Una ricerca di Oxfam basata sulle stime di consenso di S&P Capital IQ, elaborate a partire dalle stime degli analisti finanziari, prevede che 6 big oil, le maggiori società del settore dei combustibili fossili, realizzeranno nel 2026 utili superiori a quelli dei 21 mesi precedenti, mentre le ondate di calore estreme, impossibili senza i cambiamenti climatici di origine antropica, stanno devastando le comunità di tutto il mondo. Una tassa sugli utili delle big oil potrebbe generare fino a 400 miliardi di dollari a livello globale nel suo primo anno, una cifra sufficiente a coprire i costi annuali di adattamento climatico nei Paesi del Sud del mondo.
–Le 6 principali Big oil del settore dei combustibili fossili potrebbero realizzare nel 2026 profitti per circa 147 miliardi di dollari, superando quelli dei 21 mesi precedenti messi insieme.
–Le emissioni di 5 aziende del settore dei combustibili fossili sono state sufficienti a causare circa un quarto delle ondate di calore verificatesi tra il 2000 e il 2023, un evento che sarebbe stato praticamente impossibile senza i cambiamenti climatici.
–Una tassa sulle più ricche compagnie petrolifere e del gas potrebbe generare fino a 400 miliardi di dollari nel suo primo anno, una cifra sufficiente a coprire i costi annuali di adattamento climatico nei Paesi a basso e medio reddito.
Sono gli aspetti più rilevanti che emergono dall’analisi “Big Oil profits expected to double as the world burns” diOxfam International, organizzazione non governativa impegnata contro povertà e disuguaglianze, e pubblicata suEquals Bulletin, pubblicazione e risorsa digitale realizzata da un team di esperti di Oxfam, che fornisce dati, approfondimenti e analisi sulla disuguaglianza economica globale.
Gli utili previsti per l’intero anno diBP,Chevron,Eni,ExxonMobil,ShelleTotalEnergiesammontano a147 miliardi di dollari, superando i loro utili combinati nei 21 mesi precedenti (dal secondo trimestre del 2024 al quarto trimestre del 2025). Tra i maggiori beneficiari, siprevede che Chevron abbia quadruplicato i propri profitti, raggiungendo i 1.200 dollari al secondo negli ultimi tre mesi, mentre gli utili di ExxonMobil dovrebbero triplicare, arrivando a 1.800 dollari al secondo.

Previsione utili netti 2026 rispetto ai 7 trimestri precedenti (USD). Anno fiscale 2026 (previsione). Fonte: Oxfam’s analysis of data from S&P Capital IQ
Le compagnie petrolifere e del gas hanno una responsabilità sproporzionata nella crisi climatica. Un’analisi condotta su dati pubblicati suNature, sostiene chele emissioni storiche di 5 di queste compagniehanno contribuito in misura significativa a circa un quarto delle ondate di calore registrate nel mondo tra il 2000 e il 2023, che sarebbero state praticamente impossibili senza i cambiamenti climatici di origine antropica. Utilizzando i dati diS&P Capital Trucost, Oxfam stima che legrandi compagnie petrolifere siano state responsabili di danni ambientali per 60 miliardi di dollari lo scorso anno.
Questi risultati giungono mentre ondate di calore da record stanno flagellando l’Asia meridionale, l’Europa e il Nord America, causando decine di migliaia di morti. Nel frattempo, i Paesi dell’Africa occidentale sono alle prese con monsoni e inondazioni devastanti che hanno sconvolto migliaia di vite e distrutto infrastrutture vitali in tutta la regione.
Tuttavia,anziché ridurre la produzione di combustibili fossili e accelerare la transizione verso le energie rinnovabili, le 6 maggiori compagnie del settore prevedono di aumentare la produzione di petrolio e gas del 14% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2024, l’equivalente di pompare ulteriori 2,5 milioni di barili di petrolio al giorno.

Piani di produzione di petrolio e gas dal 2024 al 2030 (milioni di barili di petrolio equivalente al giorno).
Fonte: Oxfam’s analysis of data from The TPI Global Climate Transition Centre at LSE.
“Le compagnie petrolifere stanno facendo affari d’oro, in senso letterale e figurato– ha dichiaratoMariana Paoli, Responsabile delle politiche climatiche di Oxfam –Mentre ondate di calore estreme, inondazioni e tempeste devastano le comunità di tutto il mondo, l’industria si prepara a un’altra maratona di profitti. Le famiglie ne pagano il prezzo tre volte: con case e raccolti distrutti, con prezzi dell’energia alle stelle e con una crisi del costo della vita aggravata dalla dipendenza dai combustibili fossili. L’avidità delle grandi compagnie petrolifere è incompatibile con un pianeta vivibile e, a meno che i governi non la fermino, renderanno ridicoli gli obiettivi climatici internazionali”.
Oxfam stima cheuna tassa sugli utili delle maggiori aziende del settore dei combustibili fossili potrebbe generare fino a 400 miliardi di dollari a livello globale nel suo primo anno, una cifra sufficiente a coprire i costi annuali di adattamento climatico nei Paesi del Sud del mondo.Un’ulteriore tassa sugli utili in eccesso, applicata a tutte le aziende, potrebbe generare fino a 681 miliardi di dollari a livello globale.
“Mentre le grandi compagnie petrolifere alimentano eventi meteorologici estremi, i paesi ricchi si rifiutano di aumentare i finanziamenti pubblici per il clima di cui i paesi più poveri hanno urgente bisogno per affrontare la crisi climatica– ha aggiunto Paoli –Finché i governi non faranno pagare i più ricchi inquinatori, le aziende del settore dei combustibili fossili continueranno a spingerci sempre più nel caos climatico. Tassare i più ricchi inquinatori potrebbe contribuire a colmare il divario nei finanziamenti per l’adattamento climatico e ad accelerare la transizione verso le energie rinnovabili. Le aziende del settore dei combustibili fossili devono sentire la pressione, non noi”.
Sta crescendo il consenso politico per tassare i maggiori inquinatori.Italia,Germania,Spagna,PortogalloeAustriahanno proposto unanuova imposta sugli extraprofittiderivanti dal settore energetico. InAustralia, dove una ricerca di Oxfam ha rilevato cheuna società su tre operante nei settori del carbone, del petrolio e del gas non paga alcuna imposta sul reddito delle società, molti parlamentari si stanno esprimendo a favore di una tassa del 25% sulle esportazioni di gas, con un forte sostegno pubblico.
Unaricercadi Oxfamcondotta in 60 paesi ha rilevato cheil 28% di essi ha introdotto negli ultimi anni una tassa temporanea sugli extraprofitti delle aziende del settore dei combustibili fossili, mentre un ulteriore 13% si è dichiarato favorevole. Solo il 12% si è espresso esplicitamente contro la misura.
In copertina: Il murale che fa parte della campagna globale “Make Them Pay“, promossa da coalizioni della società civile e grandi ONG come Oxfam GB e Global Justice Now.
