Il Global Cities Index 2026 di Oxford Economics che valuta le 1.000 città più grandi del mondo sulla base di 5 categorie fondamentali (Economia, Capitale umano, Qualità della vita, Ambiente e Governance), conferma New York al 1° posto mondiale, seguita da Londra e Parigi, ma le città dell’Asia orientale e meridionale, dell’Europa centrale e orientale e del Medio Oriente stanno riducendo il divario con le economiche più avanzate. Milano unica città italiana ad entrare nella top 100.
Le città del Nord America e dell’Europa occupano 78 delle prime 100 posizioni, sebbene si registri la forte ascesa delle mega città asiatiche e l’ingresso di hub mediorientali nella Top 50.
È il risultato delRapporto“Global Cities Index 2026“, una classifica olistica delle 1.000 città incluse nel “Global Cities Forecasting Service 2026“, una classifica olistica delle 1.000 città incluse nel servizio di previsione “Global Cities Forecasting Service 2026” diOxford Economics, primaria società indipendente di consulenza economica, previsioni e analisi macroeconomiche a livello globale, pubblicato il 16 settembre 2026.
Le città vengono valutate in base a5 diverse categorie per ottenere un confronto completo tra le varie località.
–Economia: comprende indicatori che misurano le dimensioni, la struttura e la crescita economica di ciascuna città, esaminando sia le prestazioni storiche che il potenziale futuro.
–Capitale umano; include indicatori che misurano il contesto educativo e imprenditoriale di ciascuna città, unitamente alle tendenze demografiche.
–Qualità della vita; comprende indicatori che misurano i vantaggi legati al vivere in ciascuna città e il benessere dei residenti, prendendo in esame aspetti economici e sanitari, nonché l’accesso ai servizi.
–Ambiente: annovera indicatori che valutano l’ambiente naturale di ciascuna città in relazione a questioni connesse al cambiamento climatico.
–Governance: indicatori relativi alla stabilità politica di una città e il grado di tutela dei diritti dei residenti. Tenendo conto del fatto che i governi nazionali — e non solo le amministrazioni locali — esercitano un’influenza significativa su tali risultati, questa categoria viene valutata a livello nazionale anziché a livello di singola città. Di conseguenza, a tutte le città di un determinato Paese viene assegnato il medesimo punteggio.
Dopo aver raccolto i dati relativi a ciascun indicatore per tutte le città, sono stati elaborati punteggi normalizzati per ogni indicatore:alla città con il punteggio più alto è stato assegnato un valore pari a 100, a quella con il punteggio più basso un valore pari a 0, mentre i punteggi delle altre città sono stati distribuiti all’interno di tale intervallo. I punteggi dei singoli indicatori di una categoria sono stati aggregati per ottenere un punteggio complessivo di categoria per ciascuna città. Tale punteggio complessivo è stato successivamente normalizzato. Il punteggio finale della città è stato calcolato mediante una media ponderata dei punteggi normalizzati delle singole categorie, applicando i pesi indicati nella tabella seguente:
Il risultato è un punteggio complessivo per ciascuna delle 1.000 città, chetiene conto non solo delle prestazioni economiche, ma anche del livello di istruzione, del benessere dei residenti, della variabilità climatica, degli eventuali rischi politici e di molti altri fattori. Ciò consente non solo di stilare una classifica delle città secondo un approccio più olistico, ma anche di individuarne i punti di forza e di debolezza relativi nelle cinque categorie.
New YorkeLondrarestano al vertice, soprattutto grazie alle dimensioni delle loro economie e alla solidità del loro mercato del lavoro. Parigicompleta il podio, rimasto invariato rispetto all’anno scorso, con prestazioni particolarmente positive in termini di qualità della vita. In effetti, otto delle prime dieci posizioni sono rimaste invariate rispetto all’anno scorso, conSeattle,San Francisco,Dublino,Boston,San Jose, TokyoeZurigoa completare il podio. La forza duratura di queste città leader a livello globale evidenzia la resilienza e la natura autoalimentante del successo delle città ai vertici dell’indice, con diversi anni di crescita debole o sconvolgimenti politici che non sono riusciti ad alterare in modo sostanziale ciò che rende queste città superstar luoghi attraenti in cui vivere e lavorare.
Le città del Nord America e dell’Europa dominano le prime posizioni dell’indice, con gli Stati Uniti che da soli rappresentano 30 delle prime 100 città. Tuttavia, i fattori che determinano questo primato differiscono tra le due regioni. NegliStati Uniti, sono gli ottimi punteggi ottenuti nelle categorie Economia e Capitale Umano a guidare la loro posizione elevata. InEuropa, invece, sono le prestazioni superiori nelle categorie Qualità della Vita, Ambiente e Governance. Queste differenze riflettono le tendenze attuali e le priorità politiche: gli Stati Uniti continuano a registrare una forte crescita economica, mentre l’Europa mantiene il suo vantaggio in termini di servizi per i residenti e qualità della vita.
