranno tenuti a presentare unpiano di conformità alla Commissione e un revisore indipendente, il quale dovrà valutare a fondo il nuovo servizio, la nuova funzionalità o la nuova caratteristica. La Commissione può richiedere al fornitore di proporre misure correttive qualora, sulla base della relazione del revisore, ritenga che il piano di conformità presenti delle lacune.

Il quadro di applicazione si basa sulle strutture già esistenti ai sensi delDigital Services Acte dell’Artificial Intelligence Act,avvalendosi di meccanismi consolidati e competenze preesistenti. La proposta introduceprocedure di applicazione accelerate nei confronti dei fornitori in caso di non conformitàcon l’EU KIDS Act, in base alle quali la Commissione dovrebbe concludere le indagini entro 90 giorni.

La proposta di Legge è accompagnata dall’Analisi di impattodello Staff Working della Commissione UE e dallaComunicazione“Un approccio dell’UE alla sicurezza dei minori online”.

“Con l’EU KIDS Act, ci assicuriamo che i nostri figli possano godere dei loro diritti online: imparare, rimanere in contatto ed esplorare– ha affermato nel corso della Conferenza stampa di presentazione delle Legge, la Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia,Henna Virkkunen–Diamo anche ai genitori gli strumenti per accompagnare i loro figli a navigare in un mondo digitale sicuro. Tutto questo mantenendo alta la pressione sulle piattaforme, perché devono dimostrare che i loro servizi non danneggiano”.

 

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