27 Novembre 2022
Energia Fonti rinnovabili

Rinnovabili offshore: la Strategia UE per la neutralità climatica

La Commissione UE con la Strategia sulle rinnovabili offshore intende triplicare al 2030 la capacità dell’eolico offshore e di 25 volte entro il 2050. Si tratta del più ambizioso obiettivo di diffusione delle turbine eoliche offshore, sia a fondazione fissa che galleggiante.

La Commissione UE ha presentato oggi (19 novembre 2020) la Strategia An EU Strategy to harness the potential of offshore renewable energy for a climate neutral future”, affinché anche le energie rinnovabili offshore contribuiscano a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, come previsto dalla Legge europea sul Clima.

La strategia propone di aumentare la capacità eolica offshore dell’Europa: dagli attuali 12 GW passare ad almeno 60 GW entro il 2030, e a 300 GW entro il 2050. La Commissione si propone di integrare questa capacità entro il 2050 con 40 GW provenienti da energia oceanica e da altre tecnologie emergenti, come l’eolico e il fotovoltaico galleggianti.

Questa crescita ambiziosa potrà contare sull’ampio potenziale dell’insieme dei bacini marittimi europei e sulla leadership mondiale delle imprese dell’UE nel settore. La crescita creerà nuove opportunità per l’industria, genererà posti di lavoro verdi in tutto il continente e rafforzerà la leadership mondiale dell’UE nel settore delle tecnologie energetiche offshore, assicurando inoltre la protezione dell’ambiente, della biodiversità e della pesca.

La strategia odierna evidenzia l’urgenza e l’opportunità di aumentare gli investimenti nelle energie rinnovabili offshore – ha affermato Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo – Con i nostri vasti bacini marittimi e la nostra leadership industriale, l’Unione europea ha tutto il necessario per affrontare la sfida. Le energie rinnovabili offshore sono già un vero successo europeo: intendiamo trasformarlo in un’opportunità ancora maggiore per energia pulita, posti di lavoro di alta qualità, crescita sostenibile e competitività internazionale“.

Oggi l’eolico offshore produce energia elettrica pulita in grado di competere con le tecnologie esistenti basate sui combustibili fossili, e talvolta addirittura meno costosa. Le industrie europee stanno rapidamente sviluppando una serie di tecnologie in grado di sfruttare la potenza dei nostri mari per produrre elettricità verde. Dall’energia eolica offshore galleggiante, alle tecnologie basate sull’energia oceanica – come gli impianti che sfruttano il moto ondoso e le maree o gli impianti fotovoltaici galleggianti, oppure l’uso di alghe per produrre biocarburanti – le imprese e i laboratori europei sono attualmente all’avanguardia.

La Strategia per le energie rinnovabili offshore stabilisce il più ambizioso obiettivo di diffusione delle turbine eoliche offshore (sia a fondazione fissa che galleggiante), dove l’attività commerciale è già a buon punto. In questi settori l’Europa ha già acquisito notevole esperienza tecnologica, scientifica e industriale e può già contare su forti capacità lungo tutta la catena di approvvigionamento, dalla produzione all’installazione.

Potenziale dell’eolico offshore nei bacini di mare accessibili ai Paesi membri dell’UE ( Fonte: JRC ENSPRESO 2019)

Sebbene la strategia sottolinei le opportunità in tutti i bacini marittimi dell’UE (Mare del Nord, Mar Baltico, Mar Nero, Mediterraneo e Atlantico) e per specifiche comunità costiere e insulari, i vantaggi di queste tecnologie non si limitano alle regioni costiere. La Strategia mette in evidenza molte zone interne in cui la produzione e la ricerca sostengono già lo sviluppo energetico offshore.

In questo contesto l’Italia rischia di rimanere tagliata fuori non avendo adeguati  progetti per l’eolico offshore e quei pochi che ci sono  vengono contrastati, come ha messo in evidenza il recente Manifesto per lo sviluppo dell’eolico offshore in Italia, nel rispetto della tutela ambientale e paesaggistica, sottoscritto da ANEV, Legambiente, GreenpeaceKyoto Club.

Per promuovere l’espansione della capacità energetica offshore, la Commissione incoraggerà la cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri riguardo pianificazione a lungo termine e diffusione. Ciò richiederà l’integrazione degli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili offshore nei piani nazionali di gestione dello spazio marittimo che gli Stati costieri sono tenuti a presentare alla Commissione entro marzo 2021. La Commissione proporrà inoltre, nell’ambito del regolamento TEN-E riveduto, un quadro per la pianificazione a lungo termine delle reti offshore coinvolgendo le autorità di regolamentazione e gli Stati membri in ciascun bacino marittimo.

La Strategia indica come sviluppare le energie rinnovabili offshore integrandole con altre attività umane, come la pesca, l’acquacoltura o il trasporto marittimo, e in armonia con la natura – ha precisato Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli Oceani e la Pesca –Le proposte ci consentiranno inoltre di proteggere la biodiversità e affrontare possibili conseguenze socioeconomiche per i settori che dipendono dalla buona salute degli ecosistemi marini, promuovendo così una solida coesistenza all’interno dello spazio marittimo“.

