Società

IA e bambini: sicurezza, apprendimento e responsabilità

Un White Paper del World Economic Forum (WEF) definisce un quadro di riferimento per aiutare le aziende a costruire sistemi di intelligenza artificiale che proteggano i bambini, supportando al contempo la loro autonomia, l’inclusione, l’apprendimento, la privacy e lo sviluppo.

L’intelligenza artificiale sta diventando parte integrante del modo in cui i bambini imparano, creano, comunicano e giocano, offrendo nuove opportunità di istruzione, accessibilità e creatività. Allo stesso tempo, l’IA generativa, conversazionale e attuativa può introdurre o intensificare i rischi attraverso la personalizzazione, la persuasione, la memoria e un’azione sempre più autonoma. Proteggere i bambini richiede quindi un approccio che promuova la sicurezza insieme all’autonomia, alla privacy, all’inclusione, allo sviluppo e alla connessione umana.

Per definire delle linee guida globali per proteggere i minori dai rischi dell’IA generativa, conversazionale e agente, promuovendone al contempo i benefici educativi e creativi, il World Economic Forum (WEF)ha pubblicato il 30 settembre 2026 ilRapporto “Children’s Safety and Well-Being in the Age of AI: Best Practices and Incentives” (La sicurezza e il benessere dei bambini nell’era dell’IA: buone pratiche e incentivi) che fornisce una serie di buone pratiche per gli attori coinvolti nel ciclo di vita dell’IA, affrontando temi quali laprogettazione adeguata all’età, l’uso benefico, leinterazioni dannose, laprivacy, l’apprendimento, laresponsabilitàe l’inclusione.

Inoltre, il rapporto esplora comela regolamentazione, gli appalti, la garanzia di qualità, gli investimenti, le infrastrutture condivise e la responsabilità organizzativa possano creare incentivi più forti per l’implementazione. Nell’insieme, questi approcci mirano a garantire che i bambini possanobeneficiare dell’IA rimanendo al contempo più sicuri, più capaci, connessi e in grado di esercitare i propri diritti.

“Chi si adopera per tutelare i minori dovrebbe, analogamente, considerare il benessere come l’obiettivo fondamentale, di cui la sicurezza costituisce una componente– scrivono nella PrefazioneAgustina Callegari, Responsabile delle iniziative – Tecnologia, Governance, Sicurezza e Cooperazione internazionale del WEF e la sua collegaCathy Li, Responsabile del Centre for AI –La sicurezza è essenziale, ma se le misure di protezione precludono inutilmente l’accesso all’apprendimento, l’accessibilità, la partecipazione, la riservatezza o le relazioni umane, non stanno assolvendo correttamente alla propria funzione. I sistemi responsabili dovrebbero ridurre i rischi prevedibili, rafforzando al contempo l’autonomia e lo sviluppo dei bambini e consentendo loro di trarre beneficio dall’intelligenza artificiale”.

Pratiche raccomandate (Best Practices)
Il report suddivide le migliori pratiche lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi di IA, toccando macro-aree fondamentali.
–Progettazione adatta all’età: sviluppare e personalizzare i sistemi di IA in modo che siano specificamente calibrati in base all’età, al livello di sicurezza e allo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini.
–Utilizzo proficuo: promuovere applicazioni dell’IA che supportino positivamente la crescita dei minori, salvaguardando al contempo le relazioni umane e le interazioni sociali nel mondo reale.
–Prevenzione delle interazioni dannose: bloccare i contenuti inappropriati o nocivi e limitare funzionalità rischiose, come ad esempio disabilitare le esperienze di IA companion progettate per simulare relazioni sentimentali o di amicizia profonda con i minori.
–Tutela della privacy:proteggere rigorosamente i dati sensibili dei bambini, preservando la loro dignità e garantendo trasparenza e comprensione informata sulle modalità di raccolta e gestione dei dati.
–Apprendimento: utilizzare gli strumenti di IA per potenziare l’istruzione, il pensiero critico e la capacità di adattamento dei giovani, evitando che si affidino passivamente alle risposte automatizzate.
–Responsabilità e supervisione:stabilire una chiara catena di responsabilità organizzativa, implementando una supervisione umana continua e conducendo valutazioni d’impatto sui diritti dei minori prima del rilascio dei sistemi.
–Inclusione e partecipazione: garantire che l’IA sia equa, accessibile a contesti diversificati e inclusiva, incoraggiando la partecipazione attiva e una responsabilità condivisa tra tutti gli attori dell’ecosistema digitale

Incentivare l’attuazione
Per garantire che queste pratiche non rimangano solo teoriche, il Rapporto del WEF esplora diversi meccanismi incentivanti per attori pubblici e privati.
–Regolamentazione mirata:sviluppo di quadri normativi chiari e specifici per la tutela dei minori (approcciSafety-by-Design).
–Procurement pubblico e aziendale: standard di acquisto che richiedono la conformità obbligatoria a criteri di sicurezza per i minori prima di adottare software nelle scuole o nelle organizzazioni.
–Certificazione e Assurance:meccanismi di auditing indipendenti, bollini di sicurezza e sistemi diage assuranceproporzionati al rischio per verificare la reale efficacia dei sistemi.
–Investimenti responsabili:spingere i venture capital e i fondi di investimento a finanziare prevalentemente tecnologie che integrino fin dal principio l’etica e la tutela dell’infanzia.
– Infrastrutture condivise e Responsabilità organizzativa:creazione di strumenti open-source e framework di governance interni alle aziende per monitorare costantemente i sistemi.

“Le buone pratiche rimarranno disomogenee finché una progettazione responsabile risulterà costosa, invisibile o penalizzante sotto il profilo della competitività– concludono Callegari e Li– La regolamentazione, gli appalti, i meccanismi di garanzia, gli investimenti e il riconoscimento pubblico devono rendere la scelta di garantire una maggiore tutela e risultati migliori per i bambini la decisione più razionale. Invitiamo i nostri membri, i partner e la comunità allargata a mettere in pratica questo standard di riferimento, a verificarlo rigorosamente alla luce delle nuove evidenze e a perfezionarlo man mano che evolve il modo in cui i bambini interagiscono con l’IA”.

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