Economia e finanza

Clean Industrial Deal: per decarbonizzazione e competitività

La Commissione UE ha presentato il Clean Industrial Deal, il pacchetto di norme per un cambiamento importante per le aziende dell’UE, in particolare nei settori ad alta intensità energetica. L’obiettivo è di semplificare i processi normativi e promuovere un mercato per le tecnologie pulite, attraverso misure per rendano più semplice la pianificazione, l’autorizzazione e le gare d’appalto, supportate da investimenti sostanziali in energia rinnovabile, reti di idrogeno, infrastrutture di trasporto di CO2 e sistemi energetici digitalizzati. Per trovare i fondi si punta su una nuova banca per la decarbonizzazione e sul contributo dei privati. Tra gli obiettivi anche la riduzione del prezzo dell’energia e una massiccia semplificazione normativa.

La Commissione UE ha adottato il 26 febbraio 2025 laComunicazioneThe Clean Industrial Deal: A joint roadmap for competitiveness and decarbonisation”,un ambizioso Piano persostenere la competitività e la resilienza dell’industria europea, accelerando sulla decarbonizzazione e garantendo al contempo il futuro della produzione manifatturiera.

Abbiamo bisogno di un nuovo patto per l’industria pulita nei primi 100 giorni del mandato per garantire imprese competitive e posti di lavoro di qualità-aveva annunciato Ursula von der Leyen, presentando lo scorso luglio al Parlamento europee le Linee Programmatiche per il 2024-2029 –Tributeremo la massima attenzione al sostegno e alla creazione delle giuste condizioni per le imprese, affinché siano in grado di conseguire gli obiettivi comuni. In questo modo creeremo le condizioni per conseguire l’obiettivo di ridurre le emissioni del 90 % da qui al 2040, che proporremo di inserire nella normativa europea sul clima. In ogni fase opereremo di concerto con l’industria, le parti sociali e tutti i portatori di interessi. Presenteremo una normativa per accelerare la decarbonizzazione industriale al fine di sostenere le industrie e le imprese nella transizione. Ciò permetterà di indirizzare gli investimenti verso le infrastrutture e l’industria, e in particolare verso i settori ad alta intensità energetica. Garantirà un sostegno ai mercati europei di punta per lo sviluppo, la produzione e la diffusione di tecnologie pulite nell’industria, contribuendo altresì ad accelerare le relative fasi della pianificazione, delle gare d’appalto e delle procedure autorizzative”.

Il piano industriale per decarbonizzare, reindustrializzare e innovare
L’accordo si concentra principalmente su2 settori strettamente collegati: leindustrie ad alta intensitàenergeticae letecnologie pulite.

– Industrie ad alta intensità energetica, in quanto necessitano di un supporto urgente per decarbonizzare ed elettrificare. Ilsettore deve far fronte a costi energetici elevati, concorrenza globale sleale e normative complesse, che ne danneggiano la competitività.

– La tecnologia pulita è al centro della competitività e della crescita future, nonché cruciale per la trasformazione industriale. Anche lacircolarità è un elemento centrale dell’accordo, in quanto dobbiamomassimizzare le risorse limitate dell’UEeridurre le dipendenze eccessive dai fornitori di materie prime di paesi terzi.  

L’accordo presentamisure che rafforzano l’intera catena del valore, fungendo da quadro per adattare l’azione in settori specifici. La Commissione presenterà unPiano d’azione per l’industria automobilistica a marzo e unPiano d’azione per l’acciaio e i metalli in primavera. Sono previstealtre azioni su misura per l’industria chimica e delle tecnologie pulite.

La comunicazione individua ifattori trainanti che consentiranno all’industria di avere successo nell’UE:
Costi energetici inferiori. L’energia accessibile è il fondamento della competitività. Pertanto, la Commissione ha contestualmente adottato unPiano d’azione sull’energia accessibileper ridurre le bollette energetiche per industrie,aziende e famiglie. L’atto legislativo accelererà l’implementazione dell’energia pulita e dell’elettrificazione, completerà il mercato interno dell’energia con interconnessioni fisiche e utilizzerà l’energia in modo più efficiente, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili importati.  

– Aumentare la domanda di prodotti puliti.L’Industrial Decarbonisation Accelerator Act aumenterà la domanda di prodotti puliti realizzati nell’UE, introducendo criteri di sostenibilitàresilienzaemade in Europe negli appalti pubblici e privati.  Con la revisione del Public Procurement Framework (GPP) nel 2026, la Commissione UE introdurrà criteri di sostenibilità, resilienzaepreferenza europea negli appalti pubblici per i settori strategici.

L’Industrial Decarbonisation Accelerator Actlancerà anche un’etichetta volontaria di intensità di carbonio per i prodotti industriali, apartire dall’acciaio nel 2025, seguito dalcemento. La Commissione semplificherà e armonizzerà le metodologie di contabilizzazione del carbonio. Queste etichette informeranno i consumatori e consentiranno ai produttori di raccogliere un premio sui loro sforzi di decarbonizzazione.

