Il Forum Disuguaglianze Diversità ha presentato un Documento che vuole essere un contributo al dibattito che si è appena aperto nel Paese e in Parlamento su come contenere le ricadute sociali ed economiche della crisi che si aperta a seguito dell’emergenza sanitaria indotta dal nuovo coronavirus.
Nella difficile situazione sanitaria, economica e sociale quale quella che il nostro Paese sta vivendo in queste settimane, c’è il rischio che si creino nuove disuguaglianze.
Per evitare tale pericolo, ilForum Disuguaglianze Diversità(Forum DD), un’Alleanzacostituitasi 2 annitra Associazioni e Ong e studiosi e ricercatori con l’obiettivo di avviare processi virtuosi per ridurre le disuguaglianze di ricchezza, di reddito e di lavoro, nell’accesso e nella qualità dei servizi essenziali e nella partecipazione alle decisioni, ha presentato il 16 marzo 2020, nelle ore di adozione del Decreto Legge#CuraItalia, ilDocumento“Una protezione sociale universale per affrontare subitol’emergenza. Proposte costruttive per il confronto in Parlamento e nel Paese”, che contiene delle proposte costruttive per contrastare l’emergenza economica e sociale indotta dalla pandemia del nuovo coronavirus.
Redatto dal coordinatore del Forum DD, l’ex-Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca e daCristiano Gori, Docente di politica sociale all’Università di Trento, il Documento parte dall’assuntoche lacrisi in atto non deve creare nuove disuguaglianze e far crescere rabbia e risentimento nelle persone, accrescendo e non riducendo la coesione sociale. Bisogna tutelare ogni persona a rischio, sia i garantiti, sia gli esclusi. Questo significa fare a un tempo cose diverse:
–salvaguardare i posti di lavoro, ogni volta che sia possibile;
–assistere chi perde l’occupazione;
–attenuare gli effetti che derivano dal temporaneo cambio di vita.
“Agire solo a tutela di alcune categorie d’individui, magari di quelli che hanno una voce più forte, sarebbe profondamente errato e ingiusto”.
Secondo requisito cruciale è chele misure adottate siano di attuazione semplice e tempestiva: intervenire
senza effetti certi e immediati, infatti, sarebbe fatale.
Il Governo sembra intenzionato a contrastare la creazione di nuove disuguaglianze
e ad agire con tempestività. La partita si gioca, dunque, sulla definizione
degli interventi da mettere in campo. L’esperienza
internazionale ci offre importanti spunti, invitandoci da subito ad adottare unapproccio universale, rivolto a
tutte le persone, e araggiungere
l’obiettivo utilizzando e adattando strumenti già a disposizione, che consentano sial’identificazione
e il supporto immediati dei beneficiarisia la possibilità didifferenziare le risposte in base alle
diverse esigenze di ognuno.
Le
proposte che il Governo sta sottoponendo al Parlamento e al Paese potranno
essere valutate alla luce di due criteri:
– il primo,abbracciare con lo sguardo
l’intera popolazione e distinguere al suo interno le
diverse categorie di persone colpite: da un lato,minori,inoccupatiepensionati, a seconda delle differenti
condizioni di partenza di ciascuno;
– dall’altro, glioccupati, ma cogliendo
anche qui i loro assai diversi gradi di vulnerabilità.
Per farlo, si suggerisce di individuare 4 categorie che tengono conto sia della natura dei rapporti di lavoro, sia della resilienza delle imprese. Per ognuna di queste categorie, individuare gli strumenti di welfare esistenti più adatti, modificandoli ed espandendoli in modo da adattarli alla situazione emergenziale.
Per il lavoro saltuario e irregolare (oltre 4 milioni di persone) solo l’espansione del Reddito di Cittadinanzaappare in grado di impedire l’impoverimento delle persone che perderanno il lavoro, esplorando così le ipotesi che prefiguriamo.
Per il lavoro dipendente o autonomo di piccole e medie imprese (oltre 3 milioni), appare necessario valutare sia l’adattamento della “Nuova assicurazione sociale per l’impiego” (NASpI), sia, di nuovo, l’espansione del Reddito di Cittadinanza.
Gli stessi due strumenti vanno presi in considerazione per il lavoro dipendente precario (diretto o indiretto) di piccole, medie e grandi imprese resilienti (fra 2 e 3 milioni), per cui l’efficacia di misure come la Cassa Integrazione è dubbia e controversa. Quest’ultimo strumento appare invece appropriato, insieme ad altri strumenti tradizionali, per il lavoro dipendente stabile o autonomo di piccole, medie e grandi imprese resilienti (fra 11 e 12 milioni).
I gravi rischi relativi a una di queste categorie, il “lavoro stabile di imprese resilienti”, stanno per essere affrontati espandendo le misure esistenti di Cassa integrazione guadagni.

Si invita ad uno sforzo collettivo affinché anchetutte le altre categorie, del lavoro e del non-lavoro, siano raggiunte, affinché per tutte si proceda partendo dall’impianto, dall’infrastruttura organizzativa e pratica, di misure esistenti, e comunque con procedure di assoluta semplicità e automaticità e che tutelino la dignità delle persone.
Secondo Forum DD, se il confronto in Parlamento e nel Paese si avvarrà di questo schema metodologico, i provvedimenti finali potranno essere giusti e sentiti e ognuno si sentirà accompagnato. Qualora ci fosse la necessità di prendersi dei giorni in più, esiste il modo di combinare tempestività e robustezza dell’azione:si approvino subito i principi e la logica complessiva di una risposta a carattere universale, e si utilizzi quei pochi giorni in più per i dettagli da cui dipendono robustezza ed efficacia dell’azione complessiva.
In tanta preoccupazione e cupezza, sottilinea Forum DD, questo atto rappresenterebbe una rottura positiva, in linea con l’orgoglio che il Paese sta mostrando per la scelta compiuta di mettere la salute al primo posto.
“Sarebbe un segnale che lo stesso Stato che ti ‘chiude in casa’ è davvero consapevole delle conseguenze che ne derivano per la tua vita ed è attrezzato ad aiutarti ad affrontarle. Chiunque tu sia”.
