Come di consueto, con l’avvio dell’accensione degli impianti di riscaldamento nei Comuni del Nord Italia (15 ottobre), anche se diverse amministrazioni locali hanno disposto un rinvio (differimento) per motivi legati alle temperature miti e alle misure anti-smog, l’ENEA propone una strategia in quattro punti per contenere la spesa energetica delle famiglie, mantenendo costante il benessere domestico e riducendo l’impatto ambientale.
“Le ultime tensioni geopolitiche hanno acceso una nuova emergenza energetica che ha riportato al centro dell’attenzione l’efficienza e la necessità di ridurre i consumi di gas– ha commentato la Direttrice delDipartimento di Efficienza energetica dell’ENEA(Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile) ),Ilaria Bertini–Per il riscaldamento domestico è quanto mai importante che cittadini e professionisti scelgano le soluzioni tecnologiche migliori e soprattutto adottino comportamenti consapevoli”.
Secondo loStudio“Strategie per la riduzione del Fabbisogno Nazionale di Gas Metano” dell’ENEA, rispetto al 2025 si potrebbe ottenere nel settore residenziale unariduzione dei consumi di gas pari a 0,8 miliardi di Standard metri cubi–Smc(l’unità di misura ufficiale usata dai fornitori per calcolare il consumo di gas in bolletta, indicando la quantità di gas contenuta in un metro cubo a condizioni stabili di temperatura e pressione), una quantità necessaria a riscaldare quasi 700 mila case – solo riapplicando le misure di contenimento messe in atto per fronteggiare la crisi energetica, adottato nel 2022 dal Ministero della Transizione Ecologica (oggi MASE) con il supporto tecnico di ENEA, che prevedevala massimizzazione della produzione termoelettrica con combustibili diversi dal gas, misure amministrative di contenimento relative al riscaldamento invernale(riduzione di 15 giorni del periodo di riscaldamento, con un’ora di accensione in meno e un grado interno in meno) e misure comportamentali volontarie da parte degli utenti, da promuovere con campagne di sensibilizzazione.
Si tratta di una serie di buone pratiche volontarie e disposizioni obbligatorie che prevedono diridurre di: 15 giorni il periodo di riscaldamento, di un’ora al giorno l’accensione e di un grado la temperatura interna. “Bastano 19°C per avere in casa il comfort necessario– ha sottolineato l’autore dello studioNicolandrea Calabrese. Responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano –Per ogni grado in meno si risparmia fino al 10% sui consumi di combustibile. Tuttavia va sottolineato che queste misure di contenimento offrono maggiori volumi di risparmio nel breve termine, mentre per avere una riduzione stabile e costante, sono fondamentali interventi di efficienza più strutturali che vanno pianificati per tempo, come la sostituzione di impianti obsoleti o l’isolamento degli edifici. Da questi interventi di efficientamento energetico potrebbe arrivare un ulteriore risparmio di 0,1 miliardi di Smc, che sommato al precedente porterebbe a un risparmio complessivo per il settore residenziale di 0,9 miliardi di Smc”.
Per quanto riguarda le caldaie, sostituire i vecchi impianti conpompe di calore elettrichedi ultima generazione garantisce elevata efficienza, oltre a ridurre le emissioni. Le moderne pompe di calore permettono, infatti, di riscaldare e produrre acqua calda sanitaria anche utilizzando energia rinnovabile. Anche ladigitalizzazione dei consumipermette di risparmiare in bolletta: cronotermostati, sensori di presenza negli ambienti e regolatori elettronici a distanza permettono di ottimizzare automaticamente la temperatura in base alle reali esigenze, riducendo gli sprechi e migliorando il comfort abitativo.
Inoltre, è bene ricordare che il benessere termico in casa non dipende solo dalla temperatura segnata dal termostato, ma dalcomfort termoigrometrico,ovvero dal modo in cui il corpo scambia calore con l’ambiente. Oltre alla temperatura dell’aria dell’ambiente riscaldato, bisogna tenere conto anche della temperatura media radiante della stanza, vale a dire il calore emesso dalle superfici. Se i muri o i serramenti sono freddi o male isolati, il corpo umano cederà calore e si percepirà più freddo, anche se la temperatura dell’aria interna è superiore a 20°C. Altri fattori sono l’umidità(valore ideale in casa tra 40% e 60%) e lavelocità dell’aria(ventilazioni eccessive o correnti aumentano la dispersione di calore). Infine, il tipo diabbigliamentoe l’attività metabolicainfluenzano significativamente la percezione del comfort termico: i vestiti indossati compensano una più bassa temperatura dell’aria interna, mentre stare seduti alla scrivania, camminare o fare pulizie cambia radicalmente la quantità di calore prodotta dal corpo umano.
Dopo l’accensione delle zone alpine (zona climatica F) e di quelle più fredde tra Nord Italia e Appennino (zona climatica E), il1° novembrei riscaldamenti potranno essere accesi, salvo deroghe e slittamenti locali, anche alCentrocon città come Roma e Firenze (zona climatica D). AlSudinvece si dovrà aspettare il15 novembre(zona climatica C) e fino al1° dicembreper lecittà più caldecome Reggio Calabria, Palermo o Agrigento (zone climatiche A e B).
Le quattro linee guida ENEA:
- Impostare la giusta temperature e fai attenzione agli orari di accensione
Impostare la temperatura ambiente ideale di 19°C e rispettare i limiti di accensione giornaliera previsti per la propria zona climatica è essenziale per evitare sprechi. La sensazione di benessere in casa non dipende solo dalla temperatura segnata dal termostato ma dall’interazione di diversi fattori come temperatura radiante delle superfici, umidità, ventilazione, abbigliamento e attività metabolica. - Evitare le dispersioni di calore
Piccoli gesti quotidiani fanno una grande differenza nell’isolamento termico della casa: è importante non coprire i radiatori con tende o mobili, schermare le finestre durante le ore notturne abbassando le tapparelle o usando tende pesanti. Il ricambio d’aria negli ambienti rimane fondamentale per eliminare l’anidride carbonica prodotta dalla respirazione e altre sostanze organiche volatili emesse da arredi, prodotti per la pulizia e materiali presenti negli ambienti. Tuttavia, è sufficiente aprire le finestre solo per pochi minuti e nelle ore centrali della giornata quando la temperatura esterna è più elevata. - Scegliere tecnologie ad alta efficienza
L’ammodernamento tecnologico è un investimento strategico. L’installazione di caldaie a condensazione o pompe di calore di ultima generazione, abbinate a valvole termostatiche e sistemi avanzati di regolazione climatica, consente di ridurre i consumi complessivi fino al 25%. Inoltre, l’uso di contatori intelligenti e sensori (smart meter) permette di tracciare in tempo reale i consumi energetici, individuando tempestivamente eventuali guasti, perdite o sprechi anomali per evitare ‘spiacevoli’ sorprese in bolletta. - Eseguire manutenzione e check-up periodici
Mantenere gli impianti puliti e farli controllare regolarmente da tecnici qualificati è un obbligo di legge e una misura di sicurezza. Oltre a evitare sanzioni amministrative a partire da 500 € (D.P.R. 74/2013), un impianto perfettamente efficiente permette di tagliare i consumi energetici fino al 40%.
