27 Maggio 2022
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Spazi verdi e blu urbani in Europa: le disuguaglianze di accesso

Un briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente mostra che le disuguaglianze socio-economiche e demografiche non permettono un accesso eguale per tutti agli spazi verdi e blu urbani, fondamentali per il benessere dei cittadini e per mitigare gli effetti delle ondate di calore. Tra i casi studio positivi citati, il progetto Orto Collettivo di Genova.

Gli spazi verdi e blu di elevata qualità nelle città europee, come parchi, orti, sponde dei fiumi e tratti di coste, sono fondamentali per la salute e il benessere, in particolare per anziani, bambini e persone a basso reddito, tuttavia il loro accesso non è uguale per tutti.

Il nuovo briefingWho benefits from nature in cities? Social inequalities in access to urban green and blue spaces across Europe” dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), pubblicato il 1° febbraio 2022, fornisce le prove che le disuguaglianze socio-economiche e demografiche costituiscono seri ostacoli per godere in modo equo di tali servizi.

La Strategia UE sulla Biodiversità al 2030 e la Strategia UE sull’adattamento ai cambiamenti climatici,sollecitano a riportare la natura nelle città, creando infrastrutture verdi, e ad adottare soluzioni basate sulla natura (NbS) per la resilienza al global warming. Inoltre, con il Green City Accord, l’iniziativa della Commissione UE per le città che si battono per la sostenibilità, iSindaci sottoscrittori si sono impegnati a migliorare la qualità della vita per i loro concittadini, aumentando l’estensione e la qualità delle aree verdi nelle città.

Nel 2018, le infrastrutture verdi costituivano in media il 42% dell’area delle città dei 38 Paesi membri del SEE, escluso il Liechtenstein. Tuttavia, quest’area variava notevolmente tra i Paesi e all’interno dei singoli Paesi. La città europea con la fornitura totale di spazi verdi più bassi, con il 6,8% dell’area totale della città, è Trnava (Slovacchia), mentre quella con  la percentuale maggiore (95,8%) è Cáceres (Spagna). In alcuni casi, l’elevata percentuale di spazio verde è determinata dall’ampia estensione dell’area amministrativa della città, ad esempio l’incorporazione di aree forestali intorno al centro cittadino. Inoltre, l’area dello spazio verde pubblicamente disponibile è molto inferiore all’area totale dello spazio verde nelle città, e si stima che sia in media solo il 3% dell’area totale della città. Tuttavia, in città come Ginevra (Svizzera), L’Aia (Paesi Bassi) e Pamplona/Iruña (Spagna), lo spazio verde accessibile rappresenta oltre il 15% dell’area cittadina.

L’Urban Tree Cover, il visualizzatore che segnala dall’alto la copertura arborea all’interno di una città, indica  nel 30% la media di copertura urbana, con variazioni notevoli tra i Paesi.

Le città in Finlandia e Norvegia hanno la percentuale più alta di copertura arborea, con oltre la metà delle aree urbane, mentre le città di Cipro, Islanda e Malta hanno la percentuale più bassa, al di sotto del 10%. Confrontando le sole capitali, la copertura arborea varia dal 4% di Nicosia al 72% di Oslo. In generale, lo spazio verde pubblico per abitante è maggiore nelle città dell’Europa settentrionale rispetto alle città dei paesi dell’Europa meridionale e orientale, ad eccezione della Polonia.

Evidenze da tutta Europa mostrano che lo spazio verde è meno disponibile nei quartieri urbani abitati da famiglie a basso reddito rispetto a quelli abitati da famiglie a reddito più elevato. Nelle città tedesche, i quartieri caratterizzati da un basso reddito medio, bassi livelli di istruzione e alti tassi di disoccupazione hanno un accesso più limitato ad aree verdi più limitato rispetto a quelli abitati da famiglie ad alto reddito, livello di istruzione e tassi di occupazione. Tendenza questa che si rileva nei Paesi Bassi e in Portogallo. I bambini provenienti da contesti socio-economici più bassi in Germania sono risultati svantaggiati in termini di accesso allo spazio verde urbano rispetto ai bambini provenienti da famiglie più abbienti.

Nelle città dell’Europa centrale e orientale, queste differenze sono risultate indotte dal mercato immobiliare. Le proprietà nelle aree con più spazio verde tendono ad essere più costose, spesso con conseguente cambiamento della composizione sociale e dei prezzi delle abitazioni del quartiere (gentrificazione). Tale tendenza è stata osservata in Polonia e a Debrecen (Ungheria), dove i nuovi quartieri esclusivi hanno più spazio verde rispetto ai vecchi complessi residenziali abitati da famiglie a basso reddito.

I benefici su salute e benessere degli spazi verdi e blu (Fonte: AEA, 2019)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che i residenti urbani abbiano accesso ad almeno 0,5-1 ettari di spazio verde pubblico entro 300 metri dalla propria casa, ma meno della metà della popolazione urbana europea ne usufruisce. La città di Berlino utilizza una linea guida di 500 m, o una passeggiata da 5 a 10 minuti, per uno spazio verde di almeno 0,5 ettari e da 1 km a 1,5 km per aree verdi più grandi, di almeno 10 ettari. La normativa urbanistica italiana prevede che siano disponibili per le attività ricreative 9 m2 a testa. L’Accessible Natural Greenspace Standard inglese raccomanda che le persone possano accedere ad almeno 2 ettari di spazio verde entro 300 metri dalla propria abitazione.

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) raccomanda disposizioni per un accesso pubblico sicuro per i bambini e i giovani affinché i vari gruppi utilizzino lo spazio verde contemporaneamente. Ad esempio, l’inverdimento dei terreni scolastici è fortemente raccomandato, poiché ciò può portare a un gioco più attivo. L’esempio di Parigi mostra come l’inverdimento dei terreni scolastici avvantaggi non solo i bambini, ma anche la comunità più ampia quando i terreni scolastici sono aperti al pubblico durante le ondate di caldo.

Considerazioni pratiche per la progettazione di spazi verdi per anziani e persone con mobilità ridotta e altre disabilità includono l’ampiezza e la disposizione dei percorsi, l’illuminazione e come fornire informazioni ed esperienze multisensoriali. Panchine per il riposo, servizi igienici e bar rendono gli spazi verdi più accessibili agli anziani e alle persone con disabilità.

Gli orti comunitari o fattorie urbane forniscono un contatto diretto con la natura, l’attività fisica e una fonte di cibo fresco per i gruppi svantaggiati e vulnerabili, e, al contempo, l’opportunità di integrazione sociale, istruzione e persino sviluppo professionale e imprenditorialità su piccola scala. 

Casi studio da tutta Europa mostrano come un’azione mirata per ridurre le disuguaglianze nell’accesso a spazi verdi di alta qualità può massimizzare i benefici per la salute e il benessere della natura nelle città. Il coinvolgimento delle comunità locali nella progettazione e gestione dello spazio verde aiuta a considerare le loro esigenze specifiche ed è stato riscontrato che favorisce un senso di appartenenza e promuove l’uso.

Tra i 9 casi studio proposti come best-practice, c’è Orto Collettivo di Genova, il Progetto che si propone di recuperare terreni abbandonati in contesti urbani per fornire uno spazio comune ai residenti locali per coltivare cibo in modo sostenibile, promuovere attività all’aperto e la formazione attraverso corsi gratuiti di permacultura e di orticoltura, offrendo opportunità ai gruppi sociali emarginati, come cittadini disoccupati e richiedenti asilo, di impegnarsi con le comunità locali, favorendo così la coesione sociale.

In copertina: Foto Rahbek Media on Unsplash 

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