Aree protette e parchi Biodiversità e conservazione

FRA 2025: le informazioni sulle foreste globali della FAO

L’ultimo rapporto (FRA 2025) quinquennale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) fornisce la valutazione sullo stato e le tendenze delle foreste del mondo con dati affidabili su superficie, condizioni, gestione e uso delle foreste per orientare la politica forestale globale, la gestione sostenibile e gli sforzi di conservazione. I dati sullo stato delle foreste in Italia.

Nell’ultimo decennio la deforestazione ha subìto un rallentamento in tutte le regioni del mondo, tuttavia gli ecosistemi forestali continuano ad affrontare sfide, con l’attuale tasso di deforestazione di 10,9 milioni di ettari all’anno ancora troppo elevato.

Lo rileva il Global Forest Resources Assessment 2025 (FRA 2025) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il rapporto che viene pubblicato ogni 5 anni e che è stato rilasciato durante la riunione plenaria della Global Forest Observations Initiative (GFOI) svoltasi a Bali, in Indonesia.

Le foreste sono importanti per la sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza locali e la fornitura di biomateriali ed energia rinnovabili. Costituiscono l’habitat di gran parte della biodiversità mondiale, contribuiscono a regolare i cicli globali del carbonio e idrologici e possono ridurre i rischi e gli impatti di siccità, desertificazione, erosione del suolo, frane e inondazioni.

Gli ultimi dati mostrano che le foreste coprono 4,14 miliardi di ettari, circa un terzo della superficie terrestre del pianeta. Oltre al rallentamento dei tassi di deforestazione, il rapporto FRA 2025 evidenzia ulteriori novità positive, tra cui che oltre la metà delle foreste del mondo sono ora coperte da piani di gestione a lungo termine e che un quinto ora si trova all’interno di aree protette legalmente istituite.

Tuttavia, il rapporto sottolinea che gli ecosistemi forestali in tutto il mondo continuano ad affrontare sfide, con l’attuale tasso di deforestazione di 10,9 milioni di ettari all’anno ancora troppo elevato.

I FRA sono le valutazioni globali più complete e trasparenti delle risorse forestali e delle loro condizioni, gestione e utilizzo, e coprono tutti gli elementi tematici della gestione forestale sostenibile – ha scritto nella Prefazione il Direttore Generale della FAO, QU DongyuI dati che producono servono a molteplici scopi, dall’informare la comunità globale sullo stato delle foreste e sui loro cambiamenti, al supportare decisioni, politiche e investimenti relativi alle foreste e ai servizi ecosistemici che forniscono“.

Risultati chiave del Rapporto
– Estensione delle foreste
. Le foreste coprono 4,14 miliardi di ettari, ovvero il 32% della superficie terrestre mondiale, pari a 0,5 ettari a persona. Quasi la metà delle foreste del mondo si trova ai tropici.
– Perdita netta in calo. Il tasso annuo di perdita netta di foreste è sceso da 10,7 milioni di ettari negli anni ’90 a 4,12 milioni di ettari nel periodo 2015-2025.
– Deforestazione ed espansione. La deforestazione è rallentata a 10,9 milioni di ettari all’anno nel periodo 2015-2025, in calo rispetto ai 17,6 milioni del periodo 1990-2000. Anche il tasso di espansione forestale è diminuito, passando da 9,88 milioni di ettari all’anno nel periodo 2000-2015 a 6,78 milioni nel periodo 2015-2025.
Foreste a rigenerazione naturale: rappresentano il 92% della superficie forestale totale (3,83 miliardi di ettari). Sebbene siano diminuite di 324 milioni di ettari tra il 1990 e il 2025, il tasso di perdita netta ha subito un rallentamento significativo. I cali più significativi (nell’ultimo decennio) si sono verificati in Africa e Sud America, mentre l’Europa ha registrato un aumento delle foreste a rigenerazione naturale.
Foreste primarie: coprono almeno 1,18 miliardi di ettari, circa un terzo della superficie forestale segnalata. Le perdite continuano, ma il tasso si è dimezzato rispetto ai primi anni 2000.
– Foreste piantate: rappresentano circa l’8% della superficie forestale totale, coprendo circa 312 milioni di ettari. La loro superficie è aumentata in tutte le regioni dal 1990, ma a livello globale ad un ritmo più lento nell’ultimo decennio.
Biomassa e carbonio. La riserva forestale mondiale è stimata in 630 miliardi di metri cubi. Le riserve di carbonio forestale sono aumentate, raggiungendo le 714 gigatonnellate.
Aree protette: circa il 20% delle foreste (813 milioni di ettari) si trova in aree protette legalmente istituite, con un aumento di 251 milioni di ettari dal 1990.
– Piani di gestione: più della metà delle foreste in tutto il mondo (2,13 miliardi di ettari, ovvero il 55% della superficie totale) sono soggette a piani di gestione, con un aumento di 365 milioni di ettari dal 1990.
– Interferenze: gli incendi colpiscono in media 261 milioni di ettari di terreno ogni anno, quasi la metà dei quali è coperta da foreste. Nel 2020, insetti, malattie e condizioni meteorologiche avverse hanno danneggiato circa 41 milioni di ettari di foreste, principalmente nelle regioni temperate e boreali.
Proprietà: il 71% delle foreste del mondo è di proprietà pubblica, il 24% è di proprietà privata, mentre il resto è di proprietà di altri soggetti o sconosciuti.
Obiettivi di gestione: circa 1,20 miliardi di ettari (il 29% delle foreste) sono gestiti principalmente per la produzione e 616 milioni di ettari per usi multipli. Ulteriori aree sono designate per la conservazione della biodiversità (482 milioni di ettari), la protezione del suolo e delle acque (386 milioni di ettari) e i servizi sociali (221 milioni di ettari).

