2 Dicembre 2021
Biodiversità e conservazione Flora

Foreste del mondo: la biodiversità dipende dal modo con cui le utilizziamo

Secondo l’ultima edizione del rapporto sullo Stato delle Foreste nel Mondo (SOFO 2020), presentato in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, è necessario intervenire con urgenza per tutelare la biodiversità delle foreste del mondo, visti gli allarmanti tassi di deforestazione e degrado.

La conservazione della biodiversità nel mondo dipende totalmente dal modo in cui interagiamo e utilizziamo le foreste del mondo. È necessaria un’azione urgente per salvaguardare la biodiversità delle foreste del mondo tra tassi allarmanti di deforestazione e degrado.

Il messaggio è contenuto nel RapportoThe State of the World’s Forests 2020. Forests, biodiversity and people” (SOFO 2020), che FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) e UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) hanno presentato il 22 maggio 2020, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità.

Il Rapporto che si è avvalso del contributo tecnico del Centro di monitoraggio della conservazione mondiale delle Nazioni Unite (UNEP- WCMC), sottolinea che dal 1990 sono stati persi circa 420 milioni di ettari di foreste a causa della conversione ad altri usi del suolo, al ritmo di circa 10 milioni di ettari all’anno, anche se il tasso di deforestazione negli ultimi tre decenni è diminuito, come ha rilevato il FRA 2020Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali”, presentato il 7 maggio 2020 dalla FAO.

La deforestazione e il degrado delle foreste continuano a verificarsi a ritmi allarmanti, il che contribuisce in modo significativo alla continua perdita di biodiversità“, scrivono nella Prefazione il Direttore generale della FAO, Qu Dongyu e il Direttore esecutivo dell’UNEP, Inger Andersen.

La drammatica crisi socio-sanitaria indotta COVID-19 che l’umanità tutta sta sperimentando ha messo a fuoco l’importanza di conservare e utilizzare in modo sostenibile la natura, riconoscendo che la salute delle persone è legata alla salute degli ecosistemi.

Pertanto, la protezione delle foreste è fondamentale in quanto ospitano la maggior parte della biodiversità terrestre della Terra, con 60.000 diverse specie di alberi, l’80% delle specie di anfibi, il 75% delle specie di uccelli e il 68% delle specie di mammiferi terrestri.

Il Rapporto presenta una panoramica completa della biodiversità delle foreste, comprese le mappe del mondo che rivelano dove le foreste ospitano ancora ricche comunità di fauna e flora, come le Ande settentrionali e parti del bacino del Congo, e dove, purtroppo, sono andate perdute.

I 10 Paesi con la superficie forestale più ampia

Nel SOFO 2020 è contenuto uno studio speciale del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE, e del Servizio forestale degli Stati Uniti, che ha rilevato 34,8 milioni di lembi di foreste nel mondo, di dimensioni variabili da 1 ettaro a 680 milioni di ettari, che avrebbero bisogno di massicci interventi di bonifica per essere ricollegati.

Negli ultimi 25 anni, il JRC ha sviluppato metodi per monitorare la deforestazione tropicale e il degrado delle foreste europee, come il Forest Information System for Europe, il Regional Forest Observatories in Africa and Southeast e il Progetto pilota Forest Roadless la cui mappatura mostra le aree forestali con un alto rischio di deforestazione l’anno previsto di scomparsa delle foreste pluviali primarie in tutto il mondo.

Di recente, ricercatori britannici hanno pubblicato su Nature Communications uno Studio secondo cui i grandi ecosistemi mondiali potrebbero collassare più velocemente di quanto si pensasse, tanto che la foresta amazzonica per effetto della rapida deforestazione potrebbe morire in 49 anni.

Milioni di persone in tutto il mondo dipendono dalle foreste per la loro sicurezza alimentare e mezzi di sussistenza. Le foreste offrono oltre 86 milioni di posti di lavoro verdi. Tra coloro che vivono in estrema povertà, oltre il 90% dipende dalle foreste per il cibo, legna da ardere o parte dei loro mezzi di sussistenza. Nella sola America Latina ben 8 milioni di individui dipendono dalla foreste.

Mentre la FAO e l’UNEP si preparano a guidare il decennio delle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi dal 2021 e mentre i Paesi stanno considerando un quadro globale sulla biodiversità per il periodo 2021-2030 verso la perdita zero, Qu e Andersen hanno entrambi espresso il loro impegno per una maggiore cooperazione globale per ripristinare ecosistemi degradati e danneggiati, combattere i cambiamenti climatici e salvaguardare la biodiversità.

Per invertire la tendenza alla deforestazione e alla perdita di biodiversità, abbiamo bisogno di un cambiamento trasformativo nel modo in cui produciamo e consumiamo cibo – si legge ancora nella prefazione – Dobbiamo anche conservare e gestire foreste e alberi all’interno di un approccio paesaggistico integrato e dobbiamo riparare i danni causati dagli sforzi di ripristino delle foreste“.

In copertina: Un pescatore nel lago di Gede Pangrango in Indonesia.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.