L’evento disastroso con un bilancio provvisorio di 165 morti e di oltre 1.300 dispersi, tra cui numerosi turisti stranieri, sarebbe stato causato dal collasso di un ghiacciaio dell’Hindu Kush Himalaya, regione che vede la significativa riduzione dei ghiacciai a causa dei cambiamenti climatici e la crescita dei rischi di esondazioni dei laghi glaciali.
“Inizialmente segnalato come un terremoto di magnitudo 4.4, ulteriori analisi delle onde sismiche a lungo periodo indicano che l’energia sismica è stata invece generata dal collasso di un ghiacciaio e da una colata detritica”.
Inoltre, la scossa registrata alle ore 08.37 ora locale in Nepal, causata dalla frana stessa, era eccezionalmente potente da avere un’energia equivalente a un terremoto di magnitudo 5.2.
Così il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) ha chiarito con unComunicatol’origine dell’evento che il 26 agosto 2026 ha provocato la devastante inondazione lungo il corso del fiumeBhote Koshi, che ha distrutto infrastrutture e villaggi nella regione di confine tra Nepal e Cina, con unbilancio provvisorio di 165 morti e di oltre 1.300 dispersi, tra cui numerosi turisti stranieri, essendo uno degli itinerari più frequentati per raggiungere ilMonte Kailash, in Tibet, meta di pellegrinaggio per induisti, buddisti, giainisti e fedeli della tradizione Bon, nonché di escursioni e trekking tra villaggi d’alta quota dell’Himalaya.

Fonte: Google Earth, US Geological Survey, CNN analysis; Grafica: Amy O’Kruk, Renée Rigdon and Thomas Bordeaux, CNN.
Le osservazioni idrologiche indicano la velocità e l’entità eccezionali dell’onda di piena. Illivello dell’acquadel fiumeTrishulia Galchchi sarebbeaumentato di ben 9 metri in 30 minuti, mentre a Malekhu l’incremento è stato di 7 metri nello stesso periodo.
La regione è particolarmente vulnerabile alle esondazioni dei laghi glaciali, quando i bacini d’acqua formati dallo scioglimento dei ghiacciai si riempiono fino al punto rompere gli argini di terra o ghiaccio che li sbarrano, riversando acqua e detriti a cascata lungo i ripidi pendii montuosi.
I ghiacciai dell’Hindu Kush Himalaya(HKH) si stanno sciogliendo a un ritmo accelerato, con tassi di perdita di ghiaccio raddoppiati dal 2000. In occasione dellaGiornata Internazionale dei Ghiacciai(21 marzo 2026), ilRapporto “HKH Glacier Outlook 2026: Insights from 50 Years of Himalayan Glacier Monitoring” del Centro Internazionale per lo Sviluppo Integrato delle Montagne (ICIMOD), centro intergovernativo di conoscenza e apprendimento che opera a beneficio delle popolazioni dell’Hindu Kush Himalaya, ha evidenziato che i ghiacciai della regione si stanno riducendo rapidamente a causa dei cambiamenti climatici, con una perdita di massa che ha subìto una significativa accelerazione dal 2000. Dopo oltre 50 anni di osservazioni circa l’89% degli anni registrati ha presentato un bilancio di massa glaciale negativo, indicando un declino costante.
La perdita di questi ghiacciai, sottolineava il Rapporto, sta influenzando la disponibilità idrica, aumentando il rischio di inondazioni causate dallo scioglimento dei laghi glaciali (GLOF) e minacciando i mezzi di sussistenza di quasi due miliardi di persone che dipendono da questi sistemi idrici.Nonostante i progressi nel monitoraggio, solo una piccola parte dei ghiacciai viene studiata e la copertura dei dati rimane disomogenea, sottolineando l’urgente necessità di una maggiore cooperazione regionale, di un monitoraggio più esteso, di metodi standardizzati e di investimenti sostenuti, soprattutto nel contesto dell’Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai (IYGP) e delDecennio di azione per la scienza della criosfera (2025-2034).
“La crescente frequenza dei pericoli legati alla criosfera sta diventando più evidente che mai– ha dichiaratoFarooq Azam, specialista senior in criosfera presso l’ICIMOD –Il ritmo del cambiamento è così rapido che gli sforzi attuali faticano a tenere il passo. Il disastro odierno nel Lhende Khola sottolinea la necessità di una maggiore collaborazione regionale, con i governi che intraprendono azioni coordinate per rispondere ai pericoli transfrontalieri”.
In copertina: Screenshot tratto dal video di Upendra Mansingh/Associated Press