Per l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) l’eolico offshore avrebbe entro il 2040 una capacità pari a 15 volte quella attuale, attraendo investimenti per 1.000 miliardi di dollari, con le potenzialità per diventare la tecnologia che determinerà la più forte riduzione dei costi di produzione dell’energia, se supportato da adeguate politiche governative a lungo termine che incoraggino l’industria e finanziatori ad investire.

La Commissione UE stima che da oggi al 2050 saranno necessari investimenti per quasi 800 miliardi di euro per conseguire gli obiettivi proposti. Per contribuire a generare e sbloccare gli investimenti, la Commissione:
– Fornirà un quadro giuridico chiaro ed efficace. A tal fine, nel Documento di lavoro dei suoi servizi che accompagna la Strategia, la Commissione ha anche chiarito le norme sul mercato dell’energia elettrica e valuterà se siano necessarie norme più specifiche e mirate. La Commissione si assicurerà che il riesame della disciplina in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l’energia e della direttiva sulle energie rinnovabili faciliti una diffusione delle energie rinnovabili offshore efficiente sotto il profilo dei costi.

– Contribuirà a mobilitare tutti i fondi pertinenti a sostegno dello sviluppo del settore. La Commissione incoraggia gli Stati membri a utilizzare il dispositivo per la ripresa e la resilienza e a collaborare con la Banca europea per gli investimenti (BEI) e altre istituzioni finanziarie per sostenere gli investimenti nell’energia offshore attraverso InvestEU. I fondi di Orizzonte Europa saranno mobilitati per sostenere ricerca e sviluppo, in particolare per le tecnologie meno mature.

Segnaliamo al riguardo che propri nei giorni scorsi il Consiglio di Amministrazione della BEI ha dato il via libera alla roadmap per la Banca del Clima che metterà a disposizione 1.000 miliardi di euro, da spendere entro il 2030, per progetti incentrati su climabiodiversità sostenibilità e tutte le attività di finanziamento dopo il 2020 saranno allineate all’Accordo di Parigi sul clima. Dopo il 2022 non saranno più finanziati progetti che coinvolgono i combustibili fossili, e solo le tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio avranno accesso ai finanziamenti. 

Il recente annuale Rapporto “Global Landscape of Renewable Energy Finance” dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) ha indicato che per raggiungere globalmente la neutralità climatica al 2050, gli investimenti nelle energie rinnovabili devono quasi triplicare ogni anno fino ad arrivare a 800 miliardi di dollari entro il 2050, sforzo che non sarebbe possibile senza l’impegno dei Governi nazionali, chiamati ad agire e a supportare coerentemente le politiche energetiche con investimenti e sussidi che allontanino aziende e cittadini dall’uso di fonti fossili.

– Inoltre, la Commissione assicurerà una catena di approvvigionamento rafforzata. La Strategia sottolinea la necessità di migliorare la capacità produttiva e le infrastrutture portuali e di aumentare la disponibilità di manodopera adeguatamente qualificata per far fronte a tassi di installazione più elevati. La Commissione prevede di creare una piattaforma dedicata alle energie rinnovabili offshore nell’ambito del Forum industriale per l’energia pulita, che consenta di riunire tutti i soggetti coinvolti e facilitare lo sviluppo della catena di approvvigionamento.

Il mercato mondiale delle energie rinnovabili offshore è in rapida crescita, in particolare in Asia e negli Stati Uniti, con opportunità per l’industria dell’UE ovunque nel mondo. La Commissione sosterrà l’adozione di queste tecnologie a livello mondiale attraverso la diplomazia del Green Deal, la politica commerciale e i dialoghi dell’UE con i Paesi partner incentrati sull’energia.

L’Europa è leader mondiale nel settore delle energie rinnovabili e può diventarne il motore di sviluppo a livello globale – ha aggiunto la Commissaria UE per l’Energia Kadri SimsonDobbiamo intensificare l’azione, sfruttando tutto il potenziale dell’energia eolica offshore e facendo avanzare più rapidamente altre tecnologie come quelle per l’energia del moto ondoso e delle maree e il fotovoltaico galleggiante. La strategia odierna delinea una direzione chiara e un quadro stabile, fondamentali per le autorità pubbliche, gli investitori e gli sviluppatori del settore. Dobbiamo stimolare la produzione interna dell’UE per conseguire i nostri obiettivi in materia di clima, rispondere alla crescente domanda di energia elettrica e sostenere l’economia nella ripresa post-COVID”.

Per analizzare e monitorare gli impatti ambientali, sociali ed economici delle energie rinnovabili offshore sull’ambiente marino e le attività economiche che ne dipendono, la Commissione consulterà regolarmente una comunità di esperti provenienti dalle autorità pubbliche, dai portatori di interessi e dalla comunità scientifica.

L’espansione e l’ulteriore sviluppo dell’industria eolica in mare, sottolinea la Commissione UE, possono essere realizzati in linea con gli obiettivi della Strategia dell’UE sulla Biodiversità , aumentando la generazione da rinnovabili e assicurando un elevato livello di protezione dell’ambiente e della biodiversità. A tale proposito la Commissione ha adottato contestualmente anche un nuovo documento di orientamento sullo sviluppo dell’energia eolica e sulla legislazione dell’UE a tutela della natura per favorire un’attuazione coerente delle politiche in queste materie.

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