Un Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) offre un’analisi dettagliata sull’impatto occupazionale delle tecnologie per l’energia pulita in Europa, concentrandosi in particolare su quattro settori chiave: eolico, solare fotovoltaico, pompe di calore e batterie. La transizione verso la neutralità climatica sta ridisegnando le catene del valore industriali e i mercati del lavoro europei, offrendo grandi opportunità ma esponendosi anche a carenze di competenze e di inclusione.
Le tecnologie per l’energia pulita stanno creando centinaia di migliaia di posti di lavoro in tutta l’Unione europea, ma la persistente carenza di lavoratori qualificati rischia di rallentare la crescita futura, mentre al contempo il settore dell’energia pulita si trova ad affrontare sfide in termini di inclusione, con una sottorappresentazione di donne e giovani.
Lo sottolinea l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) che, in occasione di un Convegno organizzato a Bruxelles il 9 settembre 2026, in collaborazione con il Comitato economico e sociale europeo (CESE), che ha riunito ricercatori e organizzazioni della società civile per discutere di come la transizione dell’Europa verso la neutralità climatica stia cambiando il funzionamento del continente e il suo panorama occupazionale, ha presentato ilRapporto “Clean energy technologies in the European Union. Implications for quality jobs, skills and a just transition” (Tecnologie per l’energia pulita nell’Unione europea: implicazioni per la qualità del lavoro, le competenze e una transizione equa),
Il Rapporto fornisce unavalutazione delle implicazioni occupazionali di alcune tecnologie per l’energia pulita nell’UE, con particolare attenzione all’energia eolica, alfotovoltaico, allepompe di caloree allebatterie, e analizza letendenze occupazionali, lacomposizione della forza lavoro, lacarenza di competenzee laqualità del lavoro, ed esploracome le politiche possano sostenere un settore delle tecnologie pulite competitivo, promuovendo al contempoun’occupazione di qualità e risultati inclusivi nel mercato del lavoroin tutta l’Unione europea.

Tra le tecnologie valutate, l’energia eolica è il settore che impiega il maggior numero di persone, con circa 273.500 posti di lavoro diretti stimati nell’UE nel 2023, di cui il 77% nel segmento delle attività a valle (manutenzione, contrattualistica energetica e amministrazione delle vendite), seguito dal settore manifatturiero.
Nel 2023, la tecnologia solare fotovoltaica (FV) ha impiegato direttamente oltre 227.000 persone, circa la metà nelle attività operative e il 36% nel segmento della catena del valore delle costruzioni (che comprende attività come lavori infrastrutturali, preparazione del sito e connessione alla rete), sebbene la produzione di impianti fotovoltaici nell’UE rimanga limitata.
Il settore delle pompe di calore nel 2023 impiegava circa 80.100 lavoratori, principalmente nel segmento delle costruzioni (65%), e presenta un significativo potenziale di ulteriore crescita in tutta l’UE.ù
Il settore delle batterie, sebbene più piccolo con circa 33.000 lavoratori, ha registrato la crescita occupazionale più rapida tra le quattro tecnologie tra il 2018 e il 2023, con la maggior parte dei posti di lavoro concentrati nella produzione, mentre la ricerca e lo sviluppo rimangono fondamentali per le tecnologie di prossima generazione.


Numero di persone direttamente impiegate in specifiche tecnologie per l’energia pulita nell’UE-27 nel 2023 e crescita annua tra il 2010 e il 2023
La mappa dei lavori nel settore delle tecnologie pulizie
All’interno dell’UE, l’occupazione nel settore delle tecnologie pulite è distribuita in modo disomogeneo. LaGermaniadetiene la quota maggiore in termini assoluti dioccupati nei settori dell’energia eolica(125.000 posti di lavoro nel 2023), del fotovoltaico (quasi 84.000 posti di lavoro) e dellebatterie(12.300 posti di lavoro), pur non rappresentando la quota maggiore dell’occupazione totale. Portogallo, Spagna eItaliasonoin testa per numero di occupati nel settore delle pompe di calore, mentre Ungheria e Polonia mostrano la crescita occupazionale più rapida nel settore delle batterie.
Il rapporto rileva che tale concentrazione riflette spesso i punti di forza industriali e le competenze preesistenti. Una distribuzione disomogenea potrebbe accentuare le disparità regionali, a meno che le politiche non garantiscano una partecipazione più ampia in tutti i territori.
I lavori nelle tecnologie pulite dovrebbero essere lavori inclusivi
Il rapporto rileva che l’espansione dei posti di lavoro nel settore delle energie pulite non si traduce automaticamente in mercati del lavoro inclusivi.La partecipazione femminile varia dal 26% nel settore eolico e delle batterie al solo 14% nel settore delle pompe di calore, mentre igiovani lavoratori(di età compresa tra 15 e 24 anni)rappresentavano solo il 6-7% della forza lavoro nei settori eolico, fotovoltaico e delle pompe di calore nel 2023.

Lacarenza di competenzeminaccia la diffusione delle tecnologie per l’energia pulita e la maggior parte degli Stati membri segnala lacune nei ruoli tecnici critici relativi all’installazione e alla costruzione. È necessaria un’azione politica coordinata per ampliare la formazione, la riqualificazione e la disponibilità di forza lavoro su larga scala.
La qualità del lavoro varia notevolmente anche tra le diverse tecnologie e i segmenti della catena del valore.
Isalari nel settore delle pompe di calore sono inferiori di circa il 40% rispetto a quelli del settore eolico, il più remunerativo dei quattro. Iruoli operativi e di manutenzione, più comuni nell’energia eolica, tendono a offrire un’occupazione stabile e un maggiore accesso alla formazione. I ruoli di costruzione e installazione nel settorefotovoltaicoe dellepompe di caloresono più legati a progetti specifici,più esposti a rischi fisici come temperature estreme e offrono minori opportunità di formazione.
L’impatto della produzione di batterie sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché sulle comunità locali e sull’ambiente, rimane una fonte di costante preoccupazione.
Quadro politico
L’UE ha messo in atto un quadro politico sempre più favorevole per rafforzare la produzione di tecnologie pulite, accelerarne la diffusione e affrontare le strozzature industriali. Questo include ilClean Industrial Deal, ilNet-Zero Industry Act, la proposta di leggeIndustrial Accelerator ActeAccelerateEU,insieme a una serie di strumenti finanziari e iniziative mirate, come laStrategia Battery Boosterche sostiene l’ampliamento della capacità produttiva di batterie nell’UE.
Il Rapporto dell’EEA sollecitaun’azione politica coordinata per ampliare la formazione e la riqualificazione professionale, unitamente al miglioramento della qualità del lavoro, al fine di attrarre e trattenere i lavoratori in un settore che si trova ad affrontare una grave carenza di manodopera.
