Il Rapporto dell’Osservatorio Digitalizzazione e Decarbonizzazione dell’Energy & Strategy Group, presentato il 28 gennaio 2026, evidenzia come l’esplosione dell’Intelligenza Artificiale (AI) stia trasformando i data center in infrastrutture critiche per la rete elettrica nazionale. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare le potenzialità in risultati strutturali, rendendo l’AI non solo un motore di competitività, ma anche un alleato concreto della transizione energetica.
Transizione energetica e quella digitale (twin transition) sono oggi sempre più intrecciate e trovano nell’intelligenza artificiale (AI) uno dei principali fattori abilitanti. Se da un lato permangono criticità legate ai consumi, alla regolazione e alla maturità degli investimenti, dall’altro si evidenzia la necessità di un percorso avviato verso un modello di crescita capace di coniugare innovazione digitale e decarbonizzazione. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questo potenziale in risultati strutturali, rendendo l’AI non solo un motore di competitività, ma anche un alleato concreto della transizione energetica.
È quanto emerge dal Rapporto 2025 “Digitalization and Decarbonization” dell’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, presentato il 28 gennaio 2026, nel corso del Convegno “Digitalizzazione e AI per la transizione energetica: un potenziale da sfruttare“, evento
“Negli ultimi anni la transizione energetica e quella digitale hanno smesso di essere due percorsi separati – ha dichiarato Federico Frattini, Responsabile dello Studio – Oggi sono sempre più una sfida unica, fatta di interdipendenze, trade-off e scelte non banali. L’intelligenza artificiale ne è un esempio evidente. Da un lato può abilitare efficienza, flessibilità e nuovi modelli di decarbonizzazione e sostenibilità; dall’altro pone interrogativi concreti sull’impatto energetico delle infrastrutture digitali di cui ha bisogno, a partire dai data center, e sulla capacità delle organizzazioni di governare questa trasformazione”.
Sul fronte regolatorio, il Rapporto evidenzia come l’AI Continent Action Plan europeo e la recente Legge italiana che delega il Governo ad emanare decreti legislativi di adeguamento all’AI Act, rappresentino un passaggio chiave verso la costruzione di un ecosistema dell’intelligenza artificiale competitivo, sicuro e coerente con i valori europei e sostenibile nel medio-lungo periodo.
Accanto alla dimensione normativa, uno dei temi centrali del Rapporto riguarda l’impatto energetico della digitalizzazione, con particolare riferimento ai data center. A livello globale e nazionale, la crescita della domanda di potenza computazionale – trainata in buona misura dall’AI – sta determinando un aumento rapido dei consumi elettrici, con implicazioni rilevanti per le reti, il mix di generazione e le emissioni di CO2.
Secondo il Rapporto, a dicembre 2025, le domande presentate per nuovi data center in Italia hanno raggiunto 69 GW, un valore più che raddoppiato rispetto al 2024 e quasi tredici volte superiore al 2023. Inoltre, la concentrazione delle richieste di connessione in alcune aree del Paese solleva anche interrogativi sulle sfide infrastrutturali, ambientali e di sostenibilità legate all’elevata concentrazione di progetti che potrebbero mettere sotto pressione le infrastrutture esistenti. La Lombardia da sola supera i 30 GW di domanda potenziale, con una particolare intensità nell’area milanese, seguita dal Piemonte. Seguono, a distanza, Lazio, Puglia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Le proiezioni suggeriscono che, con l’espansione dei data center, la loro quota nei consumi elettrici nazionali diventerà inevitabilmente significativa nei prossimi anni, come parte integrante del naturale processo di digitalizzazione ed elettrificazione. Questo fenomeno è destinato a verificarsi indipendentemente dalle quote di produzione di energia rinnovabile. Tuttavia, i data center, a differenza di altre realtà industriali che dipendono anche da altre fonti di energia (come cartiere o cementifici), possono essere completamente elettrificati.
Integrando fonti di autoproduzione da energie rinnovabili, i data center sarebbero in grado di ridurre significativamente il loro impatto relativo sulla produzione nazionale di energia, contribuendo così in modo positivo alla transizione energetica
Il Rapporto analizza inoltre il livello di adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane, con un focus sul settore energetico e manifatturiero. Le evidenze raccolte mostrano un mercato già attivo, in cui molte aziende hanno implementato numerose applicazioni AI, soprattutto per la previsione di consumi e prezzi, l’ottimizzazione degli asset e la manutenzione predittiva e con risultati perlopiù positivi. Tuttavia, gli investimenti restano ancora limitati rispetto al potenziale, frenati soprattutto dalle incertezze sul ritorno economico. Allo stesso tempo, emerge una forte aspettativa di crescita nel prossimo futuro, in particolare legata allo sviluppo dell’AI generativa, percepita come una tecnologia in grado di trasformare profondamente modelli operativi e di business.

Infine, l’analisi dei bilanci ESG e delle evidenze scientifiche conferma il ruolo della digitalizzazione come leva strategica per la decarbonizzazione. Le iniziative digitali adottate dalle imprese mostrano benefici concreti in termini di efficienza operativa, riduzione dei consumi ed emissioni, e miglioramento delle performance economiche. Tuttavia, il Rapporto sottolinea come il contributo positivo dell’AI alla transizione energetica non sia automatico, dipendendo dalla capacità di governarne i consumi energetici, di alimentare le infrastrutture digitali con fonti rinnovabili e di orientare lo sviluppo tecnologico verso criteri di efficienza e sostenibilità.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un sistema in rapida evoluzione, in cui intelligenza artificiale, infrastrutture digitali ed energia sono sempre più interdipendenti. Se da un lato permangono criticità legate ai consumi, alla regolazione e alla maturità degli investimenti, dall’altro i segnali raccolti dal Rapporto indicano un percorso avviato verso un modello di crescita capace di coniugare innovazione digitale e decarbonizzazione. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questo potenziale in risultati strutturali, rendendo l’AI non solo un motore di competitività, ma anche un alleato concreto della transizione energetica.
“Solo un forte impegno sulla sostenibilità energetica e sull’adozione di tecnologie green potrà evitare che il settore dei data center diventi una fonte rilevante di emissioni di carbonio – ha spiegato Frattini – Anche negli scenari più ottimistici al 2035, infatti, un consumo elettrico elevato da parte dei data center comporterebbe un impatto ambientale significativo se non accompagnato da politiche di decarbonizzazione efficaci. Il Testo Unificato per i Data Center rappresenta proprio un primo tentativo di governare lo sviluppo del settore, coniugando semplificazione autorizzativa e requisiti di sostenibilità”.
