Inquinamenti e bonificheManifestazioni e celebrazioni

Buco nell’ozono antartico: più largo del previsto in settembre

I dati diffusi dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), in occasione della Giornata Internazionale per la difesa dell’ozono (16 settembre 2026), indicano che a settembre 2026 il buco nell’ozono antartico ha registrato un’espansione insolitamente rapida e superiore alla media, raggiungendo una dimensione di circa 24 milioni di chilometri quadrati alla metà del mese.

Il buco nell’ozono antartico del 2026ha raggiunto nuovamente in anticipo “una soglia dimensionale significativa”, con un’estensione superiore alla media nel 2026,in linea con il 2025.

Lo certifica il Servizio di monitoraggio atmosferico Copernicus (CAMS) che ha rilasciatoidati ufficialidel monitoraggio del buco nell’ozono antarticoin occasione dellaGiornata Internazionale per la difesa dell’ozono(16 settembre 2026), istituita nel 1994 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) per commemorare la firma delProtocollo di Montreal (1987), l’Accordo internazionale di maggior successo, creato per proteggere lo strato di ozono attraverso ildivieto e il controllo delle sostanze che ne riducono lo strato(ODS) come iclorofluorocarburi(CFC) e glihalon, che, insieme al successivoAccordo di Kigaliper la progressiva eliminazione entro il 2050 degli idrofluorocarburi (HFC), ha portato aduna riduzione del 99% della produzione e del consumo di sostanze che riducono lo strato di ozono (ODS).

Lo strato di ozono protegge la vita sulla Terra dalle dannose radiazioni ultraviolette (UV) del sole. Alla fine del XX secolo, le emissioni umane di sostanze chimiche note come sostanze che riducono lo strato di ozono, in particolare gli alocarburi, hanno influito negativamente sulla quantità di molecole di ozono nell’atmosfera, causando soprattutto il drammatico buco dell’ozono annuale sopra la regione antartica

Ogni anno sull’Antartide, durante la primavera australe (tra agosto e novembre), si apre un buco dell’ozono, un’area in cui i valori totali della colonna di ozono sono inferiori a 220 unità Dobson (DU), limite che attiva la definizione formale di “buco”, causato principalmente dalle reazioni chimiche distruttive innescate dai CFC ed altri gas serra di origine antropica. antropici. Questo fenomeno è dovuto alle basse temperature stratosferiche polari e al forte gradiente termico nord-sud che, in assenza di orografia significativa, portano a un rafforzamento del vortice polare, isolando l’area fredda (sotto i -90 °C) e consentendo la formazione di confinamenti stratosferici polari (PSC). Le reazioni chimiche che coinvolgono le sostanze che riducono lo strato di ozono (ODS) sulla superficie di questi PSC rilasciano atomi di cloro e bromo, con conseguente distruzione efficiente delle molecole di ozono all’interno del vortice polare e formazione del buco dell’ozono.

Da agosto fino alla fine dell’anno, il CAMS pubblica quotidianamente dati e visualizzazioni a supporto che tracciano l’evoluzione, comprese le aperture e le chiusure, del buco dell’ozono antartico, tra cui mappe, grafici e animazioni.

Dal report di monitoraggio del CAMS emerge chein agosto l’estensione dello strato di ozono antartico ha raggiunto i 15 milioni di km², superando l’area della stessa Antartide, un valore leggermente inferiore alla media del periodo 1979-2025. Lasua estensione è poi aumentata bruscamente nella prima metà di settembre, raggiungendo i 25 milioni di km² il 12 settembre, circa 5 milioni di km² al di sopra della media per questo periodo.

Grafico CAMS dell’area del buco dell’ozono al 12 settembre 2026.
La linea rossa mostra i dati per il 2026 e la linea tratteggiata le previsioni per i successivi 5 giorni. La linea blu più spessa e scura rappresenta l’evoluzione del buco dell’ozono durante il 2025, mentre la linea blu più chiara rappresenta il 2024. Le aree grigie rappresentano i valori percentili e la mediana tra il 1979 e il 2023. Fonte dati: CAMS/C3S. Crediti: CAMS/ECMWF

Questo rapido aumento ha coinciso con un’improvvisa diminuzione della temperatura minima nella stratosfera, a circa 20 km sopra il polo sud. Tuttavia, il deficit di massa di ozono, che combina gli effetti delle variazioni dell’area e della profondità del buco dell’ozono, e del valore minimo della colonna di ozono ed altri indicatori chiave dello stato del buco dell’ozono,è rimasto vicino alle medie storiche.

“Il monitoraggio atmosferico è essenziale per proteggere lo strato di ozono e, di conseguenza, la vita sulla Terra– ha dichiaratoLaurence Rouil, Direttore del CAMS presso l’ECMW F-Combinando osservazioni, previsioni e analisi, il CAMS ci aiuta a comprendere questo scudo naturale e a seguirne il recupero. Con l’area del buco dell’ozono del 2026 in aumento a settembre prima della media, mentre altri indicatori chiave sono rimasti vicini alle medie storiche, i risultati di quest’anno dimostrano l’importanza di set di dati di alta qualità: nessun singolo indicatore può fornire un quadro completo”.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.