26 Settembre 2021
Energia Infrastrutture e mobilità Territorio e paesaggio

Trasporti: in Italia vanno soprattutto a petrolio

Dal Rapporto statistico del GSE emerge che ben il 92% dei consumi finali del settore trasporti è ancora coperto dalle fonti fossili, nonostante il trend in calo.

Il GSE ha messo on line il RapportoEnergia nel settore dei Trasporti”, il documento che ricostruisce e descrive  – sulla base di dati statistici e di monitoraggio ufficiali armonizzati a livello europeo – le componenti dei consumi energetici nel settore dei trasporti in Italia e le principali dinamiche rilevate nel corso dell’ultimo decennio. (2005-2017).

Dal Rapporto si evidenzia come in Italia il settore concentri circa un terzo dei consumi energetici complessivi del Paese (38 Mtep su 115), e il contributo principale è fornito dai prodotti petroliferi (92% dei consumi finali del settore), di cui il 60% è costituito da diesel, nonostante il trend di progressiva contrazione (i consumi settoriali sono diminuiti del 15% rispetto al 2005). In realtà, nel periodo considerato si è ridotto solo il consumo di prodotti petroliferi (-8,6 Mtep, per una variazione pari a -20%). La diminuzione ha interessato principalmente il diesel/gasolio (2,8 Mtep in meno, per una variazione pari a -12%) e soprattutto le benzine (-6,8 Mtep,per una variazione pari a -48%).

Tutte le altre fonti e gli altri prodotti energetici destinati ai trasporti, invece, tra il 2005 e il 2017 mostrano trend di crescita piuttosto evidenti. Tra le fonti fossili emerge ad esempio il consumo di GPL (+62%) e del gas naturale (da 380 a 1.064 ktep: +180%); i consumi elettrici complessivi (ferrovie, autoveicoli elettrici, tram, metropolitane, ecc.) sono invece aumentati del 15% (da 853 a 979 ktep). Ancora più evidente risulta la crescita dei biocarburanti, favorita da meccanismi pubblici di sostegno che obbligano i soggetti che immettono in consumo benzina e gasolio a rispettare una percentuale minima di miscelazione con biocarburanti, crescente negli anni. La variazione rispetto al 2005, in cui il fenomeno era appena apprezzabile, è pari a +501%.

Guardando alle modalità, invece, i consumi maggiori sono associati ai trasporti su strada (83% del totale), seguiti dall’aviazione (oltre 11%).

La riduzione tendenziale dei consumi energetici del settore dei trasporti, pur rilevante (-15% rispetto al 2005), rimane comunque inferiore a quella registrata dai consumi finali complessivi di energia dell’intera economia (-16%) che, secondo il GSE, ha risentito in misura maggiore degli effetti della crisi economica.

Peraltro, in precedenza, nel Rapporto di monitoraggio degli obiettivi UE al 2020 per l’uso delle rinnovabili, il GSE aveva indicato che nel settore trasporti in Italia nel 2017 la quota dei consumi coperta da FER è risultata pari al 6,5%, in flessione rispetto al dato 2016 e inferiore di 1,5 punti percentuali rispetto al dato previsto dal Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili (PAN) e trasmesso dall’Italia alla Commissione UE nel  2010, che prevede il conseguimento del 10% di energie rinnovabili utilizzate dal settore al 2020.

Un capitolo del Rapporto è dedicato alla presentazione in anteprima dei dati sui biocarburanti immessi in consumo in Italia nel 2018, articolati per materie prime e Paesi di produzione, nel corso del quale, sono stati consumati poco più di 1,4 milioni di tonnellate di biocarburanti, quasi esclusivamente costituiti da biodiesel (97%), in deciso aumento rispetto all’anno precedente (+18%), mentre l’incidenza di bio-ETBE (bio-eteri corrispondenti per la benzina di quello che il bio-diesel è per il gasolio) è assai più contenuta (2,6%) e quella di bioetanolo e biometano è ancora più limitata.

La tabella di seguito mostra la distribuzione dei biocarburanti sostenibili immessi in consumo in Italia nel 2018 per materia prima; tale classificazione consente di distinguere tra biocarburanti single counting e double counting (quelli ottenuti a partire da rifiuti, residui, materie cellulosiche di origine non alimentare e materie ligneo-cellulosiche, per i quali si considera un contenuto energetico doppio sia ai fini del calcolo dell’obiettivo stabilito dalla Direttiva per il settore Trasporti sia ai fini degli obblighi di immissione in consumo per i fornitori di benzina e gasolio), e, tra questi ultimi, tra biocarburanti avanzati e non avanzati. Nei prossimi anni, il GSE prevede un considerevole incremento di consumi di biometano nei trasporti, per il dispiegarsi degli effetti del DM 2 marzo 2018 di promozione del biometano (con particolare riferimento al biometano avanzato) ed altri biocarburanti avanzati.

Resta il fatto, comunque, che i trasporti in Italia sono ancora fortemente dipendenti dai carburanti fossili e se si vuole agire in modo efficace sul clima e invertire la rotta dei cambiamenti climatici, è necessario agire velocemente sul settore, responsabile del 28% delle emissioni totali con azioni concrete e mirate per la sua decarbonizzazione, come  un nutrito gruppo di associazioni (LegambienteWWF ItaliaGreenpeace ItaliaKyoto ClubCittadini per l’Aria e Transport & Environment) ha recentemente richiesto al Governo italiano.

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