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Ipersensibilità ambientale: la Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla

Ipersensibilità ambientale la Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla

Si chiama Sensibilità Chimica Multipla, o MCS, ed è la sindrome da ipersensibilità ambientale, cioè la condizione in cui vivono i pazienti fisicamente “intolleranti” all’ambiente in cui si trovano. Causa della malattia sono le decine di migliaia di sostanze chimiche utilizzate nella produzione industriale mondiale e i loro pericolosi effetti sull’organismo umano.

La Sensibilità Chimica Multipla, o MCS dall’inglese “Multiple Chemical Sensitivity“, nota anche come sindrome da ipersensibilità ambientale, è la condizione in cui vivono i pazienti fisicamente “intolleranti” all’ambiente in cui viviamo.

L’Agenzia statunitense per l’Ambiente (Environment Protection Agency), organo governativo USA, afferma che sono circa 80.000 le sostanze chimiche che vengono stabilmente impiegate nella produzione industriale nordamericana, 3.000 differenti sostanze chimiche sono utilizzate come additivi alimentari, più di 10.000 sostanze chimiche sono utilizzate come solventiconservantiemulsionanti e stabilizzanti nella produzione industriale di alimenti. Pochissime di queste sostanze sono state studiate in rapporto ai loro effetti sull’organismo umano e gli studi condotti sono stati rivolti a identificare la dose in grado di causare avvelenamento, mentre poca attenzione è stata data alla ricerca degli effetti negativi derivanti dall’esposizione protratta nel tempo a piccole quantità di sostanze chimiche, considerate ben al di sotto della soglia della tossicità acuta.

Allergie, malattie autoimmuni, malattie infiammatorie, mal di testa, prurito, dermatite, mani e piedi freddi, sudore notturno, insonnia, difficoltà a digerire, difficoltà alla concentrazione, ansia, depressione, candidosi, dispepsia, rush cutanei, affaticamento cronico sono solo alcune modalità di espressione del danno da tossicità ambientale. La malattia colpisce più organi e sistemi, e se non correttamente curata si aggrava progressivamente conducendo a seri danni come cardiopatia ischemica, neuropatie centrali e periferiche, epilessia, nefropatie ed epatopatie, neoplasie, secondo quanto riportato da uno studio scientifico del Department of Environmental Medicine dell’East Carolina University (Multiple Chemical Sensitivity and the immune system, Toxicology and Industrial Health, 1992).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito l’MCS nella classificazione internazionale delle malattie ICD-10 con il codice T 78.4 ponendole per la prima volta nella categoria delle “allergie non altrimenti specificate“. Uno studio statunitense del 1998 ha evidenziato che la MCS colpisce tra l’1.5% e il 3% della popolazione, ponendo nei fatti la sindrome tra le cosiddette Malattie Rare.

Oltre alle cure e alle terapie personalizzate, l’americana Chemical Sensitivity Foundation suggerisce alcune regole di prevenzione, considerando che la riduzione dell’esposizione alle sostanze chimiche migliora la salute dei pazienti affetti da MCS: evitare gli alimenti o i prodotti che potrebbero contenere residui di pesticidi; evitare la permanenza in edifici nuovi o appena ristrutturati (preferire edifici dove i lavori sono stati eseguiti con materiali eco-compatibili); evitare prodotti appena verniciati o per i quali sono stati utilizzati solventi; evitare di utilizzare tappeti nuovi; stare lontani dalla benzina, dalle sostanze per i lavaggi a secco o altri trattamenti chimici; evitare il fumo di tabacco e i fumi degli scarichi delle automobili; utilizzare prodotti per l’igiene e la pulizia propria e di casa il più naturali possibile; evitare i profumi, gli spray per l’ambiente e l’utilizzo di bastoncini d’incenso; utilizzare riscaldamento elettrico o a radiatori; aprire le finestre per effettuare ricambi d’aria, tenere gli ambienti ventilati, utilizzare sistemi di depurazione dell’aria indoor e automobili con filtri anti-particolato.

Prof. Alessandro Miani

Presidente SIMA – Società Italiana di Medicina Ambientale

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