Malattie e cure

Virus marino: fa il salto di specie e può provocare cecità

Per la prima volta ricercatori hanno documentato un evento biologico senza precedenti: un virus marino, già noto nei pesci e nei crostacei come nodavirus della mortalità occulta (CMNV), è riuscito a fare il salto di specie (spillover), infettando l’uomo e provocando un’emergente grave malattia oculare.

Pubblicato suNature Microbiology, loStudioAn emerging human eye disease is associated with aquatic virus zoonotic infection” ha identificato il covert mortality nodavirus (CMNV), già noto nei pesci e nei crostacei per causare gravi perdite nell’acquacoltura (fino all’80–90% di mortalità nei gamberi), quale agente associato a una nuova patologia oculare umana:l’uveite anteriore virale persistente con ipertensione oculare(Persistent Ocular Hypertensive Viral Anterior Uveitis,POH-VAU) che si sta manifestando con frequenza crescente, soprattutto in Cina.

Secondo gli scienziati, tra cuiLin-Fa Wang (Duke-NUS Medical School, Singapore), uno dei virologi più autorevoli al mondo per lo studio dei virus emergenti zoonotici, noto a livello con il soprannome di “Batman” per i suoi decenni di studi pionieristici sui virus trasportati dai pipistrelli, che hanno condotto la ricerca principalmente in Cina su pazienti con patologie oculari seguiti in centri clinici specializzati, le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza del virus nei tessuti oculari e la sieroconversione in 70 pazienti affetti da POH-VAU. Un’indagine sull’esposizione e un’analisi di modelli di regressione logistica hanno rivelato che la frequenza di esposizione al CMNV, il numero di esposizioni gravi e la gravità dell’esposizione erano associati a un aumento del rischio di POH-VAU.

La mappa della distribuzione del CMNV nel mondo acquatico evidenzia che il virus è stato rilevato in 49 specie acquatiche diverse — crostacei, pesci, molluschi — distribuite in Asia, Africa, Europa, Antartide e Americhe, suggerendo che il potenziale zoonotico del CMNV non è geograficamente limitato alla Cina.

L’agente patogeno entrerebbe nel corpo umano attraverso piccoli tagli o abrasioni durante la manipolazione di frutti di mare e consumando tali alimenti crudi o poco cotti. Una volta insediatosi, causa un’intensa infiammazione e un aumento dellapressione intraoculareche, se non trattata,può danneggiare gravemente il nervo ottico e portare a una perdita permanente della vista.

Questo straordinario evento di trasmissione evidenzia l’incredibile capacità di adattamento dei virus e serve come potente monito sulle connessioni nascoste all’interno dei nostri ecosistemi globali. Mentre i virologi continuano a studiare questa trasmissione dal mondo marino a quello umano, i risultati sottolineano fortemente l’importanza di una corretta igiene e cura nella preparazione di alimenti di origine marina crudi.

In “Aquatic virus transmission to humans”, articolo di commento allo studio, pubblicato il giorno dopo sempre suNature Microbiology, Il Prof.Fabian H. LeendertzeStephanie Markertdell’Helmholtz Institute for One Health (HIOH), con sede a Greifswald (Germania), all’avanguardia in questa ricerca per comprendere come i cambiamenti ambientali, l’acquacoltura e l’interazione umana con le fonti idriche contribuiscano a creare nuovi rischi di malattie infettive, si sottolinea la necessità dell’approccio “One Health”,  soprattutto perchéle malattie zoonotiche possono emergere da fonti inaspettate.

Immagine di copertina: Science & Nature, via facebook

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