L’ultimo “Travel & Tourism Development Index 2026” (TTDI) del World Economic Forum (WEF), in collaborazione con Zurich Insurance Group, che analizza 110 economie globali valutando non la popolarità dei flussi, ma i fattori strutturali e le politiche che permettono uno sviluppo turistico sostenibile e resiliente, vede l’Italia chiudere la top ten, all’interno di un quadro che vede il dominio delle economie avanzate, con la Cina come unica eccezione emergente, e del continente europeo.
Il settore dei viaggi e del turismo è di nuovo in piena espansione dopo la crisi della pandemia che le condizioni per lo sviluppo del turismo sono al loro apice dall’inizio della pandemia. Tra il 2024 e il 2026, il 92% delle 110 economie classificate ha migliorato il proprio punteggio, grazie a un’offerta culturale più ricca, infrastrutture turistiche, servizi per i visitatori e collegamenti aerei più efficienti. Tuttavia, l’aumento dei costi, la carenza di manodopera qualificata, le pressioni sugli investimenti e le sfide legate alla sostenibilità rendono più difficile per le destinazioni convertire la crescente domanda turistica in valore duraturo.Le destinazioni meglio posizionate per il successo a lungo termine saranno quelle in grado di bilanciare la crescita con la resilienza, la sostenibilità e un’efficace gestione della destinazione.
A rilevarlo è il World Economic Forum (WEF) che, alla vigilia dellaGiornata Mondiale del Turismo(27 settembre 2026). ha pubblicato in collaborazione conZurich Insurance Groupl’ultimo “Travel & Tourism Development Index 2026” (TTDI) che definisce iparametri di riferimento per le condizioni che consentono uno sviluppo turistico sostenibile e resiliente in 110 economie, fornendo un punto di riferimento per Governi, Organizzazioni turistiche, Investitori e Imprese.
“Il TTDI aiuta i decisori del settore pubblico e privato a comprendere i fattori alla base di uno sviluppo turistico sostenibile e resiliente, a individuare punti di forza e lacune e a monitorare i progressi nel tempo– ha sottolineatoCara Morton, Chief Executive Officer, Global Businesses and Operations di Zurich Insurance Group –Ci auguriamo che questo rapporto favorisca un dibattito più informato sul futuro del settore e sulle scelte necessarie per garantire che il turismo continui a generare benefici per le persone, le imprese e le comunità”.

IlTTDInon classifica i Paesi in base agli arrivi di visitatori, alla spesa o alle entrate turistiche, bensìvaluta i fattori e le politiche che aiutano le destinazioni ad attrarre, sostenere e mantenere il turismo nel lungo periodo, in base a17 pilastri, che coprono aree qualisicurezza,preparazione digitale,politiche turistiche,connettività dei trasporti,infrastrutture per i visitatori,risorse naturali,risorse culturali,infrastrutture per viaggi d’affariesostenibilità. Insieme, questi indicatori forniscono un quadro diquanto le destinazioni siano preparate a sostenere la crescita futura del turismo e ad adattarsi alle mutevoli condizioni economiche, ambientali e geopolitiche.

I principali risultati emersi dal TTDI 2026
Il Rapporto 2026 rileva un miglioramento generalizzato in tutto il settore turistico. I punteggi medi del TTDI sono aumentati del 2,1% tra il 2024 e il 2026, rappresentando il ritmo di miglioramento più rapido dal 2019.I maggiori incrementisi sono registrati nelleattrazioni culturali, nelleinfrastrutturee neiservizi turisticie nellaconnettività aerea, a testimonianza di risorse e sistemi più solidi che sono alla base della crescita del turismo.
Il Giappone si posiziona al 1° posto della classifica 2026, seguito daStati Uniti, Spagna,AustraliaeFrancia. Le economie avanzate occupano 9delle prime dieci posizioni, con laCina come unica eccezione. L’Italiarimane nel top ten (10° posto), perdendo una posizione rispetto alla precedente edizione a favore della Svizzera (9° posto). Leeconomie europee detengono 6 posizioni nella top 10, a conferma della posizione dell’Europa e dell’Eurasia come regione con le migliori performance in assoluto.
Tuttavia, la tendenza più significativa registrata è chele economie turistiche emergenti dell’Asia-Pacifico e dei Paesi emergenti stanno guadagnando terreno,con 7 delle 10 economie con i miglioramenti più rapidi, mentre l’Albaniaè stata l’economia che ha registrato i maggiori progressi tra il 2024 e il 2026.

