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CO.N.I.P. cresciuto di due punti e mezzo il riciclo delle casse in plastica: +75,42%

Il Bilancio di Sostenibilità Ambientale del 2025 pubblicato dal Consorzio, evidenzia che il sistema CO.N.I.P. ha consentito di generare circa 55.865 tonnellate di materia prima seconda

Nel 2025CO.N.I.P.–Consorzio Nazionale Imballaggi in Plasticaha riciclato il75,42%delle casse in plastica immesse sul mercato nazionalein aumento di due punti e mezzo rispetto al 2024.

Il Regolamento Europeo sugli imballaggi e rifiuti di imballaggi (PPWR) stabilisce che ogni paese europeo debba raggiungere, entro il 2030, una quota pari al 55% di riciclo degli imballaggi in plastica immessi sul mercato.

Il sistema CO.N.I.P. ha conseguito risultati particolarmente rilevanti, anticipando di diversi anni il raggiungimento del target previsto per il 2030 e superandolo altresì di diversi punti percentuali. Tale performance dimostra l’efficacia del modello consortile adottato, nonché la capacità operativa della filiera di riferimento nel garantire elevati standard di riciclo delle casse in plastica.

Questi risultati arrivano tra l’altro in un periodo in cui il settore del riciclo della plastica continua a vivere una fase particolarmente critica, caratterizzata da una domanda debole, dovuta sia ai prezzi più bassi della plastica vergine sia alla presenza sul mercato di materiali riciclati provenienti da Paesi extra-UE, venduti a prezzi nettamente inferiori rispetto al riciclato europeo.

In un momento di particolare complessità, il sistemaCO.N.I.P.ha confermato, anche nel corso del primo semestre del 2026, la propria capacità di garantire la continuità operativa della filiera e il conseguimento degli obiettivi istituzionali.

Il Consorzio ha infatti adottato tutte le misure organizzative e gestionali necessarie per fronteggiare le criticità che interessano il comparto del riciclo delle materie plastiche, assicurando al contempo il rispetto degli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo ANCI-CO.N.I.P. per la gestione dei rifiuti di casse in plastica provenienti dalla raccolta urbana.

I risultati conseguiti testimoniano l’efficienza e l’efficacia del modello consortile, fondato su una rete consolidata di operatori e su un sistema gestionale che, nel corso degli anni, ha dimostrato elevati livelli di affidabilità, resilienza e capacità di adattamento anche in presenza di condizioni di mercato particolarmente sfavorevoli.

Il Bilancio di Sostenibilità Ambientale del 2025 pubblicato dal Consorzio, evidenzia che il sistema CO.N.I.P. ha consentito di generare circa55.865 tonnellate di materia prima seconda. Tale materiale sostituisce una quantità equivalente di polipropilene vergine, contribuendo così a ridurre il consumo di risorse di origine fossile e gli impatti associati alla produzione primaria del polimero.

La materia vergine potenzialmente evitata equivale al peso di circa5,5 Torri Eiffeloppure di circa13 navi Amerigo Vespuccia pieno carico. Il ricorso allamateria prima secondaha consentito una riduzione anche delle emissioni di gas a effetto serra pari a circa150.890 tonnellate di CO₂ equivalente.

Per tradurre questi risultati in indicatori più vicini all’esperienza quotidiana, si può affermare che le150.890 tonnellate di CO₂ equivalentecorrispondono alle emissioni medie annue di circa22.190 abitanti, un valore paragonabile alla popolazione residente del Comune di Bastia Umbra.

Un secondo confronto è stato elaborato prendendo come riferimento leemissioni associate al consumo elettrico domestico medio annuo di un abitante in Italia. Il consumo pro capite stimato è pari a circa1.109,76 kWh all’anno. Le emissioni annue attribuibili al consumo elettrico domestico risultano pari a circa387,7 kg di CO₂ equivalente per abitante.

Rapportando i risultati del sistema CO.N.I.P. a tale valore, la potenziale riduzione associata alla sostituzione del PP vergine risulta equivalente alle emissioni generate dai consumi elettrici domestici annuali di circa389.181 persone, un valore paragonabile alla popolazione complessiva dei Comuni di Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello.

Nel complesso, gli indicatori evidenziano la solidità delle prestazioni ambientali del sistema CO.N.I.P. L’elevato tasso di avvio a riciclo sul raccolto dimostra l’efficacia della filiera una volta intercettate le casse, mentre il riciclo di quasi56 mila tonnellateconferma la capacità del circuito di valorizzare il polipropilene e reintrodurlo nel ciclo produttivo.

A partire dal 2030, l’entrata in vigore delle disposizioni previste dal PPWR determinerà un cambiamento radicale per il sistema delle casse in plasticaCO.N.I.P.Infatti, a decorrere dal 1° gennaio 2030, gli operatori che utilizzano imballaggi per il trasporto o imballaggi per la vendita impiegati per il trasporto di prodotti all’interno dello stesso Stato membro, comprese le casse in plastica, dovranno garantire che tali imballaggi sianoriutilizzabilinell’ambito di un sistema di riutilizzo.

Il sistema CO.N.I.P. rappresenta oggi un modello consolidato di economia circolare, in grado di generare significativi benefici ambientali, misurati e certificati attraverso l’EPD di prodotto e gli studi LCA.  L’entrata in vigore di tale norma potrebbe incidere pesantemente sull’intera filiera delle casse in plastica sotto il profilo economico, occupazionale oltre che ambientale.

Sulla base di stime elaborate dal Consorzio, le attività connesse alla produzione delle casse in plastica a marchio CO.N.I.P., oltre che alle attività di raccolta e riciclo generanoun fatturato annuo di circa 224,9 milioni di euro impiegando 918 occupati direttisenza considerare gli effetti indiretti e indotti. Le ricadute infatti potrebbero estendersi a tutti i soggetti e categorie operanti lungo tutta la catena di fornitura e di servizi. 

Sotto il profilo ambientale gli studi condotti dal Consorzio evidenziano, inoltre, come l’attuale sistema possa risultare meno impattante rispetto a ipotesi alternative basate sul riutilizzo. Il passaggio a un sistema riutilizzabile non può pertanto essere considerato, di per sé, sinonimo di maggiore sostenibilità ambientale: la valutazione deve necessariamente tenere conto dell’intero ciclo di vita dell’imballaggio e degli impatti connessi, tra gli altri aspetti, alla logistica di ritorno, alla movimentazione, al lavaggio e alla gestione del sistema.

Alla luce del nuovo quadro normativo,CO.N.I.P.ha comunque avviato uno studio finalizzato alla definizione di un sistema di riutilizzo delle casse in plastica che possa essere concretamente applicabile alla filiera e che risulti efficiente ed efficace sia sotto il profilo economico sia sotto quello ambientale.

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CO.N.I.P. sarà presente a Ecomondo al Padiglione B1 – Stand 411-510

 

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