Energia

Reti elettriche: dai buoni propositi alle azioni concrete

Un nuovo Rapporto di DNV, basato sulle opinioni di 171 manager del settore elettrico mondiale, evidenzia che le utility stanno passando da una fase di pianificazione e ambizione ad una di stretta esecuzione delle infrastrutture, identificando la burocrazia e le autorizzazioni come il vero collo di bottiglia della transizione energetica.

Il principale ostacolo alla transizione energetica non è più la mancanza di capitali o di tecnologie, ma la capacità di esecuzione, rallentata da ritardi nelle autorizzazioni, colli di bottiglia infrastrutturali, carenza di manodopera specializzata e complessità operativa.

Lo evidenzia il nuovoRapporto“Electric Grid Insights 2026” diDNV, Ente di certificazione e Società di consulenza leader a livello globale, che evidenziacome le utility stiano passando dalla fase di pianificazione strategica a quella di esecuzione concreta per modernizzare le reti elettriche.

La rete elettrica è diventata al contempo la spina dorsale della transizione energetica e uno dei suoi maggiori limiti. Con l’accelerazione dell’elettrificazione, l’espansione della produzione da fonti rinnovabili e la continua crescita della domanda proveniente da fonti come i data center,le aziende di servizi pubblici sono sottoposte a una pressione crescente per modernizzare le infrastrutture obsolete, mantenendo al contempo affidabilità, sicurezza e prezzi accessibili.

Il Rapporto, basato sulle opinioni espresse da171 professionisti del settore dell’energia elettricarivelano un settore che rimane fiducioso nella crescita, ma sempre più concentrato sull’esecuzione. Gli impegni di investimento restano solidi, tuttavia le organizzazioni citano la predisposizione delle infrastrutture, i ritardi nelle autorizzazioni, la carenza di manodopera, le pressioni finanziarie e la crescente complessità operativa come fattori che potrebbero rallentare i progressi. Ilsuccesso non è più determinato solo dall’ambizione, ma dalla capacità di realizzare progetti in modo efficiente e su larga scala.

Emergono3 principali segnali.
1. La rete ha sostituito la generazione come collo di bottiglia del sistema. Tra gli intervistati vi è un ampio consenso sul fatto che le infrastrutture obsolete e la lentezza nelle procedure di autorizzazione rappresentino oggi alcuni dei principali ostacoli all’integrazione delle rinnovabili e all’elettrificazione:
– il91%concorda sul fatto che vi sia un’urgente necessità di maggiori investimenti nella rete elettrica;
– il74%afferma che l’invecchiamento delle infrastrutture di rete rappresenta un ostacolo significativo per le energie rinnovabili;
– l’83%ritiene che la riforma delle autorizzazioni e delle licenze sia fondamentale;
– il74%afferma che i responsabili politici sottovalutano la complessità della rete.

2.La sicurezza e l’affidabilità energetica sono priorità al pari della decarbonizzazione. Il settore sta adottando un approccio più pragmatico, volto a realizzare sistemi elettrici sicuri, accessibili e più puliti, anziché considerare la decarbonizzazione come un obiettivo a sé stante:
– il54,4%dei professionisti del settore ritiene prioritario l’investimento nella capacità e nellamodernizzazione delle reti,;
– il42,1%considera il potenziamento dell’accumulo di energiae delle batterie;
– il33,3%reputa necessario incrementare lagenerazione rinnovabile;
– il22,2%indica il miglioramento dellasicurezza informatica;
–solo il 7,6%ritiene opportunorallentare la transizione energetica.

3.La digitalizzazione e la resilienza stanno diventando infrastrutture fondamentali. I dati, i software e la resilienza informatica sono sempre più considerati elementi integranti delle prestazioni della rete. Gli strumenti digitali non sono più visti come risorse di supporto, bensì come capacità essenziali per la gestione di sistemi più complessi e interconnessi:
.- il72%nei prossimi tre anni farà ricorso a soluzioni basate sull’intelligenza artificiale;
– il 77% nell’ultimo anno ha intensificato l’attenzione verso la digitalizzazione;
– il 78% nel del prossimo anno darà priorità al miglioramento della qualità e della disponibilità dei dati;
– il 79% riconosce che l’uso avanzato dei dati sta cambiando il modo in cui lavora.

Implicazioni per gli stakeholder della rete elettrica (indicazioni pratiche)
1.Dare priorità alla realizzabilità, non solo alle ambizioni. Il settore segnala che la riforma delle procedure autorizzative e una maggiore consapevolezza da parte dei decisori politici sono fattori cruciali, tanto quanto la disponibilità di capitale.

2.Considerare lo stoccaggio e la flessibilità come infrastrutture di rete fondamentali. Per le aziende del settore elettrico, lo stoccaggio rappresenta sia uno strumento di sicurezza che un ambito prioritario di investimento.

3.Prepararsi a gestire connessioni controverse e code per nuovi carichi. Quasi la metà degli intervistati nel settore elettrico ritiene che i data center stiano rallentando il progresso; l’ETO (Energy Transition Outlook) evidenzia, inoltre, i dilemmi emergenti legati alla definizione delle priorità.

4.Modernizzare i sistemi di controllo, la gestione dei dati e la sicurezza informatica parallelamente all’espansione delle infrastrutture fisiche. La digitalizzazione e la cibersicurezza rappresentano priorità di investimento di primo piano, in linea con l’esigenza, sottolineata dall’ETO, di aggiornare sia l’hardware che il software.

5.Correlare lo stato di salute degli asset alla pianificazione degli investimenti. Utilizzare informazioni coerenti su condizioni, criticità e rischi per stabilire le priorità di manutenzione e sostituzione, basandosi sull’impatto sul sistema anziché sulla sola età dell’asset.

6.Integrare le decisioni relative agli asset con quelle di pianificazione. Combinare la gestione delle prestazioni degli asset (Asset Performance Management), le valutazioni degli impianti e l’analisi della distribuzione per comprendere il profilo di rischio attuale, la capacità effettivamente utilizzabile e le necessità di investimento future.

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