Questi risultati riflettono i crescenti investimenti nelle infrastrutture turistiche, il miglioramento della connettività e il continuo sviluppo delle risorse turistiche naturali, culturali e non ricreative. I risultati evidenziano inoltre la crescente importanza dei mercati emergenti per la crescita futura del turismo globale.
L’accessibilità economica, gli investimenti e le carenze di manodopera sono tra i maggiori ostacoli
In molte economie,i prezzi dei viaggi e del turismo sono aumentati più rapidamente dell’inflazione, contribuendo a un calo della competitività dei prezzi in tre quarti dei paesi classificati nel TTDI tra il 2024 e il 2026. Nel frattempo, gli investimenti nel settore turistico sono rimasti indietro rispetto alla domanda dal 2022, mentre la carenza di manodopera e le lacune in termini di competenze rischiano di compromettere la qualità dei servizi e l’adattamento ai cambiamenti digitali e all’intelligenza artificiale.
La crescita del turismo non si traduce automaticamente in benefici più ampi
Sebbene la domanda di viaggi e la spesa dei visitatori continuino a crescere,il valore economico e sociale generato dal turismo si è indebolito tra il 2024 e il 2026, mentre le pressioni legate al sovraffollamento e alla concentrazione della domanda turistica rimangono superiori ai livelli pre-pandemia. Di conseguenza,gestire la crescita sta diventando importante di quanto generarla, il che richiede alle destinazioni dicondividere più ampiamente i benefici del turismo, limitando al contempo la pressione sulle comunità, sulle infrastrutture e sulle risorse naturali.
Prestazioni regionali
L’Europa e l’Eurasia si confermano la regione turistica con le migliori performance in assoluto, ospitando sei delle prime dieci economie al mondo. Tuttavia,l’Asia-Pacifico è stata la regione che ha registrato i miglioramenti più rapidi tra il 2024 e il 2026, con un aumento medio dei punteggi del 3,6%, rispetto al 2,5% del Medio Oriente e del Nord Africa e all’1,8% dell’Europa e dell’Eurasia.
Il miglioramento dellaregione Asia-Pacificoè stato trainato dainfrastrutture di trasporto aereo più solide,risorse culturalieattività legate ai viaggi d’affari, a testimonianza della continua ripresa post-pandemia. Anche il Medio Oriente e il Nord Africa hanno registrato progressi significativi, in particolare nelle infrastrutture e nei servizi turistici.
L’Europa occidentale, l’Europa meridionale e l’Asia orientale-Pacifico sono state le tre sottoregioni con le migliori performance complessive. L’Europa occidentale e meridionale hanno beneficiato di infrastrutture e servizi turistici all’avanguardia, mentre l’Asia orientale-Pacifico si è distinta per le sue solide risorse naturali e la sua connettività.
La prossima fase dello sviluppo del turismo
Il messaggio centrale del TTDI 2026 è che il turismo ha ampiamente superato la fase di ripresa. Gli arrivi internazionali, la spesa dei visitatori e le condizioni di sviluppo turistico hanno tutti superato i livelli pre-pandemia.La sfida ora è garantire che la crescita crei valore duraturo.
Secondo il Rapporto,le destinazioni meglio posizionate per il successo a lungo termine saranno quelle in grado di diversificare la domanda, proteggere l’accesso e la connettività, competere sul valore piuttosto che sul solo prezzo, gestire la crescita del turismo in modo sostenibile e rafforzare le competenze della forza lavoro.
Con l’ingresso del turismo nella sua prossima fase, il successo dipenderà sempre più dalla resilienza, dalla sostenibilità e da un’efficace gestione delle destinazioni, oltre che dall’attrazione di visitatori. In breve, il TTDI 2026 suggerisce cheil futuro del turismo sarà definito meno dalla generazione di domanda e più dalla gestione della crescita.
“Con l’aumento del numero di visitatori, tale compito si fa sempre più arduo– ha affermatoKiva Allgood, Managing Director del WEF –Cresce la pressione su infrastrutture, alloggi, risorse naturali e servizi pubblici, mentre i costi di ricettività, trasporti e gestione stanno riducendo l’accessibilità economica. Parallelamente, gli investimenti nelle infrastrutture non hanno tenuto il passo. Senza investimenti più consistenti e una gestione strategica della destinazione, si corre il rischio che la crescita del turismo finisca per gravare eccessivamente proprio su quelle comunità e risorse da cui dipende il suo successo a lungo termine. La sfida non è più la crescita in sé. L’opportunità risiede nella sua gestione, senza tuttavia compromettere i sistemi, le comunità e le risorse su cui si fonda il successo turistico a lungo termine”.
