Una ricerca condotta dall’Università Tecnica di Monaco (TUM). in collaborazione con l’Università Tulane di New Orleans, avverte che molte comunità costiere di regioni densamente popolate dovranno affrontare la crescente minaccia di inondazioni non solo per l’innalzamento del livello dei mari, ma anche per la subsidenza, causata anche da prelievi di acque sotterranee e combustibili fossili su cui governi e comunità possono intervenire direttamente.
Oltre mezzo miliardo di persone che vivono nelle aree costiere pianeggianti, saranno in prima linea in una delle sfide più serie poste dai cambiamenti climatici: l’innalzamento del livello dei mari.
L’avvertimento arriva dal recenteStudio“Subsidence more than doubles sea-level rise today along densely populated coasts”, pubblicato suNature Communicationse condotto da ricercatori dell’Università Tecnica di Monaco(TUM) in collaborazione con l’Università Tulane di New Orleans, che ha calcolatoun innalzamento relativo medio del livello del mare di circa 6mm all’anno nelle regioni costiere densamente popolate, un tasso 3 volte superiore alla media globale ponderata per la lunghezza delle coste, pari a 2,1 millimetri all’anno, che rappresenta l’aumento relativo medio registrato lungo le coste di tutto il mondo, e quasi il doppio dell’innalzamento assoluto del livello del mare dovuto ai cambiamenti climatici, pari a circa 3,15 millimetri all’anno.

Stima ibrida del movimento verticale del suolo (VLM) lungo le coste globali.
(a) mostra il sollevamento (segnali positivi) e la subsidenza in mm/anno sui segmenti costieri. I valori evidenziati dai cerchi neri rappresentano le regioni in cui sono disponibili dati InSAR o in cui vengono utilizzate singole stime GNSS. I punti sono scalati in base al loro valore assoluto per evidenziare forti subsidenze o sollevamenti (Fonte: Nature Communications, 2026)
La ragione principale di questa differenza èla subsidenza del terreno, ovvero il graduale abbassamento del suolo al di sotto delle città e delle comunità costiere. Tra i fattori più importanti che contribuiscono a questo fenomeno vi sonol’intenso pompaggio di acque sotterranee,l’estrazione di petrolio e gas, lacompressione di sedimenti relativamente giovani nei delta fluvialie ilpeso delle aree urbane in espansione. Anche iprocessi naturalicontribuiscono, tra cui imovimenti tettonicie gliassestamenti della crosta terrestre successivi allo scioglimento delle antiche calotte glaciali.
“Se vogliamo comprendere l’innalzamento del livello del mare lungo le coste e reagire efficacemente, non dobbiamo osservare solo l’oceano, ma anche la terraferma stessa– ha affermatoJulius Oelsmann, Ricercator presso ilDeutsches Geodätisches Forschungsinstitutdell’Università Tecnica di Monaco (DGFI-TUM) e principale autore dello studio –Soprattutto nelle regioni costiere densamente popolate, le attività umane causano un abbassamento del terreno più marcato, spesso a causa dell’eccessivo prelievo di acqua e risorse che in precedenza stabilizzavano il sottosuolo. Il peso stesso delle città, insieme ai processi geologici a lungo termine, può intensificare ulteriormente questo abbassamento. In tal modo, amplifichiamo significativamente gli effetti dell’innalzamento del livello del mare dovuto ai cambiamenti climatici”.
Thailandia,Bangladesh,Nigeria,Egitto,CinaeIndonesiasono tra i paesi che registrano il maggiore innalzamento relativo del livello del mare. Le loro medie costiere ponderate in base alla popolazione varianoda circa 7 a 10 millimetri all’anno. Anche gliStati Uniti(Louisiana),Paesi Bassie l’Italia(Venezia) registrano tassi elevati, con una media di circa4-5 millimetriall’anno.
Diverse grandi città costiere si distinguono come punti critici di subsidenza. I tassi medi di abbassamento includonoGiacarta(13,7 mm/anno),Tianjin(13,5 mm/anno),Bangkok(8,5 mm/anno),Lagos(6,7 mm/anno) eAlessandria(4 mm/anno).
Le condizioni possono variare notevolmente anche all’interno della stessa città.A Giacarta, alcune zone stanno sprofondando fino a 42 millimetri all’anno, mentre altre si stanno sollevando contemporaneamente. L’innalzamento del livello del suolo può compensare le variazioni del livello del mare.
Non tutte le coste si stanno abbassando. InSvezia e Finlandia, il sollevamento geologico sta producendo un relativo abbassamento del livello del mare lungo tratti di costa. In queste regioni il terreno continua a sollevarsi a causa del rimbalzo postglaciale successivo all’ultima era glaciale, eil sollevamento avviene a un ritmo più rapido rispetto all’innalzamento del livello del mare.
Le politiche relative alle acque sotterranee possono rallentare la subsidenza. Sebbene alcune cause di abbassamento del terreno siano naturali,l’utilizzo delle acque sotterranee è un fattore su cui governi e comunità possono intervenire direttamente.
“In molte grandi città costiere, l’estrazione di acqua di falda è una delle principali cause di subsidenza– ha osservatoFlorian Seitz, Professore di geodinamica geodetica e Direttore del DGFI-TUM –Ciò significa che le decisioni politiche e di gestione delle risorse idriche a livello locale possono fare una differenza significativa. Una migliore gestione delle acque sotterranee, una regolamentazione più rigorosa dei prelievi o la ricarica mirata delle falde acquifere possono quantomeno rallentare i tassi di subsidenza e, in alcuni casi, arrestarli quasi completamente“.
Tokyooffre un esempio lampante di come la regolamentazione possa ridurre il problema. La città ha subìto in passato cedimenti del terreno superiori a 10 centimetri all’anno, con le zone più colpite che sprofondavano di circa 24 centimetri all’anno. L’intervento del governo e lo sviluppo di fonti idriche alternative hanno infine portato a una sostanziale riduzione di tali tassi.
Una reazione simile si verificò nella regione diHarris-Galveston(Texas), dove l’eccessivo prelievo di acque sotterranee era diventato la causa principale del cedimento del terreno. Nel 1975, le autorità istituirono il Distretto per la Subsidenza di Harris-Galveston per regolamentare l’utilizzo delle acque sotterranee, incentivare l’impiego di fonti idriche alternative e promuovere il risparmio idrico.
In copertina: Megalopoli costiere come Giacarta sono particolarmente colpite dalla subsidenza del terreno e dal contemporaneo innalzamento del livello del mare.
