Due studi correlati, pubblicati sulla rivistaNature Health, mostrano che oltre 50.000 decessi legati al caldo si sono verificati nelle aree urbane europee durante l’estate del 2026, e circa due terzi di questi (più di 32.000 morti) sono attribuibili al cambiamento climatico causato dall’uomo, con le aree urbane italiane tra le più vulnerabili.
Il cambiamento climatico di origine antropica sta aumentando la frequenza e l’intensità delle ondate di calore estreme, con importanti implicazioni per la salute della popolazione. Sebbene studi precedenti abbiano attribuito la mortalità legata al calore al cambiamento climatico durante singoli eventi, il contributo a lungo termine del riscaldamento di origine antropica al carico di mortalità urbana in tutta Europa rimane scarsamente quantificato.
Combinando l’attribuzione climatica probabilistica con le relazioni temperatura-mortalità specifiche per città ed età, loStudio “Heat-related urban mortality attributable to human-induced climate change in Europe from 2000 to 2025”, condotto da un team di ricercatori di diverse istituzioni di prestigio, in particolare l’Imperial College Londone laLondon School of Hygiene and Tropical Medicine(LSHTM), e pubblicata il 14 ottobre 2026 suNature Health, stima che in condizioni climatiche reali e controfattualidurante le estati dal 2000 al 2025 in 854 città europee di 27 paesi dell’UE, Regno Unito, Norvegia e Svizzera, ci sono stati 430.365 decessi legati al calore. 27 paesi dell’UE, Regno Unito, Norvegia e Svizzera
La percentuale di decessi stimati dovuti al caldo e attribuibili ai cambiamenti climatici di origine antropica mostra un netto aumento nel tempo,passando dal 39% nel 2000 al 68% nel 2025. Sebbene l’estate del 2003 rimanga la seconda estate più letale in termini assoluti, negli ultimi anni si sono registrate estati con un carico di mortalità previsto altrettanto elevato. Questi risultati dimostrano che i cambiamenti climatici di origine antropica hanno già notevolmente incrementato la mortalità prevista legata al caldo nelle città europee, sottolineando la necessità sia di una rapida riduzione delle emissioni sia di interventi di adattamento mirati a livello locale.
Riscaldamento locale in 854 città europee attribuibile ai cambiamenti climatici di origine antropica dal 2000 al 2025.
a. Temperature medie annuali estive (giugno-agosto) dal 1950 al 2025, calcolate come media sulle 854 città oggetto dello studio nei climi reale (rosso) e controfattuale (nero); l’area ombreggiata in grigio rappresenta l’intervallo di confidenza al 95% ottenuto tramite bootstrapping a blocchi, e l’area ombreggiata in giallo indica il periodo di studio (2000-2025).
b. Variazione media attribuibile delle temperature estive su tutte le 854 città, con le linee tratteggiate che indicano i casi in cui sono stati superati 1 °C e 2 °C. L’area ombreggiata in arancione rappresenta l’intervallo di confidenza al 95% ottenuto tramite bootstrapping a blocchi, e l’area ombreggiata in giallo indica il periodo di studio (2000-2025).
c . Variazione delle temperature medie estive nel 2025 attribuibile all’attività umana in ciascuna delle 854 città. Fonte: Nature Health, 2026
“La relazione tra temperature più elevate e un maggior numero di decessi correlati al caldo è ben consolidata e statisticamente solida– ha dichiaratoGaryfallos Konstantinoudis, Professore assistente presso il Grantham Institute dell’Imperial College di Londra e co-autore dello Studio –Ciò ci consente di modellare e prevedere con precisione il probabile impatto delle temperature estive sulla mortalità delle comunità in tutta Europa“.
In un altroStudio correlato(“Heat-related urban mortality attributable to human-induced climate change in Europe in summer 2026” ) pubblicato a breve sempre suNature Health, i ricercatori dell’Imperial and Londono School of Hygiene and Tropical Medicine(LSHTM), hanno calcolato che nelle stesse città prese in esame, i ricercatori hanno scopertoche l’estate del 2026 ha registrato il più alto numero di decessi legati al caldo dal 2000, quasi il doppio rispetto all’estate del 2022, quando circa 29.000 decessi sono stati attribuiti al caldo, e al 2003, quando il bilancio delle vittime si aggirava intorno ai 28.000.
