Uno studio coordinato dalla Società Botanica Italiana sintetizza e aggiorna le conoscenze attuali sulla flora italiana, con nuove specie e sottospecie di piante spontanee scoperte in Italia negli ultimi vent’anni. Attività di ricerca mirate sul campo e maggiori investimenti sono essenziali per costruire le conoscenze di base complete necessarie alla conservazione e al progresso scientifico.
Sono 453 le nuove specie e sottospecie di piante spontanee scoperte in Italia negli ultimi vent’anni, di cui 443 endemiche, cioè presenti esclusivamente nel nostro Paese
Il dato arriva dalloStudio“Mapping the advancements in floristic knowledge of Italy (2005–2025)”, pubblicato sul numero di luglio diPlant Biosystems, rivista bimestrale internazionale pubblicata dalla Società Botanica Italiana,incentrata sulle tendenze moderne nella ricerca scientifica in ambito vegetale, condotto da47 botanici del Gruppo di Floristica, Sistematica ed Evoluzione, sotto il coordinamento del Prof.Gianniantonio Dominadell’Università degli Studi di Palermo e con contributo fondamentale diGianluigi Bacchetta(Università di Cagliari),Fabrizio Bartolucci(Università La Sapienza di Roma),Marco D’Antraccoli, Lorenzo PeruzzieAdriano StincaUniversità di Pisa).
Lo Studiosintetizza e aggiorna le conoscenze attuali sulla flora italiana, basandosi sulla più recente indagine nazionale pubblicata nel 2005,offrendo per la prima volta una fotografia dettagliata del Paese con aree molto studiate e altre dove resta ancora molto da scoprire. Inoltre, viene introdotto l’Indice di Progresso delle Conoscenze Floristiche (IFA), unindicatore concepito per classificare le regioni in base al grado di progresso nelle conoscenze floristiche.
Tra le regioni che hanno restituito il maggior numero di nuove specie e sottospecie ci sono l’Abruzzo con 74, la Sicilia con 69, la Toscana con 53 e la Sardegna con 51.

Progressi nella conoscenza floristica in Italia (2005-2025). Numero di referenze registrate per ciascuna regione amministrativa d’Italia. (Fonte, Plant Biosystems, luglio 2026)
Fra le nuove specie scoperte, alcune hanno una distribuzione praticamente puntiforme, come il bellissimo Lino di Katia (Linum katiae), descritto nel 2011 per la Calabria dove cresce solo sul Monte Manfriana (Pollino), l’Adonide del Fucino (Adonis fucensis), descritta nel 2023 per l’Abruzzo e limitata a una piccola area del Monte Annamunna nei pressi del Fucino, o il Dente di Leone di Montecristo (Leontodon montecristensis) descritto nel 2025 per l’Isola di Montecristo nell’Arcipelago Toscano.
In altri casi, invece,alcune specie occupano un’area più ampia ed erano state in precedenza confuse con altre; è questo il caso del Cipollaccio di Tison (Gagea tisoniana), descritta nel 2007 e presente in varie località tra Toscana, Umbria, Marche e Lazio, la Campanula di Martini (Campanula martinii), descritta nel 2013 e presente in Italia settentrionale tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, o loZafferano negletto(Crocus neglectus), descritto nel 2014 e presente in molte località dell’Italia centro-settentrionale.
In generale negli ultimi 20 anni, la mappatura della flora italiana ha fatto particolaripassi avantisoprattutto inEmilia-Romagna,Veneto,Lombardia,Friuli Venezia GiuliaeTrentino-Alto Adige. Restano invece ancora poco esplorate ampie aree nel Mezzogiorno, in particolare inBasilicata,Calabria,Molise,Campania,PugliaeSicilia.

Confronto del livello di conoscenza floristica in Italia tra il 1978, il 2005 e il 2025. (Fonte, Plant Biosystems, luglio 2026)
“Questo lavoro rappresenta un punto di riferimento per capire quanto conosciamo davvero la biodiversità vegetale italiana e dove è necessario concentrare gli sforzi futuri– ha osservatoLorenzo Peruzzi del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, tra i co-autori principali dello Studio –Aggiornare e migliorare le conoscenze sulla distribuzione della flora spontanea significa porre le basi scientifiche indispensabili per la tutela della biodiversità, la gestione del territorio e la conservazione degli habitat”.
Secondo gli autori dello Studio, attività di ricerca mirate sul campo e maggiori investimenti sono essenziali per costruire le conoscenze di base complete necessarie alla conservazione e al progresso scientifico.
In copertina:Adonis fucensis FotoConti & Bartolucci Collelongo (AQ), 1038 m, marzo 2021