Sebbene diversi fattori contribuiscano alle eccellenti performance di queste città leader a livello globale, esse sono accomunate dalla straordinaria capacità di attrarre i lavoratori più qualificati e le imprese più innovative. La forza di queste città di successo risiede nella loro ampia diffusione in tutte le categorie dell’Indice delle Città Globali, evidenziando la natura interconnessa delle performance:un’ottima performance in una categoria tende a migliorare anche le altre, consentendo alle città più performanti di entrare in un circolo virtuoso di crescita.
Emblematico di questo circolo virtuoso sono lecittà di Australia, Svizzera e Paesi nordici. Sebbene Melbourne e Sydney escano dalla top 10 quest’anno, principalmente a causa di proiezioni di crescita del PIL e dell’occupazione più deboli nei prossimi cinque anni, continuano a registrare ottime performance complessive e si mantengono rispettivamente al 13° e al 16° posto. Di fatto, tutte le città australiane presenti nell’Indice si trovano tra le prime 100, con 5 dii esse tra le prime 50. Lo stesso vale perle città svizzere e nordiche, dove gli elevati punteggi ottenuti in materia di governance, ambiente e qualità della vita sono alla base delle loro prestazioni superiori.
Secondo Oxford Economics, le ottime performance delle città più grandi proseguiranno, per effetto delle loro dimensioni che fanno sì che anche tassi di crescita modesti si traducano in enormi guadagni assoluti per le loro economie, un fattore determinante per il punteggio complessivo. Tuttavia, l’economia globale si sta spostando verso est. Questo avrà implicazioni significative per le classifiche, poiché le città dell’Asia orientale e meridionale, dell’Europa centrale e orientale e del Medio Oriente stanno riducendo il divario con le loro controparti economiche più avanzate. In particolare, la crescita che si sta verificando in Asia è evidenziata dallaclassifica delle previsioni di crescita del PIL al 2050, con5 città(Shanghai,Pechino,Shenzhen, DelhieTokyo) incluse nellatop ten.
Anche lecittà del Medio Orientestanno acquisendo sempre maggiore importanza nelle nostre classifiche globali. SiaDubaicheRiyadhsono entrate nella top 50 quest’anno, dopo diversi decenni di trasformazione economica e sociale. Le città di tutta la regione hanno sfruttato ingenti fondi sovrani per sviluppare infrastrutture solide, migliorare la qualità della vita e attrarre sempre più i migliori talenti e le aziende più brillanti del mondo. Sebbene il conflitto in Iran minacci di compromettere questo modello di crescita di grande successo, Oxford Economics prevede che le città del Medio Oriente continueranno a trainare una crescita significativa.
Lo stesso vale per l’Europa centrale e orientale, dove le città della regione registrano alcuni dei miglioramenti più significativi nell’indice. La forte crescita economica e dei redditi è stata fondamentale per questi sviluppi, coronando oltre due decenni di trasformazione successivi all’adesione all’Unione Europea.Varsaviaè salita di109 posizioni rispetto all’anno scorso, avvicinandosi alla top 50, mentre ancheBratislavaeSofiahanno registrato notevoli incrementi.Pragaè la città con il punteggio più alto nella regione, posizionandosi al 51° posto quest’anno. Le proiezioni attuali suggeriscono che città come Praga, Varsavia eTallinnsi posizionerannoai vertici delle classifiche europee di crescita economica nei prossimi anni, contribuendo a ridurre il divario con le città occidentali.
Le 14città italianein classifica sono:
–Milano:86° posto (unica italiana nella Top 100).
– Roma:119°.
– Bologna: 222°.
–Padova: 270°.
–Verona: 272°.
–Firenze: 295°.
–Bergamo: 309°.
–Torino: 317°.
–Venezia: 332° posto.
–Genova: 344° posto.
–Napoli: 403° posto.
–Bari: 442° posto.
–Catania: 510° posto.
–Palermo: 516° posto.
“Il Global Cities Index monitora i progressi compiuti dalle città sulla base di un’ampia gamma di parametri – scrive nella PrefazioneMark Britton, Direttore generale City Services presso Oxford Economic –Affiancandosi alle nostre previsioni e ai modelli di scenario, la sua capacità di evidenziare come i percorsi evolutivi varino al mutare delle condizioni – unita alla possibilità di effettuare confronti – permette di capire non solo la situazione attuale delle città, ma anche la direzione verso cui si stanno muovendo”.
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