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Appalti Pubblici: Commissione UE apre a prodotti alimentari IG

Il recente Regolamento sugli appalti pubblici proposto dalla Commissione UE assume rilievo particolare per le Indicazioni Geografiche (DOP e IGP), dal momento che le stazioni appaltanti pubbliche nei bandi per le forniture alimentari per mense pubbliche e ospedali potranno tener conto della sostenibilità ambientale delle IG, nonché del requisito di “preferenza europea” degli approvvigionamenti.

LaCommissione UEha adottato il 9 settembre 2026 ilPublic Procurement Act, laproposta di nuovo Regolamentovolta a modernizzare e semplificare il quadro dell’UE in materia diappalti pubblici, al fine di sostenere investimenti efficaci nei servizi pubblici e nelle infrastrutture, chesostituisce tre direttive di settore con un unico testo direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.

Pur concentrandosi in larga misura sullasemplificazione amministrativa(con un risparmio annuo stimato di650 milioni di euro), sullapreferenza europeae sull’autonomia strategica, la proposta di riforma fornisce anche agli acquirenti pubblici strumenti più efficaci perintegrare criteri di qualità, sostenibilità e origine,aprendo la strada a un utilizzo più strategico dei fondi pubblici, in grado diriconoscere meglio il valore locale, come le Indicazioni Geografiche(DOP e IGP)negli appalti  per la fornitura alimentare pubblica, come si evince dall’Art. 53 della proposta di Regolamento.

  1. Ai fini del perseguimento degli obiettivi stabiliti agli articoli 50, paragrafo 2, e 55, paragrafo 2, le stazioni appaltanti possono tenere conto, ove opportuno, di considerazioni relative alla qualità e alla sostenibilità dei prodotti alimentari nell’ambito dell’approvvigionamento — nelle specifiche tecniche, nei criteri di aggiudicazione o nelle condizioni di esecuzione dell’appalto — purché tali considerazioni siano connesse all’oggetto dell’appalto.
  2. Le considerazioni specifiche relative ai prodotti alimentari di cui al paragrafo 1 possono riguardare, in particolare, i seguenti aspetti:

    (a) requisiti e condizioni di equità e trasparenza nelle filiere alimentari, in particolare un’equa remunerazione degli agricoltori coinvolti nella produzione dei prodotti alimentari oggetto di appalto;

    (b) l’organizzazione della filiera alimentare;

    (c) requisiti o condizioni relativi ai metodi di produzione biologica, ai regimi di qualitàquali le indicazioni geografichee ad altri metodi di produzione;

    (d) criteri relativi al valore nutrizionale e agli effetti sulla salute, alla freschezza e alla stagionalità dei prodotti alimentari;

    (e) requisiti relativi al benessere degli animali
    ”.

Gli appalti saranno aggiudicati di norma sulla base delBest Price-Quality Ratio (BPQR), il criterio di aggiudicazione standard proposto dalla Commissione europea, progettato persuperare la logica del solo prezzo più basso ed evitare il ribasso sregolato della qualità. miglior rapporto qualità-prezzo, con requisiti minimi di ponderazione della qualità, inclusa una ponderazione più elevata per gli appalti ad alta intensità di manodopera.

“Per determinare il miglior rapporto qualità-prezzo, le stazioni appaltanti valutano le offerte confrontandone prezzo e qualità, sulla base di criteri di qualità connessi all’oggetto dell’appalto[…]  I criteri di qualità si riferiscono a qualsiasi criterio utilizzato per valutare in che misura un’offerta proponga risultati vantaggiosi, efficienti o sostenibili in relazione all’oggetto dell’appalto[…]Le stazioni appaltanti specificano, nella sintesi pubblica della procedura di gara, i criteri e la relativa ponderazione prescelti per determinare il miglior rapporto qualità-prezzo.Il peso dei criteri di qualità deve rappresentare almeno il 30% del punteggio totale assegnato”. (Art. 98 -Criteri di aggiudicazione).

Si tratta di una previsione di particolare rilievo per il comparto dei prodotti IG (DOP e IGP), più costosi a causa di rigidi disciplinari di produzione, che non saranno più penalizzati, poiché gli acquirenti pubblici dovranno considerare fattori qualitativi strutturali intrinseci alle denominazioni d’origine. Le stazioni appaltanti possono associarele Indicazioni Geografiche alla sostenibilità ambientale(es. filiera corta, conservazione del paesaggio, biodiversità) e sociale (es. tutela del lavoro locale e delle tradizioni artigianali, garantendo a consorzi e produttori IGun vantaggio competitivo immediato nelle gare d’appalto per mense pubbliche, ospedali e forniture istituzionali.

Inoltre, il requisito di “Preferenza Europea” (Art. 70) che le stazioni appaltanti possono applicare, anche attraverso la limitazione della partecipazione, la prescrizione di una quota minima di origine dell’UE, oppure la concessione di preferenze in fase di valutazione, costituisce un’ulteriore opportunità per le IG che si allineano perfettamente ai requisiti di sovranità, resilienza e sicurezza degli approvvigionamenti.

“Questo approccio è un buon segno per il futuro delle mense pubbliche nell’UE, per gli agricoltori e per i cittadini– ha dichiaratoEduardo Cuoco, Direttore di IFOAM Organics Europe–Vale anche la pena notare un cambiamento significativo negli appalti pubblici con questa proposta: il criterio del prezzo più basso non è più il metodo predefinito, ma viene sostituito dal rapporto qualità-prezzo (BPQR). Ciò lascia più margine agli acquirenti pubblici e alle autorità nazionali per privilegiare prodotti di alta qualità come quelli biologici nei loro acquisti”.

Immagine di copertina: fonte EU Commission

 

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