Quasi un terzo dei decessi stimati per l’estate del 2026 si è verificatotra il 17 giugno e il 1° luglio, periodo in cui le temperature medie giornaliere nella regione sono state superiori dioltre 5°C rispetto alla media del periodo 1991-2020.
L’Europa meridionale e occidentale hanno registrato le temperature più elevate e i tassi di mortalità stimati più alti. L’Europa occidentale ha subito la maggiore anomalia termica, con temperature medie superiori di circa 2,9 °C rispetto alla media del periodo 1991-2020. In alcuni giorni, le temperature hanno raggiunto valori superiori di ben 12 °C rispetto alla media stagionale.
Inoltre, il caldo ha avuto un impatto considerevole anche su alcune zone del Nord Europa che storicamente hanno avuto estati più fresche. Nel Regno Unito, i ricercatori hanno stimato circa 4.500 decessi correlati al caldo nelle 135 aree urbane incluse nell’analisi. Gli anziani sono stati i più colpiti, ma i ricercatori hanno stimato che circa 6.000 dei decessi totali rilevati nello studio si siano verificati tra persone di età inferiore ai 65 anni.
“Quest’estate ci ha ricordato ancora una volta in modo drammatico che il cambiamento climatico è un problema che riguarda tutti– ha osservatoPierre Masselot, Professore associato, statistico ed epidemiologo presso la LSHTM e coautore di entrambi gli studi– Non sono più solo le regioni calde a soffrire: alcune zone dell’Europa occidentale e settentrionale stanno vivendo ondate di calore estreme e un carico di problemi di salute storicamente elevato. Questo sta colpendo l’intera popolazione, come dimostra l’elevato numero di decessi tra le fasce d’età più giovani. È sempre più evidente che le nostre città sono scarsamente adattate all’aumento delle temperature, ed è fondamentale intensificare i nostri sforzi di adattamento. Ciò significa raffreddare le città creando più spazi verdi, riducendo l’inquinamento e fornendo assistenza sanitaria alle popolazioni colpite“.
Per quantificare il ruolo del cambiamento climatico nell’analisi dell’estate 2026, i ricercatori hanno esaminato le temperature giornaliere registrate nelle 854 aree urbane tra il 1° giugno e il 31 agosto. Hanno utilizzato osservazioni meteorologiche e modelli climatici per confrontare le temperature del clima attuale, che ha visto un riscaldamento globale di circa 1,4 °C, con quelle previste in un ipotetico clima senza riscaldamento di origine antropica.
I due insiemi di temperature sono stati quindi combinati con i dati del precedente studio sulla relazione tra temperatura giornaliera e decessi per tutte le cause. Ciò ha permesso ai ricercatori distimare la mortalità legata al calore nelle condizioni effettivamente verificatesi e il numero di decessi che si sarebbero potuti verificare in un clima più freddo, in assenza di riscaldamento di origine antropica. La differenza tra le due stime è stata considerata come la mortalità attribuibile ai cambiamenti climatici.
“Questi dati ci ricordano in modo inequivocabile che le nostre estati più calde ed estreme stanno avendo un impatto sempre più grave sulla salute pubblica– ha conclusoClair Barnes, Ricercatrice di fenomeni meteorologici estremi e cambiamenti climatici presso l’Imperial College di Londra e autrice principale di entrambi gli studi –Questo rappresenta un ulteriore monito sia sull’urgente necessità di abbandonare rapidamente i combustibili fossili per rallentare il ritmo del cambiamento, sia sull’imperativo di attuare interventi mirati per proteggere coloro che sono più vulnerabili al peggioramento delle temperature estreme“.
Nel contesto dei due studi, l‘Italia emerge come uno dei paesi europei con il più alto e drammatico impattoin termini di mortalità urbana legata al riscaldamento globale antropico:
– insieme ad altri paesi dell’Europa meridionale e orientale, ha sopportato ilfardello epidemiologico stimato più pesantedell’intero continente nel corso dei 25 anni analizzati;
– èin cima alla classifica europea per decessi assoluti da caldo, registrando tra giugno e agosto 2026,13.303 morti in eccesso correlati al calore;
– di questi decessi estivi in Italia, gli scienziati hanno attribuito direttamente ben8.772 morti all’azione del cambiamento climatico antropico;
– A livello locale,Milano ha stabilito un primato criticocon ben317 decessi in eccessointeramente imputabili al riscaldamento globale, seguita da altre grandi aree metropolitane tra cuiRoma(164 decessi).