– Finanziare la transizione pulita.Nel breve termine, ilClean Industrial Dealmobiliterà oltre 100 miliardi di euro per sostenere la produzione pulita made in EU. Tale importo include un ulteriore miliardo di euro di garanzie nell’ambito dell’attualeQuadro finanziario pluriennale.

Inoltre, la Commissione:
– adotterà un nuovo quadro di aiuti di Stato (Clean Industrial Deal), consentendo un’approvazione semplificata e più rapida delle misure di aiuti di Stato per l’implementazione delle energie rinnovabili, l’implementazione della decarbonizzazione industriale e la garanzia di una capacità produttiva sufficiente di tecnologie pulite;
– rafforzerà il Fondo per l’innovazione e proporrà una Banca per la decarbonizzazione industriale, puntando a un finanziamento di 100 miliardi di euro , sulla base dei fondi disponibili nel Fondo per l’innovazione, delle entrate aggiuntive derivanti da parti dell’ETS e della revisione di InvestEU;
– modificherà il regolamento InvestEU per aumentare la capacità di assunzione del rischio, mobilitando fino a 50 miliardi di euro in investimenti privati ​​e pubblici aggiuntivi, tra cuitecnologie pulite,mobilità pulitaeriduzione dei rifiuti.

Il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) lancerà anche una serie dinuovi strumenti finanziariconcreti per supportare il Clean Industrial Deal:
– un “Grids manufacturing package” per fornire controgaranzie e altro supporto per la riduzione del rischio ai produttori di componenti di rete;
– un programma pilota congiunto Commissione europea-BEI di controgaranzie per iPower Purchase Agreement(PPA) intrapresi da PMI e industrie ad alta intensità energetica;
–  unCleanTech guarantee Facilitynell’ambito del programma Tech EU supportato da InvestEU.

Circolarità e accesso ai materiali
Lematerie prime critiche sono essenziali per la nostra industria. L’UE deve quindi garantire l’accesso a tali materiali e ridurre l’esposizione a fornitori inaffidabili. Allo stesso tempo, porrà la circolarità al centro della strategia di decarbonizzazione per aiutare a massimizzare le risorse limitate dell’UE. La Commissione pertanto:
– Istituiràun meccanismo che consenta alle aziende europee di unirsi e aggregare la lorodomanda di materie prime essenziali;
– istituirà un EU Critical Raw Material Centre per acquistare congiuntamente materie prime per conto delle aziende interessate, creando economie di scala e offrendo maggiore leva per negoziare prezzi e condizioni migliori;
– adotterà un Circular Economy Act nel 2026 per accelerare la transizione circolare e garantire che i materiali scarsi siano utilizzati e riutilizzati in modo efficiente, ridurre le dipendenze globali dell’UE e creare posti di lavoro di alta qualità, con l’obiettivo di avereil 24% di materiali circolari entro il 2030.

Agire su scala globale
L’UE ha più che mai bisogno di partner globali affidabili. Oltre agli accordi commerciali in corso e nuovi, la Commissione UE lancerà presto i primi partenariati per il commercio e gli investimenti puliti, che diversificheranno le catene di fornitura e creeranno accordi reciprocamente vantaggiosi. Allo stesso tempo, la Commissione UE agirà in modo ancora più deciso perproteggere le nostre industrie dalla concorrenza globale sleale e dalle sovracapacitàattraverso una serie di strumenti di difesa commerciale e altri strumenti. La Commissione semplificherà e rafforzerà anche il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).

Garantire l’accesso a una forza lavoro qualificata
La trasformazione del settore richiede personale qualificato e talenti di alto livello. La Commissione istituirà un’Unione delle competenze perinvestire sui lavoratori,sviluppare competenzeecreare posti di lavoro di qualità. Con un massimo di90 milioni di euro da Erasmus+, l’accordo contribuirà a rafforzare le competenze settoriali per le industrie strategiche collegate alClean Industrial Dealsostenendo inoltreposti di lavoro di qualità, promuovendo lecondizionalità socialie fornendo ulterioresupporto ai lavoratori in transizione.

Di fronte agli elevati costi energetici e alla concorrenza globale agguerrita e spesso sleale, le industrie europee hanno bisogno di un sostegno urgente. L’accordo posiziona ladecarbonizzazione come un potente motore di crescita per le industrie europee. Questo quadro può guidare la competitività in quanto fornisce certezza e prevedibilità alle aziende e agli investitori che l’Europa rimane impegnata a diventare un’economia decarbonizzata entro il 2050.

L’Europa non è solo un continente di innovazione industriale, ma anche un continente di produzione industriale– ha dichiarato la Presidente della Commissione UE in occasione della presentazione del Clean Industrial Deal –Tuttavia, la domanda di prodotti puliti ha rallentato e alcuni investimenti si sono spostati in altre regioni. Sappiamo che troppi ostacoli si frappongono ancora alle nostre aziende europee, dagli alti prezzi dell’energia all’eccessivo onere normativo. Il Clean Industrial Deal taglierà i legami che ancora frenano le nostre aziende e creerà un chiaro business case per l’Europa“.

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