Biodiversità e conservazione

CBD-COP17: la Dichiarazione di Yerevan “Agire per la Natura”

Durante il Summit dei leader mondiali “Leaders for Nature“, svoltosi a ridosso dell’apertura della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD-COP17) che si tiene in Armenia (Yerevan, 19-30 ottobre 2026), è stata approvata una Dichiarazione con cui, riconoscendo i ritardi attuativi del KMGBF, i Capi di Stato e di Governo riconoscono la necessità di un’accelerazione per rispettare le scadenze al 2030.

Si è aperta il19 ottobre 2026a Yerevan (Armenia) e proseguirà fino al30 ottobre 2026. la Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD-COP17), il Trattato vincolante adottato nel 1992 a Rio de Janeiro con l’obiettivo di tutelare il patrimonio naturale del pianeta, in particolare per: laconservazione della diversità biologica(a livello di geni, specie ed ecosistemi): l’uso sostenibiledelle componenti della biodiversità; la ripartizione equa e giustadei benefici derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche.

Alla Conferenza i Paesi dovranno fare il punto a metà percorso (al 2030) sull’attuazione del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (KMGBF), il cosiddetto Global Stocktake, concentrandosi sul passaggio dalle promesse all’attuazione concreta. IlRapporto di revisione globale“Stato dell’azione per la biodiversità” che fornisce il primo censimento globale completo dei progressi compiuti verso gli obiettivi del Quadro per il 2030 e la visione per il 2050, presentato dal Segretariato della CBD il 15 ottobre 2026, che mostra come, nonostante un forte impegno politico, il mondo èfuori strada su tutti i 23 obiettiviprevisti per il 2030 e la perdita di biodiversità continua a ritmo serrato.

Il divario nei finanziamenti: c’è un deficit annuale di circa700 miliardi di dollarinei finanziamenti per la biodiversità. Tra il 2020 e il 2023, i paesi sviluppati hanno mobilitato un totale cumulativo di soli186,4 miliardi di dollari(meno di 50 miliardi all’anno), ben al di sotto dei target concordati.

I Ministri dell’Ambiente riuniti a Yerevan devono negoziare il cosiddetto“Yerevan Pathway”peraccelerare le azioni sul campo,affrontare i flussi finanziari dannosi per la natura, sostenere ilGlobal Biodiversity Framework Fund(GBFF) e ilFondo di Caliper la condivisione dei benefici delle informazioni genetiche digitali (DSI).

Durante il Summit dei leader mondiali “Leaders for Nature“, svoltosi a ridosso dell’apertura della Conferenza, è stata adottata la“Yerevan Declaration: Taking Action for Nature“ con cui si:
–riconoscono i ritardi attuatividel KMGBF e la necessità di un’accelerazione per rispettare le scadenze al 2030;
–confermano l’obiettivo primario di arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030 e di vivere in armonia con la natura entro il 2050;
– si impegnano a proteggere efficacemente le aree chiave e ad avviare il ripristino degli ecosistemi degradati
(richiamando il traguardo del 30% di terre, acque e mari tutelati entro il 2030);
–saranno incrementati i fondi pubblici e privati per la natura, colmando il crescente divario nei finanziamenti internazionali per la biodiversità.

Intervenendo al vertice dei leader della COP17 a Erevan, il Segretario generale delle Nazioni Unite  ha sottolineato che la tutela ecologica non può più essere considerata un ambito isolato; essa deve essere sistematicamente incorporata nei principali processi decisionali, nelle agende legislative nazionali, negli standard normativi e nei bilanci statali in tutto il mondo.

“La guerra contro la natura non è finita e continuiamo a essere testimoni delle gravissime conseguenze di tre crisi globali: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento– ha dichiaratoAntónio Guterres–Sono tutte interconnesse”.

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