In occasione della 29ª edizione di Ecomondo e della 15ª edizione degli Stati Generali della Green Economy, il sondaggio realizzato da Ipsos Doxa evidenzia che il 76% degli italiani chiede con forza più impegno nel contrastare la crisi climatica e 3 aziende su 4 ritengono che il lavoro e il percorso sulla transizione energetica siano troppo lenti.
Il cambiamento climatico è una preoccupazione diffusa: oltre 3 italiani su 4 (76%) chiedono con forza più impegno sulla crisi climatica e il 46% chiede più impegno da parte della politica. Gli eco-scettici sono rappresentati da un timido 14% che fatica a corrispondere alla narrativa predominante nel dibattito pubblico.
Sono questi alcuni dei dati emersi dalsondaggiorealizzato daIpsos Doxaper la29ª edizione di Ecomondo(Fiera di Rimini, 3-6 novembre 2026) e la15ª edizione degli Stati Generali della green economy(3-4 novembre 2026) relativamente ai temi dellasostenibilità ambientale, della crisi climatica e della transizione energetica.
“I risultati dell’indagine ci restituiscono un quadro molto chiaro– ha sottolineatoAlessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group (IEG) –La sensibilità di cittadini e imprese italiane verso il cambiamento climatico è ormai diffusa, così come la percezione che la transizione energetica ed ecologica richiedono un’accelerazione. L’obiettivo oggi deve essere trasformare questa attenzione in soluzioni concrete. È un percorso che richiede un impegno condiviso, a partire dalle istituzioni, e la capacità di trasformare questa consapevolezza in azione”.

Entrando nel dettaglio, l’indagine chiede quali iniziative siano importanti per contrastare il cambiamento climatico: al1° posto(38,45%) lariduzione dei combustibili fossilie l’incremento delle rinnovabili, seguito (35,27%) dalrisparmio ed efficienza energetica, il 25% degli intervistati sottolinea l’importanza di avere una comunicazione trasparente suicosti del non fare; il 24,27% ritiene necessaria unaspinta internazionaleper un impegno di tutti i Paesi.
“L’indagine IPSOS conferma che la percezione dei cittadini sulla pericolosità degli effetti della crisi climatica e dei costi elevati della dipendenza dal petrolio e dal gas sta scavando a fondo e cambiando gli orientamenti dell’opinione pubblica– ha dichiara il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (FoSS),Edo Ronchi–Saranno sorpresi quanti erano ormai convinti, o rassegnati, ad orientamenti eco-scettici e al disimpegno in materia di misure climatiche”.

Anche la crisi geopolitica attuale entra nell’indagine Ipsos che chiede cosa fare in questo contesto critico. Per la maggioranza delle persone intervistate (55%) sarebbe necessarioil taglio delle importazioni dei combustibili fossilie unimpegno sulle rinnovabiliper ridurre i costi e aumentare la sicurezza energetica.
Anche il mondo produttivo spinge verso il cambiamento. Dal sondaggio emerge che il sentiment delle imprese mostra una forte richiesta di accelerazione e un giudizio critico sui ritmi attuali, con il 74% delle imprese che ritiene il lavoro e il percorso sulla transizione energetica troppo lenti.
“Inflazione, difficoltà economiche e crisi geopolitiche sembrano mettere in secondo piano i temi climatici e ambientali. Ma non è così, gli italiani avvertono in modo ampio i rischi, non vogliono arrendersi a un destino percepito come tutt’altro che ineluttabile. Siamo ancora in tempo per fare qualcosa– ha commentatoAndrea Alemanno, Responsabile delle service line Public Affairs e Corporate Reputation di Ipsos –Ma gli italiani non vogliono sentirsi soli in questa battaglia, sarebbe velleitaria. Per impegnarsi sempre più vogliono avvertire un riscontro nelle forze politiche e nell’attività delle aziende. Chi deluderà questa attesa prima o poi sarà punito, dai consumatori, dai lavoratori e anche dal clima.
