Greenpeace ha lanciato una mobilitazione per richiedere l’applicazione immediata della Plastic Tax e una petizione per chiedere al Governo italiano faccia la sua parte affinché si raggiunga al più presto ad un accordo efficace sul Trattato globale sulla plastica, secondo il mandato delle Nazioni Unite, che riduca davvero la produzione di plastica e tuteli l’ambiente.
Introdotta con la Legge di Bilancio con la Legge di Bilancio 2020 (Legge n. 160/2019), laPlastic Tax, un’imposta di0,45 euro per ogni chilo di plastica utilizzata per manufatti con singolo impiego(MACSI), ovvero prodotti destinati ad avere una sola vita utile o a contenere, proteggere, manipolare o consegnare merci (ad esempio bottiglie, sacchetti, vaschette usa e getta), escludendo quelli prodotti con plastica riciclata, esportati fuori dall’UE e quelli diretti al mercato extra-Italia, è stata di volta in volta rinviata dai Governi che si sono succeduti, fino all’ultima proroga che è fissata al 1° gennaio 2027.
Gli slittamenti dell’entrata in vigore della Plastic Tax hanno diviso il mondo economico ed industriale del Paese con reazioni contrapposte tra le Associazioni di categoria, i Consorzi di filiera e Organizzazioni della società civile.
In particolare,le filiere del recupero e del riciclo hanno accolto le proroghe con contrarietà, vedendo la tassa come un aumento della plastica riciclata, rispetto alla vergine i cui costi sono sbilanciati; mentre leassociazioni industrialidel comparto manifatturiero e del packaginghanno visto nei rinvii un certo sollievo temporaneo per la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali.
guardano al nuovo rinvio con un misto di sollievo temporaneo e profonda insofferenza per la cronica incertezza normativa. Dal punto di vista dei produttori e dell’industria alimentare, infatti, il continuo succedersi di proroghe impedisce una pianificazione industriale solida a medio-lungo termine.
SecondoGreenpeace, la mancata applicazione della Plastic Tax ha sottratto alle casse pubblichecirca 1,2 miliardi di euro nel periodo 2020-2023. Ma non è tutto. Considerato che la Plastic Tax italiana porterebbe a ungettito medio annuo di circa 300 milioni di euro, provando a stimare gli introiti 2020-2026 – a parità di entrate –i ricavi avrebbero raggiunto addirittura i 2 miliardi di euro, che avrebbero potuto essere usati per introdurre sistemi efficienti di raccolta differenziata come il DRS (Deposit Return System) per i contenitori per le bevande o per favorire gli interventi sull’eco-design del packaging in favore della riciclabilità, ovvero, semplicemente, essere investiti in attività compatibili con gli obiettivi ambientali e climatici dell’UE.
A pagare il prezzo della mancata applicazione della Plastic Tax non sono solo le casse pubbliche: anche il settore del riciclo avrebbe potuto giovarne. Una suacorretta applicazione avrebbe permesso di far decollare il mercato dei prodotti riciclati, invece il suo rinvio ha continuato a incentivare la produzione di imballaggi in plastica vergine. In poche parole,le scelte dei governi in questi anni hanno continuato a favorire un settore industriale che continua a generare enormi impatti ambientali.
Per Greenpeace, la mancata applicazione della Plastic Tax è l’ennesimo tassello di un quadro di per sé già problematico:la sovrapproduzione di plastica.Ne produciamo tanta, troppa: secondo le stime, la produzione attuale raddoppierà i volumi tra il 2020 e il 2050.
Servono strumenti legislativi vincolanti per aziende e governiche coprano l’intero ciclo di vita della plastica, ma non solo: dobbiamo vincolare le grandi multinazionali a vendere sempre più prodotti sfusi o con packaging riutilizzabile, e fare in modo che ogni paese sia responsabile della gestione dei propri rifiuti. Per ottenere tutto questo è più che mai urgente sviluppare ilTrattato globale sulla plastica, secondo il mandato delle Nazioni Unite, il cui percorso dopo 4 anni di infruttuosi negoziati viene ostacolato dai Paesi produttori di petrolio.
In vista della ripresa delle trattative, prevista a marzo 2027, Greenpeace chiede che il Governo italiano faccia la sua parte affinché si raggiunga al più presto un accordo efficace che riduca davvero la produzione di plastica e tuteli l’ambiente una volta per tutte.
Per questo ha avviato lapetizione“Stop plastica!”.
