In base ad uno studio condotto da ricercatori del Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors (GBD) e pubblicato su The Lancet Public Health, nel 2023 l’esposizione al fumo passivo ha causato globalmente 1,66 milioni di morti e la perdita di 44,8 milioni anni di vita in salute, con donne e bambini i più vulnerabili.
Nel 2023 si stima che 2,71 miliardi di persone in tutto il mondo siano state esposte al fumo passivo, tra cui 767 milioni (687–858) di bambini di età compresa tra 0 e 14 anni. La prevalenza è stata più elevata nel Sud-est asiatico, nell’Asia orientale e in Oceania (48,4%) con le donne che in alcuni paesi hanno registrato una prevalenza di esposizione quasi 1,8 volte superiore a quella degli uomini.
Sono alcuni dei dati drammatici che emergono dalloStudio“Global, regional, and national prevalence of second-hand smoke and attributable disease burden in 204 countries and territories, 1990–2023: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2023” (Prevalenza globale, regionale e nazionale del fumo passivo e relativo carico di malattia in 204 paesi e territori, 1990-2023: un’analisi sistematica per lo studio Global Burden of Disease 2023), condotto dalGlobal Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors(GBD), un consorzio internazionale di ricercatori coordinato dall’IHME(Institute for Health Metrics and Evaluationdell’Università di Washington, e pubblicato suThe Lancet Public Healthil 7 settembre 2026, in occasione dellaGiornata Internazionale dell’aria pulita per i cieli blu, confermando chel’esposizione al fumo passivo (SHS) rimane una delle principali cause di morbilità(persone si ammalano o soffrono di una specifica patologia in un gruppo e in un tempo stabiliti) emortalità tra i non fumatori.
Utilizzando il quadro di valutazione comparativa del rischio GBD 2023 per9 esiti sanitari per calcolare i decessi attribuibili e gli anni di vita persi a causa di disabilità(DALY), i ricercatori hanno stimato la prevalenza dell’esposizione al fumo passivo e il carico di malattia attribuibile in 204 paesi e territori dal 1990 al 2023, suddividendo i gruppi per età e sesso.
Si stima con una certezza del 95% che nel 2023 siano state 2,71 miliardi le persone in tutto il mondo esposte al fumo passivo, tra cui 767 milioni di bambini di età compresa tra 0 e 14 anni.La prevalenza standardizzata per età è risultata più elevata nel Sud-est asiatico, nell’Asia orientale e in Oceania, con ledonnein alcuni Paesi che hanno registrato una prevalenza diesposizione quasi 1,8 volte superiore a quella degli uomini.

Esposizione al fumo passivo delle donne nel 2023
Nonostante un calo del 22,2% della prevalenza globale standardizzata per età dal 1990, questo progresso non è stato sufficiente a ridurre ilnumero assoluto di individui esposti, che è rimasto stabile a livello globale ed è aumentato notevolmente nell’Africa subsahariana(aumento del 98,5%) e nelNord Africa e Medio Oriente(aumento del 72,1%). Nel 2023, l’esposizione al fumo passivo ha causato 1,66 milioni di decessi e 44,8 milioni di DALY a livello globale. Lacardiopatia ischemicaè stata la principale causa di DALY attribuibili al fumo passivo (12,0 milioni) in generale, mentrele infezioni delle basse vie respiratorie hanno prevalso tra i bambini(5,16 milioni).

Tassi globali e regionali di DALY attribuibili al fumo passivo per causa, 2023: tassi standardizzati per età per tutte le fasce d’età (A) e tassi specifici per età per i bambini di 0–14 anni (B). L’altezza delle barre rappresenta i tassi di DALY specifici per causa attribuibili al fumo passivo nelle rispettive popolazioni, a livello globale e in ciascuna delle 7 super-regioni del GBD.
Secondo gli autori dello Studio, il tabaccorimane una delle principali cause di malattia a livello globale, sottolineando che molti “non fumatori esposti al fumo passivo” figurano tra gli 8 milioni di persone che si stima siano morte nel 2023 a causa di malattie legate al fumo.
Lo studio evidenzia che il “fumo laterale” (sidestream smoke) è il fumo che si sprigiona direttamente dall’estremità accesa di una sigaretta, di un sigaro o di una pipa quando il fumatore non sta aspirando, costituisce lacomponente principale del fumo passivo(circa i 6/7 del totale), al quale si somma in minima parte il fumo espirato dal fumatore stesso.
“Questi effetti negativi sulla salute sono noti da decenni e il consenso scientifico sul fatto che non esista un livello di esposizione sicuro ha reso il fumo passivo un punto focale del controllo del tabacco– sottolineano gli autori –Questa priorità è stata formalizzata dalla Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco (FCTC) del 2003, un trattato internazionale di salute pubblica il cui articolo 8 prevede una legislazione antifumo a tutela dei non fumatori nei luoghi di lavoro, nei trasporti pubblici e nei luoghi pubblici al chiuso. Tuttavia, l’applicazione e la copertura a livello globale rimangono incoerenti: circa il 70% della popolazione mondiale non è protetta da leggi antifumo complete e gli ambienti domestici, dove l’esposizione tende ad essere più prolungata, rimangono in gran parte non regolamentati”.
Immagine di copertina: Humanitas University
