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Investimenti verdi UE: la tassonomia che verrà adottata a fine 2020

Dopo la pubblicazione del Rapporto finale sulla tassonomia del gruppo di esperti sulla finanza sostenibile che dovrà servire per individuare i “veri” investimenti verdi, la Commissione UE adotterà entro l’anno i criteri per le attività che contribuiscono alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, come previsto dalla roadmap del Green Deal europeo. Avviata la Consultazione per la modifica della Direttiva sul reporting ambientale e sociale delle imprese.

Il gruppo di esperti tecnici (TEG) sulla finanza sostenibile, composto da 35 membri della società civile, del mondo accademico, delle imprese e del settore finanziario, dopo 20 mesi di lavoro e diverse consultazioni sulle raccomandazioni iniziali, ha pubblicato:
– il Rapporto tecnico con le raccomandazioni finali alla Commissione UE sulla tassonomia ovvero su un sistema unificato di classificazione delle attività economiche e dei criteri di rendimento coerenti con l’impegno dell’Europa di ridurre le emissioni nette di carbonio entro il 2050 e di costruire la resilienza ai cambiamenti climatici;
– la Green Bonds Guide, collegata al Rapporto, che propone uno standard volontario di obbligazioni verdi per permettere agli emittenti di allinearsi alle migliori pratiche di mercato e agli investitori di individuare agevolmente gli investimenti verdi ovvero che rispettano i criteri ambientali o di basse emissioni di carbonio.

Questi rapporti ci forniscono l’input per sviluppare gli standard finali per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici – ha commentato il Vice-presidente esecutivo della Commissione UE responsabile dell’Economia, Valdis Dombrovskise ci aiuteranno a definire gli standard per i green bond UE”.

C’è da osservare che l’intervento del TEG avviene dopo che la nuova Commissione von der Leyen ha annunciato i piani di investimento per il Green Deal europeo e per l’obiettivo UE zero netto al 2050, che si riflettono ovviamente nelle raccomandazioni proposte.

Oltre a tentare di eliminare il “greenwashing” nel settore finanziario, la tassonomia, se pienamente adottata, potrebbe avere un impatto significativo, inviando il segnale che l’UE riconosce l’urgenza e il ruolo del settore finanziario nel realizzare una transizione verso un futuro neutrale e resiliente alle emissioni di anidride carbonica, fornendo al contempo un elenco di opportunità di investimenti “verdi” su determinati settori che rappresentano nell’insieme il 93% delle emissioni totali dell’UE (energia, trasporti, agricoltura, manifattura, ICT ed edilizia ) che creeranno nuovi posti di lavoro.

In base alla tassonomia proposta le attività economiche per essere definite “green” dovranno soddisfare specifici parametri (technical screening criteria):
dare un contributo “sostanziale” ad almeno uno dei 6 obiettivi ambientali stabiliti (mitigazione cambiamenti climatici, adattamento cambiamenti climatici, sostenibilità e protezione dell’acqua e delle risorse marine, transizione verso l’economia circolare, prevenzione e controllo dell’inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi);
non arrecare un danno significativo agli altri 5 obiettivi;
– soddisfare i requisiti minimi di sicurezza, come, ad esempio, le Linee guida dell’OCSE sulle imprese e i Principi guida delle Nazioni unite su imprese e diritti umani.

Contestualmente, il TEG ha pubblicato un Allegato contenente un elenco aggiornato di criteri di screening per le attività economiche che possono contribuire in modo sostanziale alla mitigazione o adattamento ai cambiamenti climatici, compresa una valutazione di danni significativi ad altri obiettivi ambientali.

Per i gestori patrimoniali come noi stessi – ha dichiarato Helena Viñes Fiestas, a Capo del settore Sostenibilità presso BNP Paribas Asset Management e membro del TEG – la tassonomia diventerà uno strumento prezioso per aiutarci a costruire i nostri portafogli verdi e interagire con le società, consentendo una rendicontazione coerente sulla percentuale di ciascun fondo che può essere considerata sostenibile, facilitando il confronto tra ‘mele e mele’ per gli investitori finali”.

La Commissione UE svilupperà ora gli strumenti giuridici (atti delegati) per rendere effettivi i criteri di tassonomia per le attività che contribuiscono alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, che dovrebbero essere adottati entro il 2020 ed entrare in vigore alla fine del 2021, mentre quelli per gli altri quattro obiettivi ambientali dovrebbero invece essere adottati da Bruxelles alla fine del 2021 per entrare in vigore l’anno successivo. La Commissione prevede di includere altre attività economiche nella tassonomia attraverso una nuova piattaforma sulla finanza sostenibile , che dovrebbe essere operativa entro la fine del 2020.

Quanto ai Green bond, il rapporto del TEG sarà utilizzato per qualsiasi tipo di strumento obbligazionario o di debito del mercato dei capitali, quotato o non quotato, da parte di qualsiasi emittente pubblico o privato, e come base per la definizione di uno standard UE in materia, nell’ambito della nuova Strategia per la finanzia sostenibile che, come previsto dalla roadmap del Green deal europeo, sarà presentata nel terzo trimestre del 2020.

La Commissione UE si è impegnata a rivedere nel 2020 la Direttiva 2014/95/UE sulle comunicazioni non finanziarie da parte di talune imprese e gruppi sulle politiche adottate e i risultati ottenuti in materia ambientale e sociale,come parte della Strategia per rafforzare le basi per investimenti verdi. A tal fine è in corso una pubblica Consultazione (scadenza 14 maggio 2020) tramite risposte ad un questionario online di 45 domande, riconducibili alle principali problematiche, riguardanti 8 ambiti: qualità e perimetro delle informazioni non finanziarie da divulgare; standardizzazione; applicazione del principio di materialità; assurance; digitalizzazione; struttura e collocazione delle informazioni non finanziarie; personale scope (per il quale le società dovrebbero divulgare); semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi per le società.  



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