ENEA sta conducendo una ricerca Citizen Science finanziata dal MASE per rilevare abitudini, preferenze, sensazioni e gradimento soggettivi dei rifugi climatici, ovvero spazi gratuiti in parchi, centri di istruzione e cultura o altri luoghi pubblici che possono favorire vita all’aria aperta, inclusione e socialità, valorizzazione di zone della città e, non ultimo, riduzione di consumi elettrici ed emissioni, secondo la vision del Nuovo Bauhaus europeo.
Spazi pubblici all’aperto per fronteggiare il caldo estremo in città e ridurre gli sprechi energetici.
Sono irifugi climatici outdoor, già censiti e mappati in Italia da città come Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna e Pavia. Sul temaENEAha condotto l’indagine “Outdoor is Cool!” alla quale hanno già partecipato oltre 500 persone, , finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell’ambito delle attività di comunicazione e indirizzo, per studiare la percezione del calore estremo estivo e mappare la disponibilità della popolazione a cambiare abitudini di raffrescamento, e presentata lo scorso giugno al Workshop“Rifugi climatici e rigenerazione in chiave New European Bauhaus in città: la parola ai giovani“, evento satellite delFestival New European Bauhaus.
L’iniziativaNew European Bauhauspromossa nel 2020 dalla Commissione UE, è volta a ripensare gli spazi abitativi in modo che siano sostenibili, inclusivi e belliper migliorare la qualità della vita dei cittadini. Lo scorso anno l’iniziativa è stata rilanciata dal “Nuovo Bauhaus europeo: dalla visione alla realizzazione” con l’obiettivo dipromuovere soluzioni innovative capaci di rendere i quartieri europei più belli, inclusivi e sostenibili, integrando soluzioni a basse emissioni di carbonio, efficienti e resilienti sotto il profilo idrico e basate sulla natura con l’innovazione sociale, migliorando la sicurezza, la salute e la resilienza delle comunità.
I rifugi climatici sono infrastrutture urbane, di varia grandezza, per l’adattamento agli eventi meteorologici estremi. Nelle città italiane dove il caldo estremo è il maggior rischio climatico, spazi aperti freschi e gratuiti in parchi, centri di istruzione e cultura o altri luoghi pubblici (piazze, strade, cortili), possono consentire ai cittadini di vivere più tempo all’aperto. Inoltre, possono soddisfare bisogni e aspettative di gruppi vulnerabili in una prospettiva di giustizia climatica. I benefici sono multipli:dalla riduzione degli usi elettrici e dei costi per la climatizzazione meccanica di ambienti chiusi, a quelli di carattere sociale ed economico. Il raffrescamento di tali spazi può essere realizzato con tecnologie passive e attive qualimateriali cool(riflettenti),sistemi green(vegetazione) eblue(evaporazione), in combinazione con altresoluzioni costruttive(come le schermature solari) eurbanistiche.
Da queste esperienze è nata una community per lo scambio di esperienze e conoscenze, alla quale hanno già espresso l’interesse ad aderire una ventina tra associazioni del terzo settore, istituti di ricerca e università.
“La ricerca ENEA si occupa di determinare le prestazioni energetiche e microclimatiche dei rifugi climatici, intesi come spazi outdoor che, se opportunamente attrezzati, possono ridurre di 11 °C la temperatura percepita, fornendo al contempo altri benefici– spiega la ricercatrice ENEAEzilda Costanzodel Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili (TERIN) –Per rilevare abitudini, preferenze, sensazioni e gradimento soggettivi lo studio si è avvalso e continua ad avvalersi della Citizen Science, ovvero della scienza partecipata”.
LaCitizen Sciencepuò coinvolgere un più ampio pubblico nel sostenere la ricerca facendo leva sul senso di appartenenza ai luoghi e sulla partecipazione culturale.Una cittadinanza consapevole può avere un ruolo attivo nelle politiche urbanistiche e ambientali, dando il propriocontributo all’analisi dei bisogni e alla rigenerazione della città.
“Sono state considerate caratteristiche come accessibilità, benessere visivo e acustico, sicurezza, socialità e senso di appartenenza al luogo, che contribuiscono all’accettazione e alla popolarità di tali spazi pubblici con impatti sociali che si accompagnano alla riduzione di consumi e picchi energetici, emissioni e costi da climatizzazione indoor durante il periodo estivo e le ondate di calore– prosegue Costanzo –Oggi la soluzione di adattamento più scelta dai giovani per difendersi dal caldo estremo estivo è l’uso dei condizionatori nelle proprie abitazioni, ma è emersa la disponibilità quasi unanime a partecipare a ricerche e iniziative, arrivando fino a cambiare abitudini, se le città si dotassero di rifugi climatici all’aperto”.
La metodologia è stata già applicata a iniziative pilota in collaborazione con i soggetti che per primi hanno aderito alla piattaforma per lo scambio di esperienze sui rifugi climatici. Tra queste,la passeggiata tra cultura e clima nel centro storico di Romacon l’AIGU(Associazione italiana Giovani Unesco), e lerilevazioni ambientalidel Progetto “Girls4Climate” dell’AssociazioneCleanapa Napoli.
Immagine di copertina: Fonte ENEA
