Il tema scelto quest’anno per la Giornata internazionale per la riduzione del rischio di catastrofi (IDDRR) che si celebra il 13 ottobre, è “Resilience Starts at Home” (La resilienza inizia a casa), vuole sottolineare che la sicurezza inizia dove viviamo e la preparazione a livello domestico – comprendere i rischi, avere un piano e agire tempestivamente – può fare la differenza tra la vita e la perdita. In Italia, le celebrazioni per la Giornata si inseriscono all’interno della “Settimana nazionale della protezione civile” (12-18 ottobre 2026).
Quando le case si trovano in zone ad alto rischio, sono costruite senza accorgimenti progettuali antisismici o non sono adeguatamente mantenute per resistere ai pericoli crescenti, diventano luoghi di vulnerabilità, contribuendo alla perdita di vite umane, allo sfollamento e alle perdite economiche.
Per questo l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Catastrofi (UNDDR) individuato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a coordinare le attività celebrative per la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri (DRRD) designata per il 13 ottobre di ogni anno, ha scelto come tema per il 2026 “Resilience Starts at Home” (La resilienza inizia a casa).
“Ogni anno, milioni di case vengono danneggiate o distrutte, costringendo le famiglie a lasciare le proprie abitazioni e aggravando la povertà, con conseguenze particolarmente gravi per gli anziani, le persone con disabilità, le famiglie a basso reddito e altri gruppi vulnerabili– ha sottolineatoAntónio Guterresnelmessaggioper la celebrazione della Giornata –Ma le famiglie non possono farcela da sole. I governi devono imporre codici edilizi basati sulla valutazione dei rischi e una pianificazione territoriale adeguata. Il settore privato deve investire in costruzioni resilienti e in assicurazioni accessibili. E tutti, ovunque, devono avere accesso a sistemi di allerta precoce efficaci che li raggiungano in tempo – la promessa centrale dell’iniziativa “Allarme Precoce per Tutti”. Dobbiamo inoltre riformare l’architettura finanziaria internazionale per garantire che i paesi in via di sviluppo possano accedere alle risorse di preparazione di cui hanno bisogno. Con il moltiplicarsi dei rischi legati ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali, costruire abitazioni più sicure è una responsabilità condivisa da governi, costruttori, ingegneri e comunità. Insieme, impegniamoci a rendere ogni casa resiliente, ora e in futuro”.

Il 2026 è l’11° anno dellaSendai Seven Campaignche utilizza la Giornata internazionale per attirare l’attenzione sui 7 obiettivi di Sendai, la città giapponese dove si è svolta nel 2015 la Conferenza mondiale sulla riduzione dei rischi di catastrofi che ha adottatoPiano d’azione 2015-2030, con i7 obiettivi globali da raggiungere entro il 2030:
1. Sostanziale riduzione della mortalità e del numero delle persone colpite, in conseguenza di disastri.
2. Contenimento dei danni diretti all’economia in termini di PIL.
3. Aumento rilevante dell’accesso ai sistemi d’allarme rapido sui molteplici rischi.
4. Riduzione sostanziale dei danni causati alle infrastrutture critiche.
5. Aumento considerevole del numero di Paesi dotati di strategie nazionali e locali di limitazione del rischio da catastrofi entro il 2020.
6. Miglioramento della cooperazione internazionale verso i Paesi in via di sviluppo attraverso un sostegno adeguato.
7. Soluzioni al “climate change” come uno dei fattori dei rischi catastrofali.
La revisione intermedia dell’attuazione del Quadro di Sendai ha rilevatopersistenti difficoltà nell’applicazione delle normative edilizie e urbanistiche sensibili al rischio e nel coinvolgimento efficace delle comunità e delle famiglie nei processi decisionali relativi alla riduzione del rischio di catastrofi. Inoltre, ha evidenziato chemolti paesi non dispongono ancora di meccanismi adeguati per garantire costruzioni resilienti nelle aree soggette a pericoli. Le persone che vivono in insediamenti informali spesso non sono adeguatamente servite dai processi di pianificazione, dalle misure di riduzione del rischio e dalle normative edilizie, e i gruppi marginalizzati si trovano spesso ad affrontare ulteriori difficoltà per garantire un alloggio, l’accesso ai servizi e la partecipazione ai processi decisionali locali.
Gli Stati hanno la responsabilità primaria di ridurre il rischio di catastrofi, ma anche glisviluppatori immobiliari, leimprese di costruzione, gliistituti finanziarie lecompagnie assicurativeinfluenzano l’esposizione e la vulnerabilità attraverso le decisioni su dove e come vengono costruite le case, i materiali e gli standard utilizzati e la disponibilità di prodotti finanziari e assicurativi basati sulla valutazione del rischio.Rafforzare la responsabilità e gli incentivi tra questi attori è essenziale per garantire la resilienza del settore abitativo, anche attraversopolitiche abitative inclusive e basate sulla valutazione del rischio,meccanismi di finanziamento e assicurazione accessibili e a prezzi contenuti,princìpi di progettazione universaleeuna partecipazione significativa di donne, persone con disabilità e comunità locali nei processi di pianificazione urbana e abitativa.
InItaliala Giornata internazionale per la riduzione del rischio di catastrofi, si inserisce all’interno della VIII edizione della “Settimana nazionale della protezione civile” (12-18 ottobre 2026), sette giorni di iniziative per promuovere la conoscenza del Servizio nazionale della protezione civile e diffondere la cultura della prevenzione, tra mostre, storie a fumetti, incontri e podcast.
In particolare, giovedì 15 ottobre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella aprirà a Roma “Percorsi di protezione civile”, il villaggio tematico allestito negli spazi di Piazza di Siena a Villa Borghese, che resterà aperto fino al 18 ottobre, dove cittadini, famiglie e scuole potranno prendere parte ad attività dimostrative, esercitazioni pratiche e talk per scoprire da vicino le diverse realtà che compongono il Servizio Nazionale.