Apparentemente I dati della FAO differiscono da quelli del Global Forest Watch (GFW) il cui ultimo Rapporto ha segnalato che “i tropici hanno perso la cifra record di 6,7 milioni di ettari di foresta pluviale primaria nel 2024… quasi il doppio rispetto al 2023“.  È la stessa GFW che chiarisce con l’aiuto di grafici, come entrambe le Organizzazioni forniscano informazioni preziose sullo stato delle foreste globali, ma differiscano sostanzialmente in termini di scopo, portata e approccio: “Rispondendo alle domande su come e perché queste due fonti di dati globali differiscono, possiamo iniziare a considerarle complementari piuttosto che contraddittorie. In definitiva, la nostra conoscenza delle foreste globali rimane incompleta e abbiamo bisogno di tutte le informazioni possibili”.

Il FRA 2025 è arricchito da Rapporti su singoli stati, tra cui quello sull’Italia dove si legge che Le foreste italiane, secondo i dati dell’ultimo inventario forestale nazionale (INFC2015), pubblicato lo scorso anno, presentano una superficie totale (foreste e altre superfici boscate, definizione FAO) di 11.054.458 ettari, pari al 36,7% del territorio nazionale. Rispetto al precedente inventario del 2005, la superficie è aumentata di circa 586.925 ettari, nonché c’è stato un incremento della biomassa del 18,4%, passando da 144,8 a 165,4 metri cubi per ettaro in 10 anni. Lo stock di carbonio, in biomassa epigea e legno morto, è pari a 569 milioni di tonnellate di carbonio organico (490 milioni di tonnellate nel 2005), equivalenti a un valore di CO2 di 2.088 milioni di tonnellate, con un aumento di 290 milioni di tonnellate di CO2, rispetto al 2005, immagazzinate e quindi rimosse dall’atmosfera. Il fattore principale che ha determinato l’aumento della superficie forestale e della biomassa è stato l’abbandono dei terreni agricoli, in particolare nelle zone collinari e montane, che ha portato la foresta a riconquistare rapidamente queste aree.

Le foreste italiane possono contare su un regime di protezione così esteso da essere tra i più elevati d’Europa. La superficie forestale inclusa in aree protette di tutti i livelli (nazionale, regionale, europeoe internazionale) è pari a circa 3,5 milioni di ettari (il 31,8% della superficie forestale nazionale). La superficie forestale che ricade nei siti della Rete Natura 2000 (circa 3 milioni di ettari) è spesso inclusa anche in parchi e riserve nazionali o regionali (circa 1,7 milioni di ettari).

In Italia la superficie forestale è principalmente attribuibile a popolamenti puri di latifoglie. Le foreste pure di conifere e le foreste miste di conifere e latifoglie rappresentano singolarmente poco più del 10% della superficie boscata nazionale; fanno eccezione le regioni alpine, dove prevalgono le foreste di conifere.

Le foreste italiane sono composte da circa 180 specie diverse, che corrispondono a un volume totale di 1,5 miliardi di metri cubi. Quattro specie contribuiscono a raggiungere il 50% del volume delle foreste, con tre specie di latifoglie (faggio – Fagus sylvatica L.; castagno – Castanea sativa Mill.; cerro – Quercus cerris L.) e una di conifere (abete rosso – Picea abies K.). La quota del 75% del volume complessivo viene superata con l’aggiunta di altre 7 specie: larice (Larix decidua L.), roverella (Quercus pubescens Willd.), carpino nero (Ostrya carpinifolia L.), leccio (Quercus ilex L.), abete bianco (Abies alba Mill.), pino nero (Pinus nigra Arn.), pino silvestre (Pinus sylvestris L.).

La ​​proprietà forestale è prevalentemente privata (63,5% della superficie forestale nazionale). Nelle foreste di proprietà privata, la tipologia prevalente (oltre il 75%) è quella con un unico proprietario, mentre le foreste pubbliche sono prevalentemente di proprietà comunale o provinciale.

Per quanto riguarda la gestione selvicolturale, le tipologie colturali relative al ceduo (in tutte le sue distinzioni colturali) e alla gestione delle fustaie occupano all’incirca la stessa percentuale, rispettivamente il 42,3% e il 41,9%. La superficie rimanente è costituita per la maggior parte da popolamenti non sottoposti ad alcuna forma di gestione, al massimo interessati da interventi sporadici e quindi non ascrivibili a forme canoniche di governo; spesso si tratta di superfici non più interessate da pratiche selvicolturali a causa di limitazioni stazionali (superfici impermeabili, versanti rocciosi o altre limitazioni dell’ambiente fisico) e di colonizzazione spontanea di colture abbandonate (foreste di nuova formazione).

Infine, la superficie forestale a livello nazionale soggetta a pianificazione di dettaglio (piano di gestione e gestione forestale o strumenti equivalenti) è piuttosto limitata (15,3%), anche se la situazione è molto diversa tra le regioni. Al contrario, la percentuale di quella soggetta a obblighi e vincoli forestali e ambientali raggiunge l’86,5% del totale a livello nazionale.

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