Media e comunicazione

Azione climatica: non è indebolita dai cambiamenti individuali

Una recente ricerca longitudinale dimostra che le azioni individuali quotidiane a favore del clima non ostacolano l’azione collettiva o il sostegno alle politiche, ma coesistono con un maggiore coinvolgimento di gruppo per un più ampio impegno politico.

Le azioni individuali quotidiane per il clima non vanno a scapito dell’azione collettiva e del sostegno alle politiche climatiche, anzi le persone che si impegnano in più azioni individuali sono anche quelle manifestano un maggiore impegno collettivo e un sostegno più forte alle politiche climatiche.

Con laricerca“Personal climate actions do not crowd out collective action and policy support: longitudinal evidence”, pubblicata il 23 luglio 2026 suNature Climate Action, gli scienziati comportamentali dell’Università del Nuovo Galles del SudNSWdi Sydney, in collaborazione con i ricercatori dellaGriffith University di Brisbane, affermano dinon aver trovato alcuna prova a sostegno dell’affermazione secondo cui l’azione climatica a livello individuale distoglierebbe l’attenzione dal desiderio di intraprendere azioni concrete contro il cambiamento climatico.

Dopo aver seguito per quattro anni (2021-2024)2.778 partecipantialNational Climate Action Survey, un progetto di ricerca che si propone di sviluppare le conoscenze, leadership,capacità e risposte necessarie per consentire un’azione climatica efficace ed equa, i ricercatori hanno scoperto chele persone che fanno scelte ecocompatibili – riciclare, usare tazze e contenitori riutilizzabili, prendere i mezzi pubblici, adottare un’alimentazione più sana e andare al lavoro in bicicletta – non sono meno propense a sostenere azioni più ampie per il clima.

Tale risultatocontraddice una critica di lunga data secondo cui Governi e Aziende incoraggiano piccoli cambiamenti nello stile di vita per distogliere l’attenzione dal lavoro più arduo di trasformazione dei sistemi energetici e di regolamentazione del settore.

“Le singole azioni per il clima non facilitano né ostacolano un impegno climatico più ampio– ha affermatoOmid Ghasemidell’Institute for Climate Risk & Responsedell’Università del Nuovo Galles del Sud (UNSW) di Sidney, e autore principale della ricerca –Non abbiamo trovato alcuna prova a sostegno dell’idea che l’azione individuale possa ridurre l’azione collettiva o il sostegno alle politiche perché le persone ritengono di aver fatto abbastanza, sovrastimino l’impatto delle azioni individuali o si sentano meno preoccupate per il cambiamento climatico“.

La ricerca suggerisce invece chei comportamenti ambientali quotidiani siano espressione di valori preesistenti, piuttosto che catalizzatori – o ostacoli – per un più ampio impegno politico.

Coloro che in generale hanno intrapreso più azioni personali a favore dell’ambiente tendevano ad essere più impegnati politicamente nel complesso, e più propensi a firmare petizioni, partecipare a manifestazioni e sostenere le politiche climatiche. Tuttavia, monitorando le stesse persone tra il 2021 e il 2024, è emerso cheun aumento delle azioni personali a favore del clima non rendeva, di per sé, una persona più o meno impegnata politicamente l’anno successivo.

“La nostra ricerca contraddice la versione più forte dell’argomentazione secondo cui ‘il riciclo è una distrazione’– ha aggiunto il Prof.Ben Newell, Direttore dell’Institute for Climate Risk & Responsedell’UNSW –Ma offre anche scarso supporto all’idea che piccoli cambiamenti nello stile di vita conducano automaticamente le persone all’attivismo o alla riforma sistemica“.

Peraltro,lo studio non ignora la preoccupazione dei governi e delle aziende che prendono di mira il comportamento dei consumatori per eludere la propria responsabilità e non affrontare le riforme sistemiche: “L’azione individuale e quella sistemica non sono necessariamente in contrapposizione“, ha aggiunto Ghasemi.

I ricercatori hanno inoltre rilevatoun lieve calo nell’azione collettiva per il clima e nel sostegno alle politiche climatiche tra il 2021 e il 2024, sebbene i comportamenti individuali in materia ambientale siano rimasti relativamente stabili.

(A) presenta i coefficienti di regressione e gli intervalli di confidenza al 95% di due modelli multilivello separati senza termini di interazione, che prevedono le azioni collettive (N =2775) e il sostegno alle politiche (N =2773). Ogni punto rappresenta l’effetto stimato di un predittore elencato sull’asse y.
(B)presenta i valori previsti da modelli che includono l’interazione tra anno e azioni individuali, mostrando come l’azione collettiva e il sostegno alle politiche cambiano nel corso degli anni dell’indagine per individui con livelli bassi, medi e alti di azione individuale (Fonte: npj Climate Action, Ghasemi O. et al., 2026).

“Quando le persone sono sottoposte a maggiori pressioni finanziarie – ha sottolineato Ghasemi –potrebbero avere meno tempo, energia o volontà di impegnarsi in azioni collettive o di sostenere politiche che vengono percepite come costose dal punto di vista economico“.

I risultati della ricerca hanno implicazioni anche per le aziende che investono in programmi di sostenibilità. Incoraggiare i dipendenti o i clienti ad adottare comportamenti più ecologici potrebbe non minare il sostegno a un’azione climatica più ampia, ma tali iniziative non dovrebbero nemmeno essere considerate un sostituto di un cambiamento organizzativo più profondo.

“Un maggiore impegno personale a favore del clima– ha concluso Ghasemi –non sembra andare a scapito di un impegno più ampio in materia di clima”.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.