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Wildlife Photographer of the Year 62: è l’italiano Federico Veronesì

La potente immagine, “un pugno nello stomaco”, di un’elefantessa che trasporta un cucciolo morto si è aggiudicata la LXII edizione del concorso, promosso e organizzato dalNatural History Museum di Londra.

È l’italianoFederico VeronesìilWildlife Photographer of the Year 2026, l’annuale concorso giunto alla LXII edizione, promosso e organizzato dalNatural History Museum di Londra, con lo scatto “The Aftermath” (Dopo la tragedia),la scena toccante in bianco e nero che ritrae un elefante che trasporta un cucciolo morto.

“Questa fotografia funziona su molti livelli–ha dichiarato la Presidente di giuria,Kathy Moran–Emotivamente è un pugno allo stomaco, straziante. Intellettualmente è la prova che gli animali hanno una cognizione. Questa fotografia dice tutto!”.

Mentre seguiva le tracce degli elefanti nella valle del fiume Huab, inNamibia, Veronesi ha notato un’insolita scia di segni di trascinamento sulla sabbia di un letto di fiume asciutto. Seguendo le tracce, si è imbattuto in un’elefantessa che trasportava un cucciolo morto, con una zampa incastrata tra la zanna e la proboscide.

Inizialmente, Veronesi aveva dato per scontato che l’elefante fosse la madre del cucciolo. Ma dopo aver condiviso le sue fotografie con un progetto di ricerca sugli elefanti che operava nella zona, ha scoperto che non era così.

I ricercatori hanno riconosciuto l’elefantessa come unafemmina che aveva perso un cucciolo diversi anni prima e hanno affermato che in precedenza aveva raccolto cuccioli morti appartenenti ad altre femmine.

Per Veronesi, l’incontro è stato profondamente significativo. “Di tutti i 20 anni che ho dedicato alla fotografia di animali, questo incontro è il più straziante, affascinante e drammatico– ha affermato Veronesi, descrivendolo come “rivelatore della profondità e della complessità delle emozioni e dei sentimenti degli animali“.

Spera che l’immagine incoraggi le persone ad andareoltre l’aspetto fisico degli animali e a riconoscerli come individui con le proprie relazioni, ricordi ed emozioni: “È una piccola finestra che apre solo uno spiraglio sulla complessità del loro mondo“.

Oltre all’immagine vincitrice in assoluto sono stati assegnati i premi per le altre categorie del concorso che ha ricevuto il numero record di65.403 candidature provenienti da 121 paesi. I vincitori raccontano storie potenti dal mondo naturale e l’urgenza di proteggerlo.

Anche per la categoriaYoung Wildlife Photographer of the Year 2026(riservato ai giovani fino i 14 anni) la Giuria ha scelto una foto in bianco e nero, la prima volta in 62 anni di storia del concorso, a dimostrazione della forza senza tempo delle immagini monocromatiche.

L’immagineLabour of Love(Un atto d’amore) diOscar Whitfield, cattura l’arduo sforzo di uno scarabeo stercorario che spinge il suo prezioso carico. Durante un safari in famiglia in Zimbabwe, vicino a Victoria Falls, ha notato uno scarabeo stercorario che faticava a spingere una palla di sterco in salita attraverso la sabbia, seguito a ruota da una scia di mosche. Dopo aver sperimentato diverse angolazioni e inquadrature, è riuscito a immortalare un momento che rivela lo straordinario sforzo richiesto da questo compito apparentemente semplice, sdraiandosi nella polvere e catturando lo scarabeo all’altezza degli occhi.

“Spero che quando le persone guarderanno la fotografia– ha affermato Whitfield –possano vedere anche loro, e magari apprezzare, quanto può accadere in un piccolo istante nel mondo naturale“.

Per vedere l’esposizione in territorio nazionale, la mostra delWildlife Photographer of the Yearfarà tappa alMuseo della Permanente di Milano,dal20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027, e alForte di Bard (Valle d’Aosta)dal 13 marzo all’11 luglio 2027.

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