Secondo un’importante e completa ricerca pubblicata suNature Communications, circa metà dei fiumi europei è interessata dalla salinizzazione delle acque dolci, con livelli di salinità più che raddoppiati rispetto alle condizioni naturali in 28 dei 35 paesi analizzati.
L’Europa che sta già affrontando siccità, ondate di calore e abbassamento del livello dei fiumi, dovrà sfidare un’altra pressione: la salinizzazione delle acque dolci.
Il nuovoStudio“Rivers of salt: the extent of salinization in European running waters”, condotto da un team internazionale di scienziati, tra cui ricercatori del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE e pubblicato il 20 agosto 2026 suNature Communicationsin anteprima per fornire un accesso più rapido alla ricerca peer-reviewed e soggetta ad eventuali ulteriori modifiche, rivela checirca metà dei fiumi e dei torrenti europei è interessata dalla salinizzazione, mentre oltre 23.000 km della rete fluviale (circa il 2%) superano 1 mS/cm, un livello di salinità ben al di sopra degli standard internazionali vigenti per la tutela della vita acquatica.
La portata del fenomeno è allarmante:
–il 26% ha una bassa salinizzazione;
–il 14% è moderato;
–il 9% è grave;
–1% è estremo.
La salinità è stata valutata utilizzandola conducibilità elettrica(misurata in mS/cm), un parametro ampiamente utilizzatoper stimare la concentrazione di sale nelle acque dolci.

Differenza relativa percentuale tra la conducibilità osservata e la conducibilità di riferimento prevista (ovvero, salinizzazione). Valori negativi indicano che il valore di conducibilità osservato era inferiore al valore di riferimento previsto dal modello. I bacini idrografici caratterizzati da un’elevata probabilità di salinizzazione sono delimitati in nero (Fonte: Nature Communications, J.Cabot et al., Rivers of salt: the extent of salinization in European running waters, 2026)
A 25 anni dall’adozione della Direttiva quadro sulle Acque (DOA) dell’UE cheimpone agli Stati membri di raggiungere un “buono stato ecologico e chimico” per le acque superficiali,la maggior parte dei Paesi non dispone ancora di standard specifici per la salinità e non monitora né segnala in modo sistematico gli impatti della salinità.
Non si tratta solo di una questione di qualità dell’acqua,la salinità delle acque mette a rischio la biodiversità, l’acqua potabile, l’agricoltura e l’industria.
Utilizzando modelli dirandom forestapplicati a dati su scala di tratto fluviale, lo studio fornisce una quantificazione a livello continentale della salinizzazione e ne identifica i principali fattori determinanti.Dei 35 Paesi per i quali erano disponibili dati, è stato dimostrato che 28 contenevano fiumi in cui la salinità è più che raddoppiata rispetto al livello di riferimento, con aumenti che hanno raggiunto fino a 11.377 µS/cm.Nell’intera rete fluviale europea, il 14% ha mostrato aumenti di salinità fino al 100% e un ulteriore 26% fino al 50%.
L’analisi ha rivelatopunti criticiprecedentemente sottovalutati, in particolarebacini idrografici in Romania e Ungheria. Oltre 23.000 km di rete fluviale, circa il 2% del totale, hanno superato 1 mS/cm, limite standard internazionale per la protezione della vita acquatica, aumentandoil rischio di alterazione della struttura delle comunità, compromissione delle funzioni ecosistemiche, fioriture algali nocive e mortalità ittica. La salinità ha superato ilimiti per l’acqua potabile nell’1% della rete idrica e i limiti per l’irrigazione e l’uso industriale nel 3%.
È stata presa in considerazione anchel’area di intrusione di acqua marina nel bacino idrografico, utilizzando il dataset IHME1500. Tale variabile era disponibile solo per 9 paesi (Danimarca, Germania, Paesi Bassi,
Italia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania e Grecia), che rappresentano l’11% di tutti i bacini costieri, ma è stata inclusa nell’analisi in quanto può costituire un fattore determinante per la conducibilità nei bacini costieri.
La salinizzazione è determinata dafattori naturali, come l’evaporazione, la composizione del suolo e l’erosione delle rocce, nonché dapressioni antropiche, il che evidenzia la necessità di ulteriori ricerche e di standard di salinizzazione a livello europeo in linea con la Direttiva quadro sulle acque.
Lo studio fornisce una base scientifica perrafforzare il monitoraggio e la gestione della salinizzazione delle acque dolci in tutta Europa. In Italia interessa in particolare, ilDelta del Poper la disponibilità di acqua per l’agricoltura.
