Nel corso dell’evento “L’economia circolare, una risposta al caro energia” che si è tenuto il3 novembre 2026nell’ambito di Ecomondo, è stata riproposta l’analisi del Rapporto “Transizione energetica, decarbonizzazione, economia circolare: Europa avanti piano, Italia indietro tutta”, curato da Duccio Bianchi, da cui emerge che, sebbene l’Italia brilli nel tasso di circolarità e recupero dei rifiuti, sul fronte della riduzione delle fonti fossili è ancora indietro, con il rischio che la spesa energetica renda economicamente non conveniente il processo circolare che viceversa è un asset per risparmiare energia.
–L’Italia si conferma un’eccellenza assoluta e leader a livello europeo nel blocco degli indicatori relativi alla circolarità e alla gestione dei rifiuti, grazie a ottimi risultati nel riciclo e nell’impiego efficiente delle risorse.
–Il nostro Paese registra forti ritardi sul fronte dell’efficienza energetica e dell’azione climatica. Negli ultimi cinque anni, la dipendenza italiana dalle fonti fossili è diminuita soltanto del 4%, a fronte di un calo medio europeo del 13% (una velocità di riduzione tripla rispetto a quella italiana).
–Proprio a causa del rallentamento sul fronte energetico, l’Italia perde il posizionamento fisso sul podio delle passate edizioni, attestandosi ora al 4° posto della classifica generale dell’UE dietro a Danimarca, Paesi Bassi e Austria.
Sono alcuni degli aspetti che emergono dalRapporto 2026“Transizione energetica, decarbonizzazione, economia circolare: Europa avanti piano, Italia indietro tutta”, curato daDuccio Bianchi(Istituto Ambiente Italia), e riproposto, dopo la presentazione alFestival Circonomiadi Alba, il pomeriggio della giornata inaugurale diEcomondo(Fiera di Rimini, 3-6 novembre 2026) nel corso dell’incontro “L’economia circolare, una risposta al caro energia”, ospitato aCirconomia Agorà Conaie organizzato daCirconomia, in collaborazione conCONAI,Biorepack,CiAleRicrea, a cui è seguita unaTavola Rotondasulcontributo della circolarità per abbattere i costi energetici e aumentare la resilienza dei territori.

“L’immagine che emerge è quella di un ‘bicchiere relativamente pieno’, la circolarità, affiancato da un ‘bicchiere semivuoto’, la transizione energetica– ha dichiaratoRoberto Della Seta, Direttore scientifico di Circonomia– Il ritardo italiano nella decarbonizzazione è un grande problema non solo nella lotta alla crisi climatica: è un danno all’interesse generale del Paese, perché continuare a dipendere dai fossili nel mondo impazzito di oggi significa mettere a rischio la nostra sovranità e indipendenza. E, come mostra il caro energia, anche le tasche di cittadini e imprese”.
Per il quarto anno consecutivo quasi tutti gli indicatori ambientali europei migliorano, pur con un ritmo rallentato: calano i consumi energetici pro-capite e quelli da fonti non rinnovabili, cresce la quota di rinnovabili nei consumi complessivi e nella produzione elettrica. Unica eccezione,l’aumento delle emissioni medie di CO₂ delle nuove auto immatricolate.
L’Italia registraperformance più deboli della media UEe, in vari casi, un netto peggioramento. Dal 2022 la crescita italiana è sistematicamente inferiore a quella della media europea e dei Paesi leader della transizione, enegli ultimi 10 anni i miglioramenti del nostro Paese sono stati tra i più bassi d’Europa.
Tra il 2019 e il 2024 iconsumi energetici pro-capite italiani sono diminuiti meno della media UE(-9% contro -12%). Anche lerinnovabili crescono troppo poco: la quota sui consumi finali è aumentata del 7% contro il 27% europeo (+30% in Germania, +35% in Francia, +42% in Spagna). Nel fotovoltaico, tra il 2019 e il 2025,l’Italia ha poco più che raddoppiato la capacità(+111%),mentre l’UE l’ha quasi triplicata(+173%): meglio di noi la Germania (+140%) e soprattutto la Spagna (+372%).
Il punto di forza resta il riciclo:l’Italia è eccellente per circolarità e recupero dei rifiuti(93%), nettamentesopra la media UE(61%), e ilriciclo dei rifiuti urbani supera di poco la media europea(52,3% contro 48,1%).Riciclare significa risparmiare materia ed energia: è anche da questo patrimonio, che il Rapporto invita a valorizzare e a mettere in relazione con le politiche energetiche, che può arrivare unarisposta strutturale ai rincari.
L’Italia dispone di una base consolidata nella gestione circolare delle risorse, ma per trasformarla in un vantaggio anche sul piano economico e ambientale deve recuperare terreno nella transizione energetica.
Alla Tavola Rotonda sono intervenuti Carmine Pagnozzi (Biorepack),Stefano Stellini(CiAl),Domenico Rinaldini(RICREA) eRoberto Conte(IREN Ambiente). Le conclusioni sono state affidate aLuca Piatto(CONAI) eRoberto Cavallo, direttore artistico di Circonomia, ha chiuso l’incontro, annunciando la prossima edizione del Festival.
