2 Luglio 2022
Agroalimentare Cibo e alimentazione

Nutraceutica e Novel food: un mercato da 500 miliardi di dollari

L’Area Studi di Mediobanca ha dedicato un rapporto al mercato della Nutraceutica e del Novel food, in Italia e nel mondo, da cui emerge che l’intero settore ha raggiunto nel 2021 un giro d’affari di 500 miliardi di dollari e si stima che entro il 2027 toccherà quota 745 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 6,9% annuo.

Mentre la dimensione mondiale del mercato della nutraceutica (termine derivato da nutrizione e farmateutica) presenta aspettative di crescita a un tasso medio annuo al 6,9%, le nuove forme di alimentazione (prodotti alimentari nuovi e innovativi o derivati dall’applicazione di nuovi processi di produzione e tecnologie, nonché di alimenti tradizionalmente consumati al di fuori dell’UE, secondo il Regolamento 2015/2283/UE) diventano sempre più accessibili, dalla carne di laboratorio all’entomofagia (consumo di insetti da parte dell’uomo). I trend delle nuove frontiere alimentari si intrecciano con una molteplicità di temi che vanno dalla sostenibilità alla regolazione, dagli stili alimentari funzionali alla prevenzione fino alle questioni etiche.

È il quadro delineato dall’Area Studi Mediobanca che per la prima, volta ha dedicato un report al mercato dell’intero comparto, in Italia e nel mondo che comprende, tra i tanti, quello dell’alimentazione funzionale, di cui fanno parte i cibi senza o arricchiti con alimenti chimici come ferro, magnesio ecc, gli integratori, i cibi vegan, cibi per l’infanzia, la carne sintetica, le farine di insetti, ecc.

In tutto il mondo nel 2021, l’intero settore ha raggiunto un giro d’affari di 500 miliardi di dollari ed è in continua espansione: si stima che entro il 2027 toccherà quota 745 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del +6,9% annuo. A brillare è, in particolar modo, il comparto del diet food (il cibo per il controllo del peso), che da solo vale 214 miliardi di dollari (che diventeranno 303 nel 2027), seguito dagli integratori alimentari, un segmento da oltre 150 miliardi di dollari (ben 237 entro il 2027). Bene pure il baby food (il cibo per l’infanzia come gli omogeneizzati) che ha chiuso l’anno con un giro d’affari di oltre 73 miliardi (107 entro il 2027). Anche il cibo vegano ha ottimi numeri e vale in tutto 25 miliardi di dollari (che diventeranno 42 entro il 2027, con ritmo di crescita del +9% annuo, il più alto tra tutti).

In Italia la nutraceutica valeva nel 2020 circa 4,8 miliardi di euro. La parte più cospicua spetta agli integratori alimentari, un mercato in cui l’Italia è regina in Europa e che cresce rapidamente: nel 2020 ha toccato quota 3,8 miliardi di euro (+9,2% sul 2008 e +2,9% sul 2019). La leadership italiana si candida a rimanere tale anche nel 2025, anno in cui potrebbe raggiungere i 4,8 miliardi di euro, con un’ampia superiorità sulla Germania (3,6 miliardi) e sulla Francia (3,1 miliardi). Completano il mercato italiano il comparto della nutrizione specializzata in senso stretto, con ulteriori 700 milioni (400 milioni solo le soluzioni per celiaci) e il baby food (300 milioni di euro nel 2020).

Nel novel food un capitolo a parte merita il segmento delle proteine alternative a quelle di derivazione animale. A livello mondiale, entro il 2035 passerà dall’attuale 2% all’11% del mercato complessivo delle proteine, per un valore attorno ai 290 miliardi di dollari. La nuova frontiera dell’alimentazione è rappresentata dalla carne sintetica. Attualmente in questo segmento operano circa 100 start up che nel 2020 hanno raccolto capitali per 370 milioni di dollari, sei volte l’ammontare raccolto nel 2019. Complici le tante sfide che dovrà affrontare, le proiezioni sul comparto sono molto volatili (tra i 5 i 25 miliardi di dollari al 2030). Infine, l’industria mondiale degli insetti: si prevede un aumento del valore fino a circa 1 miliardo di dollari nel 2023 per poi arrivare a 4,6 miliardi di dollari nel 2027, con un tasso di crescita medio annuo del 44%.

Secondo lo Studio pionieristico “Food systems are responsible for a third of global anthropogenic GHG emissions”, pubblicato l’anno scorso su Nature Food e condotto da un gruppo di ricercatori del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), oltre un terzo delle emissioni globali di gas serra di origine antropica è attribuibile ai sistemi alimentari globali, la metà delle quali è riferibile alle attività di allevamento (a causa della deforestazione e della produzione di metano dai processi digestivi degli animali).

Anche le risorse idriche sono fortemente sollecitate dalle attività agricole e di allevamento: il consumo di acqua dolce è per il 92% riferibile a esse, e solo l’8% finirebbe assorbito dai consumi industriali e umani. Ugualmente impegnativo è l’uso della terra: il 50% di quella abitabile è adibito ad attività agricole e di esso il 77% è destinato all’allevamento.

L’ipotetica sostituzione nel 2035 della carne animale con i surrogati vegetali a una riduzione di emissioni pari a quelle prodotte in un anno dal Giappone. Ciò in quanto i sostituti vegetali comportano emissioni pari a un ventesimo di quelle relative alla carne bovina da allevamento, a un decimo di quella avicola e a un nono di quella suina.

La start-up israeliana Aleph Farms, che per il suo contributo alla sostenibilità alimentare ha ricevuto riconoscimenti da FAO, EIT Food, UNESCO e WEF, ha realizzato una gustosa costata di manzo con tecnologia bioprinting 3D, tale e quale si può acquistare dal macellaio, senza gli impatti negativi degli allevamenti e dell’uso di antibiotici.

Le alghe sono un altro dei settori su cui si sta concentrando la ricerca nutraceutica e alimentare con un mercato in progressiva crescita, che già oggi vale a livello globale il miliardo di dollari. Proprio a questo comparto è dedicata AlgaeFarm (Pordenone Fiere, 25-27 maggio 2022), in contemporanea con AquaFarm e NovelFarm.

Certo ci saranno resistenze culturali da superare, ma ormai è evidente che gli attuali sistemi alimentari non sono sostenibili e devono cambiare per la salute del Pianeta e di quella umana.

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