Smart city

ICity Rank 2025: 16 le città leader dell’innovazione

Sono stati presentati i risultati di ICity Rank 2025, la ricerca realizzata da FPA sullo stato di trasformazione digitale dei 108 comuni capoluogo italiani, sulla base di 37 indicatori delle 3 dimensioni analizzate: PA digitale, comunicazione e open data,

Sono 16 le città capoluogo leader dell’innovazione digitale in Italia: si tratta di Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Modena, Parma, Prato, Rimini, Roma Capitale, Siena, Torino, Trento e Venezia. Ma appena sotto si collocano altri 30 comuni altamente digitalizzati e poi 46 di livello intermedio, in una classifica che vede crescere i punteggi medi dell’innovazione delle città italiane, con uno scatto avanti soprattutto nella digitalizzazione amministrativa per effetto del PNRR, mentre si riducono i divari tra grandi e piccoli centri e tra Nord e Sud.

È quanto ha rilevato FPA, la società di servizi e consulenza del Gruppo Digital360 che accompagna amministrazioni e aziende interessate ai processi di cambiamento della PA, nei loro percorsi di innovazione tecnologica, istituzionale e organizzativa, cheha presentato il 4 dicembre 2025, in occasione diForum PA Città 2025, l’evento dedicato all’innovazione urbana e tappa conclusiva del percorso di lavoro diICity Club, il Rapporto ICity Rank 2025sullo stato di digitalizzazione dei 108 Comuni capoluogo italiani.

La valutazione delle città è articolata in tre dimensioni (sulla base di34 indicatori, costruiti su circa 200variabili)
– la dimensione “Amministrazioni digitali” riguarda la digitalizzazione dell’attività amministrativa, tra siti web, fruizione dei servizi online e adozione delle piattaforme nazionali;
– quella “Comuni aperti” analizza il livello di utilizzo dei social media, la diffusione di dati aperti e la fruibilità di app;
– infine, “Città connesse” è la dimensione di impatto della trasformazione digitale sul governo delle città e riguarda lo sviluppo di reti di connessione, sistemi di sensori e device a essi collegabili e strumenti per l’elaborazione dei flussi informativi e analisi dei dati.

Sulla base dei punteggi raggiunti nei 3 rating, nel 2025 sono16 le città con il più alto livello di digitalizzazione, che superano80 punti di media nei tre diversi indici, a dimostrazione del livello generale di crescita sono il doppio di un anno fa (8): Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Modena, Parma, Prato, Rimini, Roma Capitale, Siena, Torino, Trento e Venezia.

Mapoco distantici sono30 comuni con un alto livello digitale(tra 66 e 70 punti di media), stabili rispetto al 2024 grazie all’avanzamento di 8 città dal livello inferiore: sono Alessandria, Arezzo, Bari, Bolzano, Cesena, Cremona, Cuneo, Ferrara, Grosseto, Lecce, Livorno, Lodi, Mantova, Messina, Monza, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Pesaro, Pescara, Pisa, Ravenna, Reggio Emilia, Taranto, Treviso, Trieste, Udine, Verona e Vicenza.

Sono46 le città “in transizione”, ovvero in fascia intermedia,tra 51 e 65 punti, in crescita rispetto alle 42 del 2024: si tratta di Ancona, Andria, Aosta, Ascoli Piceno, Asti, Belluno, Biella, Brindisi, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Como, Cosenza, Enna, Fermo, Foggia, Forlì, Frosinone, Gorizia, Imperia, La Spezia, L’Aquila, Latina, Lecco, Lucca, Macerata, Massa, Matera, Novara, Oristano, Pavia, Piacenza, Pistoia, Pordenone, Ragusa, Reggio Calabria, Rovigo, Sassari, Savona, Siracusa, Sondrio, Teramo, Terni, Varese, Verbania e Vercelli.

Scendono da 28 a 16 le città ai livelli inferiori, con punteggifino a 50 punti. Hanno un medio-basso livello digitale(città “ancora ibride” “tra digitale e analogico”): Agrigento, Avellino, Benevento, Campobasso,Carbonia, Caserta, Chieti, Nuoro, Potenza, Rieti, Salerno, Trapani, Vibo Valentia e Viterbo.

In coda, conil più basso livello di digitalizzazione(“in avvio”), Crotone e Isernia.

Nonostante la riduzione della distanza,la dimensione demografica influisce ancora sui livelli di digitalizzazione. Le 7 piccole capitali dell’innovazione nelle fasce più elevate sono Siena, Cesena, Pisa, Grosseto, Cremona, Cuneo e Treviso. Mentre, in un quadro ancora caratterizzato da differenze Nord-Sud, i capoluoghi del Mezzogiorno con livelli elevati di digitalizzazione sono Cagliari, Bari, Palermo, Messina e Napoli.

“ICity Rank 2025 evidenzia un positivo miglioramento nel livello medio di digitalizzazione delle città italiane, anche grazie agli effetti dei progetti PNRR che stanno per concludersi– ha affermato Gianni Dominici, Amministratore Delegato di FPA-Attraverso uno sviluppo costante, anno dopo anno, le nostre città hanno sviluppato un ‘sistema nervoso’ digitale, fatto di piattaforme, sensori, dati e – da ultimo – intelligenza artificiale, che oggi richiede di essere governato superando il classico paradigma delle smart city. È necessario passare da città digitali a “città cognitive”, in grado di interpretare, apprendere e agire in modo semi-autonomo, anticipando i bisogni dei cittadini, suggerendo soluzioni ai decisori, imparando costantemente dall’esperienza. Questo percorso non è una semplice corsa alla tecnologia, ma un ripensamento della governance urbana, per creare città più resilienti, inclusive e democratiche”.

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