2 Luglio 2022
Biodiversità e conservazione

SAD: 1.880 miliardi di dollari l’anno per finanziare la nostra estinzione

Uno Studio condotto da Earth Track ha valutato l’ammontare dei sussidi dannosi per l’ambiente (SAD) che ogni anno vengono elargiti al livello globale ai settori che sono responsabili delle emissioni di gas serra e degli inquinamenti ambientali. In vista della CBD-COP15, The B Team e Business for Future, che hanno sostenuto lo Studio, chiedono il riallineamento delle sovvenzioni verso la protezione del clima e della natura, piuttosto che finanziare la nostra estinzione.

In vista dell’imminente riunione (Ginevra, 14-29 marzo 2022)  del Gruppo di Lavoro Open Ended per la Conferenza della Convenzione sulla Biodiversità (CBD-COP15) The B Teami, iniziativa no-profit globale co-fondata da Richard Branson e Jochen Zeitz per sostenere pratiche commerciali più incentrate sul benessere umano e sulla mitigazione climatica, e Business for Nature, una coalizione globale di oltre 1.000 aziende che si pongono l’obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità, hanno congiuntamente lanciato un briefing “Finanziare la nostra sopravvivenza: costruire un’economia positiva per la natura attraverso la riforma dei sussidi” con cui chiedono che l’obiettivo di 500 miliardi di dollari l’anno di sussidi previsti dall’attuale bozza di Global Biodiversity Framework, predisposta per la prossima CBD-COP15 (Kunming,25 aprile -8 maggio 2022) venga rafforzato, per riflettere le ultime ricerche, e che i governi si impegnino a reindirizzareriproporre o eliminare tutti i sussidi dannosi per l’ambiente entro il 2030.

L’appello delle due organizzazioni è conseguente ai risultati dello StudioProtecting Nature by Reforming Environmentally Harmful Subsides: The Role of Business” commissionato ad Earth Track ,e che hanno riassunto nel briefing.

Lo Studio, condotto dal Fondatore di Earth Track, Doug Koplow e da Ronald Steenblik della Global Subsidies Initiative dell’International Institute for Sustainable Development,  International Institute valuta i sussidi dannosi per l’ambiente nei settori chiave alla base della maggior parte delle emissioni di gas serra nel mondo: combustibili fossili, agricoltura, silvicoltura, acqua, edilizia, trasporti, pesca di cattura marina e estrazione mineraria.

Avevamo due obiettivi primari nel fare questo lavoro – ha affermato Koplow – Il primo è stato quello di riavviare la conversazione sull’analisi multisettoriale delle sovvenzioni, approccio necessario se vogliamo proteggere ecosistemi globali insostituibili, e troppe discussioni sui sussidi si sono svolte nel contesto di un’unica area di risorse. La perdita di biodiversità è in cima alla lista di imperdonabili errori umani non forzati, che si verificano al culmine della capacità dell’umanità di leggere e imparare dalla biblioteca genetica che si è accumulata in milioni di anni. Il fatto che stiamo distruggendo questa libreria per ottenere prodotti di base come olio di palma, semi di soia, zucchero e carne bovina, e che queste attività sono sostenute in modo non piccolo da sussidi governativi, rende la perdita ancora più dolorosa”.

Il secondo – ha proseguito il Fondatore di Eath Track – è stato quello di identificare le opportunità per le imprese di essere una forza positiva per il cambiamento attraverso una migliore divulgazione delle sovvenzioni e attraverso interventi orientati alle imprese. I progressi nel contenimento e nell’eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD) attraverso accordi internazionali sono stati lenti. Dato il rapido ritmo del cambiamento ambientale che ci circonda, il processo di governo da solo non può agire con la dovuta necessità. Riteniamo che alcune delle aree di impegno aziendale che mettiamo in evidenza possano cambiare ciò che è possibile sulla riforma delle sovvenzioni e migliorare le prestazioni ambientali anche in paesi con normative ambientali deboli e con scarsa supervisione governativa”.

I SAD sono stati stimati in almeno 1,8 trilioni di dollari ogni anno, pari al 2% del PIL globale, e dei quali i ricercatori hanno stilato la classifica:
640 miliardi di dollari vanno all’industria dei combustibili fossili, che contribuisce ai cambiamenti climatici, all’inquinamento dell’aria e dell’acqua e alla subsidenza dei terreni;

520 miliardi di dollari di sussidi sono elargiti alle attività non sostenibili del settore agricolo che provoca l’erosione del suolo, l’inquinamento delle acque, la deforestazione legata all’espansione delle colture, le emissioni di gas serra, la conversione degli habitat naturali e la conseguente perdita di biodiversità;

– 350 miliardi di dollari vengono assegnati per gli usi insostenibili dell’acqua dolce, la gestione dell’acqua e le infrastrutture per le acque reflue, che contribuiscono all’inquinamento idrico e ai rischi per gli ecosistemi nei corsi d’acqua e nell’oceano.

Il declino della natura sta avvenendo ad un ritmo allarmante, e non abbiamo mai vissuto su un pianeta con così poca biodiversità – ha dichiarato Christiana Figueres, membro del B Team ed ex Segretario esecutivo dell’UNFCCC –  Nel frattempo, non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo di 100 miliardi di dollari l’anno di finanziamenti per il clima, previsto dall’Accordo di Parigi. I sussidi dannosi devono essere reindirizzati verso la protezione del clima e della natura, piuttosto che finanziare la nostra estinzione”.

Secondo un nuovo Rapporto delle Nazioni Unite, le nazioni industrializzate del G20 devono abbracciare il loro ruolo di leader influenti contro i cambiamenti climatici, allineando lo sviluppo e la ripresa economica con investimenti per soluzioni basate sulla natura (NbS) se si vuole “ricostruire meglio” dopo il Covid-19, invece di “ricostruire come al solito”.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.