L’EPD di Idrotherm 2000® consente di quantificare gli effetti associati a differenti percentuali di materia prima seconda. Lo studio considera infatti prodotti contenenti il 50%, il 70% e l’80% di materiale riciclato pre- o post-consumo, permettendo di valutare il beneficio ambientale ottenibile all’aumentare del contenuto di materiale non vergine
La sostenibilità dei prodotti industriali è oggi valutata sempre più sulla base di dati oggettivi e misurabili. Parlare di impatto ambientale non è più una scelta di marketing, ma una responsabilità. Con l’entrata in vigore dellaDirettiva (UE) 2024/825, recepita in Italia con ilD.Lgs. n. 30 del 20 febbraio 2026, l’Europa ha rafforzato la lotta algreenwashing, mettendo un punto fermo sulle dichiarazioni ambientali vaghe, generiche o non verificabili.
Una normativa più stringente che tutela i consumatori, ma soprattuttovalorizza le aziende che investono davvero in qualità, trasparenza e prestazioni ambientali reali.
Il GruppoIdrotherm 2000®, con tre stabilimenti produttivi in Italia, specializzato da oltre 50 anni nella produzione di sistemi di tubazioni in polietilene e polipropilene, ha recentemente pubblicato un aggiornamento della propriaDichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD)1per garantire trasparenze ed accessibilità delle prestazioni ambientali reali dei propri prodotti ai consumatori.
Basata sulla metodologia Life Cycle Assessment (LCA) e sviluppata secondo gli standard ISO 14025, ISO 14040, ISO 14044 ed EN 15804, l’EPD fornisce dati oggettivi e confrontabili sugli impatti ambientali associati all’intero ciclo di vita del prodotto.
Il suo valore consiste nell’individuare le fasi che incidono maggiormente sulle prestazioni ambientali e le opportunità di miglioramento. Questo aspetto assume particolare rilevanza alla luce della crescente diffusione dei criteri ESG, dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) e degli strumenti di rendicontazione ambientale, che richiedono dati affidabili e verificabili su caratteristiche e prestazioni ambientali dei prodotti.
Le analisi del ciclo di vita mostrano come la scelta della materia prima rappresenti uno dei fattori più influenti nel determinare le prestazioni ambientali di un prodotto. Individuare le fasi che contribuiscono maggiormente agli impatti ambientali consente di orientare le strategie di economia circolare verso interventi efficaci.
I risultati dell’EPD evidenziano un dato particolarmente significativo:circa l’89% dell’impatto associato al cambiamento climatico nelle fasi produttive è attribuibile alla produzione della materia prima vergine. Questo risultato suggerisce che, per i prodotti considerati nello studio, gli interventi sulla composizione della materia prima possono offrire le maggiori opportunità di miglioramento ambientale.
L’impiego di materiale riciclato non riguarda le tubazioni destinate al trasporto di acqua potabile, gas combustibile o fluidi industriali in pressione, applicazioni per le quali continuano a essere utilizzate esclusivamente materie prime vergini.
Il riciclato trova invece applicazione in specifiche categorie di prodotto per le quali le normative, la legislazione e le condizioni di esercizio ne consentono l’utilizzo senza compromettere affidabilità, durabilità e prestazioni tecniche.
L’EPD di Idrotherm 2000® ha consentito di quantificare gli effetti associati a differenti percentuali di materia prima seconda. Lo studio considera infatti prodotti contenenti il 50%, il 70% e l’80% di materiale riciclato pre- o post-consumo, permettendo di valutare il beneficio ambientale ottenibile all’aumentare del contenuto di materiale non vergine.
I risultati relativi al potenziale di riscaldamento globale (GWP) – l’indicatore che misura il contributo al cambiamento climatico – mostrano una riduzione particolarmente rilevante. Con un contenuto di materia prima seconda pari al 50%, il fattore di conversione risulta pari a 0,584 rispetto all’equivalente prodotto realizzato con materia prima vergine, corrispondente a una riduzione delle emissioni climalteranti di circa il 42%.
Lo studio condotto daIdrotherm 2000® dimostra che l’incremento della quota di riciclato determina benefici ancora maggiori. Con un contenuto pari al 70% il coefficiente scende a 0,499, mentre con l’80% raggiunge il valore di 0,367. In termini pratici, l’impronta carbonica del prodotto può ridursi di oltre il 63% rispetto alla soluzione ottenuta esclusivamente da materia prima vergine.

Si tratta di un risultato particolarmente significativo poiché viene raggiuntointervenendo sulla composizione della materia prima, senza modificare il processo produttivo. L’effetto positivo si riscontra anche nel consumo di risorse fossili. L’indicatore utilizzato per valutare l’utilizzo di risorse non rinnovabili (ADP) assume valori pari a 0,751 nel caso di un contenuto di materiale riciclato del 50%, 0,652 con il 70% e 0,391 con l’80%.
Questo significa che l’impiego di elevate percentuali di materiale recuperato può portare a una riduzione vicina al 60% del consumo di risorse fossili associate alla produzione della materia prima. I vantaggi non si limitano alle sole emissioni di CO2e al consumo di combustibili fossili.
L’analisi evidenzia infatti riduzioni significative anche negli indicatori relativi all’acidificazione, all’eutrofizzazione e alla formazione di ozono fotochimico, confermando come il beneficio derivante dal riciclo di materiali interessi l’intero profilo ambientale del prodotto.
Benefici significativi emergono anche per l’utilizzo delle risorse idriche. L’indicatore che misura l’impatto associato al consumo di acqua (WDP) si riduce progressivamente fino a raggiungere un coefficiente pari a 0,215 nel caso di prodotti contenenti l’80% di materia prima seconda, a testimonianza del minor impatto associato all’impiego di materia prima riciclata.
Le applicazioni che possono beneficiare dell’impiego di polietilene riciclato riguardano in particolare sistemi per la protezione di cavi elettrici e telecomunicazioni, scarichi fognari in gravità, reti di drenaggio e altre applicazioni non soggette ai requisiti previsti per il trasporto di fluidi in pressione. In questi ambiti, la materia prima seconda consente di coniugare prestazioni tecniche e sostenibilità.
A conferma dell’impegno verso l’economia circolare, alcuni prodotti Idrotherm 2000® che impiegano materiale riciclato sono certificati Plastica Seconda Vita (PSV), marchio che attesta il contenuto di materiale riciclato e la tracciabilità della filiera, e hanno ottenuto la certificazioneMade Green in Italy, schema nazionale che valorizza i prodotti caratterizzati da prestazioni ambientali misurate e verificate lungo il ciclo di vita.
I dati emersi confermano come il valore del riciclo non risieda soltanto nella gestione del fine vita dei materiali, ma soprattutto nella possibilità di sostituire materia prima vergine con materia prima seconda, riducendo gli impatti all’origine del processo produttivo. Grazie a una metodologia riconosciuta a livello internazionale e verificata da terza parte, l’EPD di Idrotherm 2000® dimostra come l’impiego di polietilene riciclato possa ridurre emissioni, consumo di risorse fossili e utilizzo di acqua, contribuendo alla diffusione di modelli produttivi coerenti con i principi dell’economia circolare.
1EPD – Polyethylene pipes for the conveyance of fluids and protection of cables in industrial and civil sectors v.1 2026www.environdec.com
Idrotherm 2000 Vi aspetta a Ecomondo presso l’Area PolieCo – Hall Sud, Stand 113
Marco Michelotti, R&D Idrotherm 2000 S.p.A.
