Energia Fonti rinnovabili

Eolico offshore: investimenti per 1.000 miliardi di $ al 2040

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) il settore dell’eolico offshore avrebbe le potenzialità per diventare la tecnologia, dopo lo sfruttamento degli scisti e il boom del solare fotovoltaico, che determinerà una forte riduzione dei costi di produzione dell’energia, se supportato da adeguate politiche governative a lungo termine che incoraggino l’industria e finanziatori ad investire.

In attesa della pubblicazione prevista per il 13 novembre 2019 del World Energy Outlook (WEO), la pubblicazione di punta dell’IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia), i cui contenuti vengono analizzati da responsabili politici ed esperti del settore energetico per decidere quale percorso seguire o cogliere le tendenze sul futuro delle imprese energetiche, l’Agenzia ha dedicato un intero  Rapporto alle prospettive dell’Eolico offshore, così come era avvenuto qualche giorno prima con la diffusione di “Renewables 2019”.
La presentazione è avvenuta a Copenhaghen, città che ospiterà quest’anno la Fiera biennale ”Offshore Wind Energy 2019” (Bella Center, 26- 28 novembre 2019).

Secondo l’Agenzia, il settore dell’eolico offshore, pur avendo fornito nel 2018 una piccola parte dell’approvvigionamento elettrico globale, è destinato a espandersi fortemente nei prossimi decenni, raggiungendo entro il 2040 una capacità pari a quindici volte quello attuale e attrarre investimenti per 1.000 miliardi di dollari. Quest’evoluzione sarà trainata  dalla diminuzione dei costi, dall’introduzione di politiche di sostegno a queste tecnologie e dai progressi tecnologici, come l’introduzione di turbine sempre più grandi e di impianti galleggianti.

Il Rapporto costituisce lo studio più completo sul settore dell’eolico offshore, combinando informazioni sulle ultime tecnologie e sugli sviluppi del mercato, con una nuova analisi geospaziale, appositamente commissionata, che fornisce una mappa sulla velocità e qualità del vento lungo centinaia di migliaia di chilometri di coste di tutto il mondo.

“Attualmente l’eolico offshore fornisce circa lo 0,3% dell’energia elettrica globale, ma il suo potenziale è enorme – ha sottolineato il Direttore esecutivo dell’IEA, Fatih Birol, presentando il Rapporto assieme al Ministro danese per il Clima, l’Energia e le utenze, Dan Jørgensen Siamo sempre più vicini a poter raggiungere il grande potenziale dell’eolico offshore, ma resta ancora molto da fare da parte dei Governi e dell’industria  i governi e l’industria affinché questa tecnologia diventi il pilastro della transizione energetica”.

L’Europa ha aperto la strada a questa tecnologia ed è a tutt’oggi la regione che è centrale per lo sviluppo del settore. Oggi, la capacità dell’eolico offshore in Europa è di circa 20 Gigawatt, ma sulle base delle attuali raggiungerà una potenza di 130 Gigawatt entro il 2040. Tuttavia, se l’UE volesse veramente riuscire a raggiungere il suo obiettivo di neutralità carbonica, la potenza da fonte eolica offshore potrebbe aumentare fino a 180 GW nel 2040, divenendo la più grande fonte di energia elettrica della regione.
 
Una visone ancora più ambiziosa, in cui le politiche europee spingessero verso un aumento della domanda di idrogeno sostenibile prodotto dall’eolico offshore, potrebbero spingere la capacità dell’eolico offshore in modo ad un aumento ancora più elevato.

Anche la Cina avrà un ruolo fondamentale nella crescita a lungo termine del settore, soprattutto sotto la spinta della necessità di riduzione dell’inquinamento atmosferico. La tecnologia è particolarmente idonea all’ambiente cinese, dal momento che i parchi eolici offshore possono essere installati lungo la costa, dove si concentrano i maggiori centri abitati ad est e a sud del Paese. Intorno al 2025, probabilmente, la Cina sarà la nazione con il maggior numero di turbine al mondo, sottraendo il primato al Regno Unito.
Entro il 2040 si prevede un aumento della capacità da eolico del Paese dall’attuale 4 Gigawatt passerà a 110 GW, e politiche adeguate di sostegno potrebbero spingerlo ancora più in alto ad oltre 170 Gigawatt.

Gli Stati Uniti hanno buone risorse eoliche offshore nel nord-est del Paese e luoghi di elevata domanda lungo la costa orientale densamente popolata, offrendo una soluzione per diversificare il suo mix energetico. I parchi su piattaforme galleggianti amplierebbero le possibilità di sfruttare le risorse del vento al largo della costa occidentale.

Nell’ultimo decennio, sono state due le principali aree di innovazione tecnologica che hanno avuto un ruolo nella diminuzione dei costi energetici: la rivoluzione dello scisto e l’ascesa del solare fotovoltaico – ha affermato Birol – Ora è l’eolico offshore che ha le potenzialità per essere la tecnologia che determinerà una forte riduzione dei costi”.

L’Agenzia sottolinea che i Governi e le Autorità di regolamentazione possono aprire la strada allo sviluppo dell’eolico offshore fornendo una visione a lungo termine che incoraggi l’industria e gli investitori ad intraprendere gli investimenti necessari per sviluppare progetti eolici offshore e collegarli alle reti elettriche di terra. Ciò include un’attenta progettazione del mercato, garantendo finanziamenti a basso costo e regolamenti che riconoscano come lo sviluppo delle infrastrutture di rete terrestri sia essenziale per l’integrazione efficiente della produzione di energia da eolico offshore.

L’industria deve continuare, a sua volta, a garantire il rapido sviluppo della tecnologia in modo che le turbine eoliche continuino a crescere in termini di dimensioni e capacità, offrendo le migliori prestazioni e le maggiori riduzioni dei costi, che consentono all’eolico offshore di diventare ancora più competitivo con l’energia alimentata da gas e da eolico onshore. Inoltre, esistono enormi possibilità di investimento delle società

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