Un Rapporto di UN Women e UN DESA sui progressi verso l’Obiettivo 5. Parità di genere dell’Agenda ONU al 2030 rivela che nessuno dei target previsti è sulla buona strada per essere raggiunto e che, al ritmo attuale, ci vorranno 171 anni per raggiungere la parità di genere a livello globale.
Sono i risultati delRapportoProgress on the Sustainable Development Goals: The gender snapshot 2026”, pubblicato dall’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne(UN Women) e dal Dipartimento degli Affari Economici e Sociali (UN DESA), che monitorando l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazzedell’Agenda 2030, evidenzia il totale fallimento delle tempistiche, confermando chenessuno dei Targetprevisti dall’Obiettivo 5 è attualmente in linea con la scadenza fissata, e che con il ritmo attuale saranno necessari ben 171 anni per raggiungere la piena parità di generea livello globale.
Il Rapporto rivela unarretramento politico rispetto alla parità di genere, un fenomeno trasversale, misurabile e in costante aumento:
– un terzo dei meccanismi istituzionali per la parità di genere ha visto il proprio potere istituzionale erodersi negli ultimi due anni.
– circa un quarto ha subìto tagli al proprio budget operativo nello stesso periodo e quasi uno su dieci ha perso completamente il controllo del proprio bilancio;
-i finanziamenti per la parità di genere sono scesi al livello più basso dal 2021, con le organizzazioni per i diritti delle donne maggiormente colpite;
– a fronte dei tagli ai finanziamenti, il 42% degli enti delle Nazioni Unite segnala un indebolimento dei propri sforzi per la parità di genere.
I dati del Rapporto giungono nel momento in cui sta per scadere il mandato dell’attuale Segretario generale delle Nazioni Unite e, secondo i media, dopo i voti preliminari al Consiglio di Sicurezza ONU, tra i probabili successori di Antonio Guterres ci sarebbero 3 uomini e 3 donne:Rebeca Grynspan(Costa Rica), Economista e attuale Segretaria dell’UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo);Carolyn Rodrigues-BirkettGuyana): Diplomatica e ambasciatrice , ex ministro degli Esteri della Guyana;Maria Fernanda Espinosa(Ecuador): Ex ministro degli Esteri ed ex Presidente dell’Assemblea generale dell’ONU.
I vertici delle Nazioni Unite hanno tuttavia ribadito chel’equità formale al vertice dell’organizzazione non è sufficiente se non si garantisce, in parallelo, un accesso stabile e sicuro a istruzione, salute, retribuzione ed emancipazione politica per la popolazione femminile globale.
–Leadership politica:circa 6 Paesi su 7 nel mondo sono ancora guidati da uomini. Anche se la percentuale di donne nei parlamenti nazionali è salita dal 22,3% (2015) al 27,4% (2026), l’accesso ai vertici del potere effettivo resta estremamente limitato.
–Mondo del lavoro e IA: a livello globale, le donne occupano solo il6% delle posizioni di CEO. Inoltre, le nuove tecnologie rischiano di ampliare questo solco:nel settore dell’Intelligenza Artificiale le donne rappresentano appena il 22% dei professionisti e meno del 14% dei ruoli dirigenziali senior.
– Violenza e diritti:nel mondo,1 donna su 3ha subìto violenze sessuali e1 ragazza su 5è costretta a sposarsi prima di aver compiuto i 18 anni.
Solo per quanto riguarda la leadership politica, la parità nei parlamenti nazionali non sarà raggiunta prima di altri 63 anni. Su 175 presidenti di Corte suprema a livello globale, 144 sono uomini e solo 31 sono donne. Un’indagine del 2026 sui meccanismi nazionali per la parità di genere rivela che uno su tre ha riscontrato un’erosione del potere istituzionale negli ultimi due anni, tra gli altri intoppi. Il risultato è un’architettura istituzionale che esiste sulla carta ma che ha un potere sempre minore nella pratica. Le conseguenze sono visibili: riduzione dei finanziamenti per la parità di genere, minore responsabilità per le leggi e le politiche che rispondono alle esigenze delle donne e minore attuazione degli impegni esistenti.
Tuttavia,i dati più recenti dimostrano che quando le donne sono alla guida, le politiche sensibili alle questioni di genere vengono prioritarie, le istituzioni sono chiamate a rispondere delle proprie azioni e si registrano progressi in tutti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, compresi quelli relativi all’istruzione, alla protezione ambientale, alla riduzione della povertà e altro ancora.
Nel Rapporto , inoltre, viene sottolineato che una strada diversa, più equa è ancora possibile:
–Invertire lo smantellamento delle istituzioni vitali.
–Combattere le norme sociali discriminatorie.
–Investire nella leadership inclusiva e nelle organizzazioni per i diritti delle donne.


